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Donnafugata, la Sicilia si racconta tra vigne, arte e visioni familiari. Nuova Art Gallery di Marsala diventa cuore esperienza enoturistica

Donnafugata, la Sicilia si racconta tra vigne, arte e visioni familiari

di Stefania Fava | 15 Giugno 2026

A Donnafugata il vino incontra l’arte, la natura e la storia familiare. La nuova Art Gallery di Marsala diventa il cuore di un’esperienza enoturistica che abbraccia tutta la Sicilia e la storia familiare.

Donnafugata incarna una storia familiare che ha cambiato il modo di raccontare il vino siciliano. Tutto comincia nel 1983, quando Giacomo Rallo, erede di una tradizione vinicola lunga oltre 170 anni, fonda l’azienda insieme alla moglie Gabriella Anca Rallo, donna visionaria e pioniera della viticoltura di qualità, che aveva ereditato dei vigneti. La loro idea non è solo quella di produrre vino, ma di costruire un progetto culturale capace di restituire la complessità e la bellezza della Sicilia attraverso paesaggi, arte, sostenibilità e un’identità mediterranea riconoscibile.
Oggi a guidare l’azienda sono la figlia José e suo fratello Antonio, interpreti di una Sicilia plurale. José con il suo racconto fatto di musica e vino che si occupa del marketing e delle pubbliche relazioni e Antonio, con un legame profondo con i terroir e la loro identità, si occupa dell’intera produzione. Con l’ingresso della giovane Gabriella Favara, figlia di Josè e dunque sesta generazione, la storia continua a rinnovarsi senza perdere le solide basi.

Il nome Donnafugata - scelto proprio da Gabriella Anca Rallo - affonda nel romanzo “Il Gattopardo” e racconta già tutto riferendosi a una donna in fuga che non si perde, simbolo di cambiamento ma anche di una mantenuta fedeltà alle origini,
Tra le colline di Contessa Entellina, Donnafugata ha costruito un luogo dove il vino dialoga con l’arte e con la natura. Negli anni Novanta, quando l’enoturismo non era ancora una parola di uso comune, Gabriella apre le porte delle cantine agli appassionati, trasformando la visita in un’esperienza fatta di ospitalità, musica, giardini e racconto, una scelta che allora sembrava audace e che oggi appare come una delle intuizioni più lungimiranti della famiglia.
Nel 1994 si aggiunge un altro tassello fondamentale. Dall’incontro tra Gabriella e l’illustratore Stefano Vitale prendono vita le celebri etichette d’autore, per lo più figure femminili archetipiche e oniriche che hanno rivoluzionato il linguaggio visivo del vino italiano, non semplici etichette ma anche un racconto dei vini in stile Donnafugata.
Nel 2026 questo immaginario trova una casa permanente nell’Art Gallery delle Cantine Storiche di Marsala, un percorso immersivo dedicato all’opera di Vitale.

Donnafugata incarna una storia familiare che ha cambiato il modo di raccontare il vino siciliano. Tutto comincia nel 1983, quando Giacomo Rallo, erede di una tradizione vinicola lunga oltre 170 anni, fonda l’azienda insieme alla moglie Gabriella Anca Rallo
la bottaia di Donnafugata

LA NUOVA ART GALLERY DI MARSALA

La vera notizia del 2026 per l’azienda è dunque la nascita della nuova Art Gallery Donnafugata presso le cantine storiche di Marsala: un progetto che vuole essere un vero e proprio manifesto culturale dell’azienda e della famiglia.
Qui, per la prima volta, l’universo visivo creato da Stefano Vitale trova una casa permanente e visibile ai visitatori: le sue illustrazioni profondamente mediterranee vogliono rappresentare un linguaggio identitario che da oltre trent’anni accompagna i vini Donnafugata.
L’Art Gallery racconta in vari step figurativi l’incontro del 1994 tra Gabriella e Vitale, la nascita delle etichette d’autore, la rivoluzione del colore che ha cambiato il modo di comunicare il vino, la Sicilia come immaginario femminile, letterario, simbolico e il dialogo tra arte, vino e territorio.
Il tutto con la forte base identitaria della famiglia Rallo, l’incontro tra Giacomo e Gabriella, lo sviluppo identitario, i fratelli José e Antonio e le ultime generazioni.
Le sale sono pensate come un percorso sensoriale: luci, materiali, suoni, colori così che ogni illustrazione diventa un frammento di storia, un ponte tra passato e presente, tra mito e contemporaneità, con la possibilità di immergersi fisicamente e sentimentalmente nella Art Gallery, senza limitarsi alla sola osservazione.
Per Donnafugata, questo è sicuramente uno spazio espositivo evocativo, ma che ha il valore di raccontare il vino non solo come tecnica e prodotto ma anche come cultura e narrazione.

