
Tenuta Le Forconate ha debuttato sul mercato nazionale con un progetto enologico costruito su un’idea precisa: utilizzare una Toscana di confine come leva per definire vini identitari, capaci di esprimere il territorio senza essere vincolati a modelli prestabiliti.
La tenuta di proprietà della famiglia Barbanera – con Paolo, Sofia e Agnese alla guida – si sviluppa tra San Casciano dei Bagni e Cetona su 26,5 ettari vitati, in un’area storicamente segnata dal confine tra Toscana e Umbria e caratterizzata da una forte variabilità ambientale.
“Questo è un territorio ancora poco raccontato ma con un potenziale molto alto”, sottolinea Sofia Barbanera.
Il progetto si inserisce in un percorso iniziato nel 2008 e ridefinito nel 2017, con una scelta precisa: lavorare sulla Doc Colli dell’Etruria Centrale, una denominazione meno rigida ma più adatta a interpretare un territorio complesso.
La collaborazione con Italian Wine Brands, gruppo specializzato nella distribuzione e commercializzazione di vini italiani, consente di separare la fase produttiva da quella commerciale: la tenuta mantiene il controllo su vigneto e vinificazione, mentre il gruppo supporta la diffusione sul mercato.
Il concetto di confine diventa il centro della lettura del progetto.
Non è solo una condizione geografica, ma un elemento che incide direttamente sulle scelte agronomiche ed enologiche. Suoli calcarei con presenza di argille plioceniche azzurre e galestro, insieme a escursioni termiche significative e a un sistema di oltre quaranta sorgenti termali, definiscono un ambiente eterogeneo e difficile da uniformare, ma capace di offrire letture diverse a seconda delle parcelle.
“Vivere in una zona di confine significa avere vantaggi, ma anche dover superare dei limiti - spiega Andrea Bernardini - Per noi non è un limite, ma una possibilità. La nostra volontà è fare vini identitari che raccontino il territorio e che siano l’espressione di quello che siamo”.

All’interno di questo contesto, il ruolo dell’enologo viene ridefinito. “Deve mettersi da parte e lasciare che siano il vitigno e il territorio a esprimersi - afferma Bernardini - Il nostro stile si fonda sulle direttrici della pulizia, della freschezza e della longevità. L’obiettivo è intervenire il meno possibile e accompagnare il vino senza forzarlo”.
Il progetto trova nella famiglia Barbanera la sua sostanza. “Il nostro desiderio è diventare ambasciatori di questo territorio e dare valore alla DOC Colli dell’Etruria Centrale. Vogliamo che i nostri vini siano riconoscibili”, sottolinea Sofia Barbanera.
La Doc diventa lo strumento operativo di questa visione. “La flessibilità del disciplinare ci permette di lavorare in modo più aderente al territorio”, aggiunge Sofia.
Il cabernet franc è filo conduttore. “Ci crediamo molto per la sua eleganza e capacità espressiva - afferma Bernardini - È un vitigno che qui riesce a esprimersi con precisione e identità”.
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