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Detenuti diventano sommelier AIS: a Siena primo corso in carcere per il reinserimento lavorativo con il progetto Vite Libera

Detenuti diventano sommelier AIS: a Siena primo corso in carcere per il reinserimento lavorativo

di redazione | 1 Luglio 2026

Si è concluso alla Casa Circondariale Santo Spirito il progetto "Vite Libera", promosso da AIS Toscana e AIS Italia. I cinque partecipanti hanno sostenuto lo stesso esame previsto per tutti i corsisti, acquisendo una qualifica spendibile nel settore della ristorazione e dell'accoglienza.

Per la prima volta in Italia un corso ufficiale per sommelier AIS è entrato in un istituto penitenziario. È accaduto alla Casa Circondariale Santo Spirito di Siena, dove cinque detenuti hanno sostenuto e superato l'esame finale del percorso promosso da AIS Toscana e AIS Italia nell'ambito del progetto Vite Libera, conseguendo il diploma di sommelier secondo gli stessi standard previsti per tutti i corsisti dell'Associazione Italiana Sommelier.
L'iniziativa nasce con un obiettivo che va oltre la formazione enologica: offrire competenze professionali concrete a persone prossime al reinserimento nella società, trasformando la cultura del vino in uno strumento di inclusione e di accesso al mondo del lavoro. Il programma ha condensato in 30 lezioni intensive i contenuti dei tre livelli del percorso AIS, alternando formazione teorica e attività pratiche senza alcuna semplificazione rispetto ai corsi ordinari.

UNA QUALIFICA CHE GUARDA AL LAVORO

Il progetto risponde anche a una delle criticità più sentite dal comparto dell'ospitalità: la carenza di personale qualificato. Secondo i dati Unioncamere richiamati da AIS, oltre la metà delle ricerche di addetti specializzati per il servizio di sala non trova candidati idonei. Formare nuovi sommelier significa quindi offrire una professionalità oggi particolarmente richiesta da ristoranti, enoteche e strutture ricettive, aumentando le opportunità occupazionali una volta conclusa la pena.
"Offrire a un detenuto la possibilità di studiare da sommelier non è solo un percorso didattico: è un atto di fiducia nel potere educativo del sapere e una scommessa sulla rinascita delle persone" commenta il presidente di AIS Toscana, Cristiano Cini. Dello stesso avviso il presidente di AIS Italia, Sandro Camilli, secondo cui l'esito del progetto rappresenta "uno strumento di crescita personale e di reinserimento sociale" e costituisce una base concreta per replicare l'iniziativa in altri istituti penitenziari.
L'obiettivo, infatti, è dare continuità all'esperienza costruendo una rete di collaborazioni con aziende, enoteche e Consorzi, così da favorire l'inserimento lavorativo dei neo-diplomati e trasformare Vite Libera in un modello esportabile su scala nazionale.

 

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