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Liv-ex, En Primeur 2025 tra luci e ombre: "C'è ancora speranza". Report chiusura fotografa un'annata penalizzata dalle vendemmie più vecchie

Liv-ex, En Primeur 2025 tra luci e ombre: "C'è ancora speranza"

di redazione | 3 Luglio 2026

Il report di chiusura fotografa un'annata penalizzata dalla concorrenza delle vendemmie più vecchie e da una domanda selettiva. Ma il paragone storico con l'En Primeur 2014 — criticata al rilascio, poi rivalutata nel tempo — lascia aperta una lettura più indulgente sui 2025.

Si è conclusa la campagna En Primeur 2025, e il bilancio tracciato da Liv-ex nel suo nuovo report di chiusura restituisce l'immagine di un'annata segnata da una domanda selettiva e da una concorrenza spietata da parte delle vendemmie più mature. I 2025 hanno faticato a competere con i 2019 e i 2020, proposti sul mercato secondario a prezzi più che competitivi. Eppure, suggerisce la piattaforma globale di scambio e analisi del fine wine, il confronto con i precedenti storici lascia pensare che questi vini potrebbero un giorno essere giudicati con maggiore benevolenza di quanto la loro accoglienza iniziale lasci presagire.

CHEVAL BLANC, MARGAUX, LAFITE E BATAILLEY: LE USCITE CHE HANNO FUNZIONATO

Secondo Liv-ex, Cheval Blanc, Margaux, Lafite e Batailley figurano tra le uscite più riuscite della campagna 2025. Cheval Blanc, Margaux e Lafite 2025 sono stati rilasciati a 280 euro a bottiglia ex-château (336 euro ex-négociant), mentre Batailley 2025 è uscito a 289 sterline per cassa da 12x75 ex-Londra. Si tratta di un gruppo ristretto ma ricorrente nelle segnalazioni degli operatori, a conferma che, in un'annata difficile, qualche margine di successo è comunque rimasto.

PUNTEGGI SOLIDI, CONCORRENZA ANCORA DI PIÙ 

Rilasciati a livelli di prezzo simili a quelli di mercato dei 2019 e dei 2020, i 2025 si sono trovati a fronteggiare vendemmie già affermate, con punteggi paragonabili, che molti acquirenti hanno giudicato semplicemente più convenienti. La campagna, va detto, ha deluso le aspettative. Ma un mercato che mostra segnali di stabilizzazione lascia intravedere uno scenario diverso per il futuro: tra due anni, quando i 2025 diventeranno fisici, le annate alternative difficilmente costeranno meno di oggi.

IL CONFRONTO CON LA STORIA: COSA INSEGNA L'EN PRIMEUR 2014

Il parallelo più istruttivo, secondo Liv-ex, è quello con l'En Primeur 2014. Entrambe le campagne sono arrivate dopo anni di pricing ambizioso — il 2009 e il 2010 nel primo caso, il 2021 e il 2022 nel secondo — che avevano progressivamente eroso la fiducia dei collezionisti più fedeli. Entrambe, inoltre, sono state rilasciate subito dopo un'annata mal valutata e a basse rese: i 2013 nel 2014, i 2024 nel 2025. In quel contesto, gli château non dovevano soltanto riconquistare acquirenti delusi, ma anche recuperare le perdite di un anno precedente segnato da vendite fiacche a prezzi bassi. I 2014, a loro volta, erano un'annata a bassa resa, rilasciata in un mercato finalmente stabile dopo un lungo movimento laterale — esattamente come sta accadendo ora. All'epoca, il pricing dei 2014 fu duramente criticato. Col senno di poi, quei vini hanno premiato chi li aveva acquistati, soprattutto grazie al miglioramento delle condizioni di mercato negli anni successivi. Oggi, in molti considererebbero quei prezzi di rilascio più un'opportunità che un errore.
Sophia Gilmour, analista di mercato di Liv-ex, commenta così il parallelo: "Non è la prima volta che una campagna apparentemente deludente viene accolta con vendite tiepide. Con il senno di poi, possiamo guardare a campagne come quella del 2014 — un tempo considerata deludente — e riconoscere che quei prezzi erano probabilmente sensati. Ci sono indicatori che questo potrebbe valere, un giorno, anche per l'En Primeur 2025".Si è conclusa la campagna En Primeur 2025, e il bilancio tracciato da Liv-ex nel suo nuovo report di chiusura restituisce l'immagine di un'annata segnata da una domanda selettiva e da una concorrenza spietata da parte delle vendemmie più mature

OCCASIONE MANCATA? NON DEL TUTTO

La maggior parte dei merchant interpellati da Liv-ex ritiene che i prezzi di rilascio fossero troppo alti per superare gli ostacoli di quest'anno. Altri, ugualmente insoddisfatti del pricing, hanno indicato come causa principale la rottura di fiducia tra château e collezionisti, e il conseguente disimpegno di questi ultimi. Non sono mancati, tuttavia, momenti di entusiasmo, seppur fugaci: alcuni operatori hanno raccontato di aver visto, almeno per brevi finestre, gli acquirenti tornare a comportarsi come un tempo.
Proprio questa selettività della domanda sembra essere il tratto distintivo della campagna: un piccolo gruppo di vini di successo — Cheval Blanc, Margaux, Lafite e Batailley, citati quasi all'unanimità dagli operatori — a fronte di un'accoglienza fredda per il resto delle etichette. Alcuni membri di Liv-ex hanno persino lamentato allocazioni ridotte, un dato sorprendente dopo un anno, il 2024, segnato dal rifiuto generalizzato di prendere in carico le allocazioni da parte di négociant e merchant. Se per alcuni vini la domanda è bastata a esaurire le scorte, significa che un livello minimo di interesse, seppur concentrato, è comunque sopravvissuto.

UNA CAMPAGNA "DI MEZZO", NON UN FALLIMENTO

Nel report, Liv-ex richiama anche il proprio Opening Report di marzo 2026, intitolato "From the ashes —", in riferimento ai celebri versi di J.R.R. Tolkien ne Il Signore degli Anelli: "From the ashes, a fire shall be woken" ("Dalle ceneri, un fuoco si risveglierà"). Eppure, prosegue citando ancora Tolkien, "anche ora, c'è speranza" ("even now, there is yet hope").
Per la maggior parte del trade britannico, il 2025 è stato un anno nella media: alcuni vini hanno funzionato, altri no. Significativo è che persino i merchant più delusi abbiano comunque partecipato alla campagna, o quantomeno ne abbiano seguito gli sviluppi — pur riducendo drasticamente il tempo e le risorse dedicate alla promozione di queste etichette.

FORSE I 2025 SONO MIGLIORI DI QUANTO SEMBRI

Molto si è detto sulla delusione legata a questa campagna. Eppure, sottolinea Liv-ex, alcuni vini hanno funzionato, e con un mercato bordolese che mostra finalmente segnali di stabilità, c'è motivo di credere che, tra due anni, quando i 2025 arriveranno fisicamente sugli scaffali, le annate alternative non costeranno meno di oggi. Non è stata una campagna trionfale, ma nemmeno lo erano, all'epoca, molte di quelle che oggi ricordiamo con favore. L'En Primeur 2025, conclude il report, potrebbe rivelarsi migliore di quanto si pensi.

La maggior parte dei merchant interpellati da Liv-ex ritiene che i prezzi di rilascio fossero troppo alti per superare gli ostacoli di quest'anno

 

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