
Pioggia intensa, grandine e forti raffiche di vento hanno lasciato una lunga scia di danni nelle campagne venete. Il primo bilancio stilato da Coldiretti Venezia dopo la violenta ondata di maltempo dell'11 maggio parla di conseguenze pesanti soprattutto per il comparto vitivinicolo, con danni stimati tra il 35% e il 100% in alcune aree del Veneto orientale.
Le zone maggiormente colpite risultano essere Ceggia, Noventa di Piave, Annone Veneto, San Stino di Livenza e le aree al confine con il Trevigiano, dove i fenomeni grandinigeni si sono manifestati in modo improvviso e irregolare, colpendo a macchia di leopardo appezzamenti distanti anche pochi chilometri tra loro. Tra i territori maggiormente interessati emerge anche Pramaggiore, dove le prime stime indicano danni ai vigneti fino al 90%.
Alla conta dei danni nelle campagne si aggiunge anche la preoccupazione del comparto vitivinicolo. I Consorzi di tutela stanno seguendo con attenzione l'evoluzione della situazione nelle aree colpite, soprattutto perché il maltempo è arrivato in una fase particolarmente delicata dello sviluppo vegetativo delle vigne. L'attenzione è rivolta non solo all'impatto immediato sull'annata in corso, ma anche alle possibili conseguenze sulla qualità e sulla tenuta produttiva dei territori interessati.
Da Vicenza e dalla Valpolicella, ma anche dall'area di Conegliano Valdobbiadene i consorzi non segnalano problemi rilevanti - soprattutto perché le grandinate sono state localizzate e con chicchi di piccola dimensione, riferisce il presidente del Consorzio Valpolicella Christian Marchesini - ma certamente la stagione va monitorata.
A preoccupare maggiormente è il momento in cui il maltempo si è abbattuto sui vigneti. La grandine è infatti arrivata durante una fase particolarmente delicata del ciclo vegetativo, quando germogli e tralci sono estremamente vulnerabili.
"Questo accade in un momento critico per i vigneti, dove i tralci sono particolarmente fragili e vulnerabili - spiega Orazio Franchi, tecnico enologo di Coldiretti Venezia - Quando le gemme vengono distrutte dalla grandine, anche se le piante possono riprendersi, la produzione di quest'anno è inevitabilmente compromessa".
Le conseguenze potrebbero quindi non limitarsi soltanto alla vendemmia 2026. I tecnici stanno infatti monitorando l'evoluzione dei danni per verificare eventuali ripercussioni sulle produzioni future.
Negli ultimi anni il comparto vitivinicolo veneto si è trovato sempre più spesso a fare i conti con eventi atmosferici estremi: grandinate improvvise, precipitazioni concentrate in poche ore e violente raffiche di vento stanno diventando una componente sempre più frequente nella gestione delle campagne.
L'emergenza non riguarda soltanto i vigneti. Nelle aree litoranee di San Michele al Tagliamento e Bibione la combinazione tra grandine, pioggia intensa e vento ha provocato danni significativi anche alle produzioni orticole.
Per Coldiretti gli episodi delle ultime ore confermano una tendenza ormai evidente. "Questi eventi mettono in luce la crescente vulnerabilità delle nostre produzioni agricole di fronte ai cambiamenti climatici", sottolinea la presidente di Coldiretti Venezia Tiziana Favaretto.
L'associazione richiama la necessità di rafforzare strumenti di prevenzione e sistemi assicurativi a tutela delle aziende agricole, mentre proseguono i sopralluoghi nelle aree colpite. Una stima definitiva dei danni potrà arrivare soltanto nei prossimi giorni, ma il primo quadro emerso racconta già una situazione particolarmente pesante per una delle aree vitivinicole più importanti del Veneto.
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