
Francesco Monchiero è stato confermato alla presidenza di Piemonte Land of Wine (l'ente che raggruppa i consorzi vitivinicoli piemontesi) per un secondo mandato triennale. L'assemblea dei rappresentanti dei consorzi vitivinicoli piemontesi associati ha votato all'unanimità, segnando un momento storico: è la prima volta, dall'istituzione del super consorzio, che un presidente viene rieletto per un secondo mandato consecutivo.
Produttore del Roero, Monchiero guiderà l'ente per i prossimi tre anni con due vicepresidenti: Stefano Ricagno, presidente del Consorzio dell'Asti Spumante e del Moscato d'Asti, e Fabio Saravesi, consigliere del Consorzio Colline del Monferrato Casalese. Il Cda, in gran parte riconfermato, include rappresentanti di tutte le principali denominazioni regionali, dal Barolo al Gavi, dall'Alta Langa ai Nebbioli dell'Alto Piemonte.
La rielezione all'unanimità riconosce un lavoro svolto con capacità di tenere unite realtà produttive molto diverse — per dimensione, territorio e tipologia di vini — attorno a un progetto comune. Piemonte Land of Wine rappresenta l'intera filiera enologica regionale, dalle Langhe al Roero, dal Canavese all'Alessandrino, dall'Astigiano fino al Nord Piemonte: un compito che richiede competenza diplomatica oltre che visione strategica.
“Questa rielezione non è un riconoscimento solo a me, lo è anche al lavoro fatto insieme in questi tre anni - dichiara Monchiero - Abbiamo lavorato con la convinzione che il Piemonte del vino meritasse una voce unitaria e autorevole, capace di portare sui mercati internazionali non solo i singoli marchi, ma il valore complessivo di una regione che non ha eguali in Italia per qualità e ampiezza dell'offerta enologica”.

Tra le iniziative del primo mandato, Monchiero indica come più significativa la nascita del format Grandi Langhe e i Vini del Piemonte: “In questi primi due anni di lancio è diventato un evento di riferimento per chiunque voglia capire cosa significa il Piemonte del vino”. Realizzato con la collaborazione del Consorzio del Barolo, Barbaresco, Alba, Langhe e Dogliani e del Consorzio del Roero, il format ha aperto le porte a tutte le denominazioni piemontesi, diventando — nelle parole del presidente — “La vetrina che questa regione meritava: l'espressione più alta della qualità enologica italiana”.
Per il triennio che si apre, l'obiettivo principale è portare l'evento a una dimensione ancora più internazionale. “Il Piemonte ha i vini, i territori, la cultura e le denominazioni per essere riconosciuto ovunque come punto di riferimento per chi cerca il meglio – conclude Monchiero - Il compito di Piemonte Land of Wine è fare in modo che questo riconoscimento diventi sempre più solido e capace di generare valore per tutti i produttori e per i territori che rappresentiamo”.
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