
Il Marsala Doc prova a riscrivere il proprio futuro partendo dal territorio. Il Consorzio di Tutela del Marsala Doc ha infatti ratificato l’istituzione delle UGA (Unità Geografiche Aggiuntive) avviando ufficialmente l’iter per il riconoscimento presso la Regione Sicilia, il Ministero dell’Agricoltura e la Commissione Europea.
Un passaggio che segna l’avvio di una nuova fase strategica per la denominazione e che punta a introdurre una classificazione territoriale capace di rafforzare identità, riconoscibilità e competitività del celebre vino liquoroso siciliano. Il progetto, già presentato durante Vinitaly 2026, entra ora nella fase operativa con l’obiettivo di riportare al centro il vigneto, il paesaggio agricolo e le specificità delle diverse aree produttive.
Secondo lo studio tecnico-scientifico sviluppato dalla società specializzata in analisi agronomiche e territoriali Panagri attraverso l’analisi integrata di dati climatici, pedologici, orografici e di georeferenziazione dei vigneti, sono stati individuati quattro areali omogenei: Stagnone, Altopiano dei Bagli, Triglia e San Nicola. Una suddivisione che mira a superare la percezione di un Marsala “uniforme”, valorizzando invece le peculiarità territoriali come elemento distintivo della denominazione.
"L’assemblea ha espresso una volontà chiara e condivisa – sottolinea il presidente del Consorzio di Tutela del Marsala Doc Benedetto Renda – Con la ratifica delle UGA avviamo un percorso istituzionale che rafforza l’identità del Marsala e ne apre una nuova prospettiva sui mercati. Dobbiamo ampliare gli spazi di consumo, intercettare nuovi pubblici e riportare il Marsala dentro i linguaggi contemporanei, anche attraverso il mondo della mixology e dei cocktail, dove può esprimere una versatilità straordinaria e una forte riconoscibilità internazionale".
Per il Consorzio, la zonazione rappresenta un vero cambio di paradigma: da denominazione storicamente percepita come omogenea a sistema territoriale articolato, in cui ciascuna area contribuisce con caratteristiche specifiche alla costruzione del vino.
"Abbiamo lavorato su basi scientifiche solide, mettendo in relazione clima, suoli, altitudine, esposizione, ventosità e sviluppo della vite – aggiunge Carlo Alberto Panont, tra i tecnici dello studio di zonazione – Le UGA nascono da una lettura reale del territorio e rappresentano uno strumento operativo per costruire valore nel tempo".
Accanto alla valorizzazione enologica, il progetto guarda anche al potenziale turistico e culturale della denominazione. "Con questo passaggio si riparte dalla terra – evidenzia Roberto Magnisi, direttore tecnico delle Cantine Duca di Salaparuta e Florio – Le UGA ci consentono di restituire al Marsala il suo paesaggio e la sua dimensione agricola e comunitaria. Definire gli areali significa costruire destinazione, creare relazione e generare esperienza".
Un percorso che, nelle intenzioni del Consorzio, punta a trasformare il tempo e la tradizione custoditi nelle storiche cantine di affinamento in un elemento contemporaneo di identità e sviluppo.
Nel corso dell’assemblea, i soci del Consorzio Vino Marsala hanno inoltre rinnovato all’unanimità il Consiglio di amministrazione per il triennio 2026-2029, confermando Benedetto Renda, Roberto Magnisi, Orazio Lombardo, Francesco Intorcia e Giuseppe Figlioli.
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