La vera notizia del 2026 per l’azienda è dunque la nascita della nuova Art Gallery Donnafugata presso le cantine storiche di Marsala: un progetto che vuole essere un vero e proprio manifesto culturale dell’azienda e della famiglia.

CINQUE VOLTI DELLA SICILIA, UN’UNICA IDENTITÀ

Donnafugata è un viaggio attraverso la Sicilia, un mosaico di paesaggi che si completano a vicenda dove ogni tenuta è un mondo, un carattere, un modo diverso di raccontare la stessa idea di mediterraneità.
A Contessa Entellina, dove tutto è iniziato, le colline si aprono su un paesaggio agricolo che sembra fondersi insieme alla casa di famiglia. Qui si trova anche il Giardino di Gabriella, un’opera d’arte vivente che nasce da un carrubo e due olivi e si sviluppa su tre livelli: il piano mediterraneo con olivo, carrubo, limone e ficodindia, il livello intermedio con piante esotiche in armonia con quelle autoctone e il livello più basso con un doppio filare di palme che incornicia la vista verso i vigneti. È un giardino che racconta storie botaniche con il carrubo, conosciuto già nel primo millennio a.C., l’olivo, i limoni in vaso che richiamano Versailles, le jacarande dai fiori violetti, le strelitzie “uccelli del paradiso”, le washingtonie dalle foglie a ventaglio. Ogni pianta è una testimonianza di mondo che torna in Sicilia.
A Pantelleria, l’isola nera sospesa tra Sicilia e Africa testimonia la viticoltura eroica dove lo Zibibbo cresce ad alberello pantesco, protetto nelle conche scavate nella terra, secondo una pratica riconosciuta Patrimonio UNESCO. I terrazzamenti sostenuti da muretti a secco raccontano un rapporto antico con il vento e con la luce e da questo equilibrio nasce il Ben Ryé, il passito di Donnafugata.
Sull’Etna, invece, la vite cresce su suoli vulcanici, ricchi di minerali, in un clima unico che alterna luce intensa e freschezza in quota e proprio tra le contrade di Randazzo, con le loro sfumature di sabbie nere e pietra lavica, nascono vini verticali e profondi. È un territorio che Antonio Rallo sente visceralmente, un luogo dove la viticoltura è una sfida continua e dove ogni vendemmia è un capitolo a sé.
A Vittoria, la Sicilia si fa più morbida e solare perché troviamo le sabbie rosse, leggere e drenanti che regalano vini fini e eleganti quasi naturalmente. Questa è la patria del Cerasuolo di Vittoria, l’unica Docg siciliana, un vino che unisce freschezza e profondità.
Infine Marsala, con le cantine storiche di Donnafugata che rappresenta il cuore pulsante della memoria familiare e oggi anche il centro di una nuova intenzione culturale.

ENOTURISMO, UN MODELLO CHE FUNZIONA

L’enoturismo è da sempre uno dei pilastri dell’identità Donnafugata perché fin dagli anni ’90 l’azienda ha aperto le porte delle sue cantine agli appassionati, promuovendo un’ospitalità siciliana autentica e che oggi, con cinque tenute, offre un’esperienza simile a un viaggio attraverso l’isola.
I visitatori infatti possono scegliere tra degustazioni tematiche, percorsi dedicati ai vini icona (Mille e una Notte, Ben Ryé), abbinamenti cibo-vino, visite tecniche in vigna e esperienze stagionali come Domenica tra i Filari.
Nel 2025 Donnafugata ha accolto 29mila visitatori, di cui oltre il 30% stranieri provenienti da 79 paesi e da sottolineare che la crescita più significativa è quella dei giovani wine lovers, attratti da un’esperienza che unisce vino, arte, musica, giardini e racconto.
Il trend positivo è in linea con l’aumento del turismo internazionale in Sicilia, sempre più capace di offrire strutture moderne e servizi all’altezza degli standard globali.

Donnafugata è un viaggio attraverso la Sicilia, un mosaico di paesaggi che si completano a vicenda dove ogni tenuta è un mondo, un carattere, un modo diverso di raccontare la stessa idea di mediterraneità.

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