
Biosensori nel fusto della vite, idrogel biodegradabile che riduce i consumi idrici fino all'85%, laser al posto degli erbicidi, nano-membrane per dealcolare senza alterare gli aromi: sono alcune delle tecnologie delle 8 startup selezionate per la Wine Tech Challenge, il programma del Verona Agrifood Innovation Hub che mette in contatto grandi aziende vitivinicole con startup esterne per sviluppare insieme soluzioni concrete da portare sul mercato.
Le otto sono state scelte su 80 candidature internazionali e lavoreranno direttamente con quattro aziende partner — Mack & Schühle Italia, Paladin Giovanni Cantine, Pasqua Vini e VasonGroup — per validare le proprie tecnologie in contesti industriali reali.
Tre startup lavorano in vigna. BeadRoots riduce i consumi idrici fino all'85% con un idrogel naturale derivato dalle alghe. PlantVoice inserisce biosensori IoT nel fusto della vite per leggere la linfa in tempo reale e anticipare stress idrici o malattie prima che diventino visibili. Weed Laser Cleaner elimina le infestanti con sistemi laser integrati nei trattori, senza ricorrere a erbicidi chimici.
In cantina, Asteasier-AlgaVitis (spin-off dell'Università di Verona) trasforma CO₂ e acque reflue in biomassa microalgale ad alto valore aggiunto. ALTR (USA) porta invece una tecnologia brevettata di dealcolazione a nano-membrane che opera a temperatura ambiente, producendo vini low e no-alc senza alterarne il profilo aromatico.
Sul fronte commerciale, Prefe monitora quotidianamente oltre 8mila punti vendita per ottimizzare distribuzione e prezzi nella grande distribuzione. Direct From Italy automatizza la compliance doganale e il calcolo delle accise in 46 paesi, aprendo la strada alla vendita diretta verso i mercati esteri. Dolia (Lussemburgo) centralizza invece vendite e ordini complessi grazie a un sistema basato su AI.
L'iniziativa è promossa dal Verona Agrifood Innovation Hub (VAIH), ecosistema fondato da Fondazione Cariverona con un network di partner istituzionali e industriali. A coordinare selezione e programma è Eatable Adventures, acceleratore Foodtech attivo su scala globale, con il sostegno di UniCredit.
"La Wine Tech Challenge ci permette di tradurre rapidamente idee ad alto potenziale in progetti industriali concreti - dichiara Alberto Barbari, Regional VP Italy di Eatable Adventures - Rispondiamo a sfide specifiche identificate dalle aziende partner, accelerando l'evoluzione del settore verso un futuro più competitivo e portando il know-how italiano sui mercati mondiali".
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