
Una vasca di vinificazione con dentro un olivo secolare. I tavoli del ristorante che si affacciano direttamente sulla cantina. E due fratelli con le idee molto chiare su cosa debba essere, nel 2025, un posto dove si beve bene. Cantina Futurista ha aperto i battenti a Treviso, in via Fonderia 41, e già il nome dice tutto, o quasi.
Il progetto è di Enrico e Alberto Fagotto, originari di Montebelluna: il primo è enologo con esperienze in più regioni italiane e negli Stati Uniti, il secondo bartender con un passato tra i cocktail bar italiani e londinesi. Insieme hanno preso 750 metri quadrati di archeologia industriale nel distretto della Fonderia — area un tempo produttiva, poi abbandonata, poi reinventata dagli anni Novanta in poi — e li hanno trasformati in qualcosa che in Italia si vede ancora raramente: una urban winery vera, dove il vino non arriva da qualche parte ma nasce qui, mentre fuori i clienti cenano.
La vinificazione a vista non è un dettaglio estetico, è il cuore del progetto. A settembre, con la prima vendemmia operativa, Enrico inizierà a trasformare uve selezionate da conferitori di fiducia in etichette proprietarie, lavorando con anfore e barrique. "La produzione iniziale conta già 20 vini e una linea di Metodo Classico con invecchiamento minimo di tre anni - spiega Enrico - La proposta sarà ciclica e dinamica, basata sulla selezione delle migliori uve acquistate ogni anno". Per ora la carta è già ricca: si va dai vini "col fondo" in Glera e Durella agli orange wine — un Sovignier Gris macerato 40 giorni sulle bucce, un Famoso da lieviti indigeni per 45 giorni — fino a rossi strutturati come il Sangiovese passito lavorato con metodo solera.
Alberto, dal canto suo, gestisce sala, cocktail bar e una cosa non scontata: una linea di otto distillati — Gin, Bitter, Aperitivo, Amaro, Vodka, Rum Blanca e presto un Vermouth — prodotti come private label da ricette sviluppate direttamente dai fratelli Fagotto. Più una birra propria e una collaborazione con Rossi e Rossi per whisky e rum di fascia premium. La cucina completa il quadro, con una lettura contemporanea della tradizione veneta.
"Abbiamo immaginato uno spazio dove l'eccellenza del calice dialoghi costantemente con una ristorazione d'alta gamma e una mixology d'avanguardia - dice Alberto - Non volevamo creare solo un locale, ma un'esperienza sensoriale totale. È la nostra visione del futuro delle cantine".
Difficile dargli torto, guardando un olivo secolare dentro una vasca di cemento con in mano un bicchiere di Pinot Nero affinato 36 mesi.
ULTIME
NOTIZIE
è DISPONIBILE L'APP DI VINONEWS24.
SCARICALA ORA PER ACCEDERE AI NOSTRI CONTENUTI DAL TUO SMARTPHONE!
Puoi scegliere di impedire a questo sito web di aggregare e analizzare le azioni che intraprendi qui. Ciò proteggerà la tua privacy, ma impedirà al proprietario di imparare dalle tue azioni e di creare un'esperienza migliore per te e per gli altri utenti.