
Il motore non si spegne dopo Verona. A pochi giorni dalla chiusura del 58mo Vinitaly, la macchina promozionale di VeronaFiere riparte con due appuntamenti internazionali ravvicinati, Wine South America e Wine to Asia, entrambi pensati per consolidare la presenza del vino italiano in aree considerate strategiche per i prossimi anni. "Sono iniziative che testimoniano il forte e continuo impegno di Vinitaly lungo tutto l'anno a favore del settore, in questo caso rivolto a due aree ad alto potenziale per la crescita del prodotto enologico Made in Italy", sottolinea il presidente di Veronafiere, Federico Bricolo.
La prima tappa è sudamericana. Dal 12 al 14 maggio, Bento Gonçalves — cuore vitivinicolo del Rio Grande do Sul — ospita la sesta edizione di Wine South America, la principale fiera di settore dell'America Latina. L'appuntamento arriva a pochi giorni dall'entrata in vigore provvisoria dell'Accordo di Partenariato UE-Mercosur (1 maggio), che apre nuovi scenari commerciali per le imprese europee. L'Italia si presenta con 30 cantine e 300 referenze da undici regioni, in un padiglione tricolore curato da ITA (Italian Trade Agency). Attesi oltre 7mila buyer da tutto il Brasile e da altri 19 paesi, con un'agenda di 2mila appuntamenti d'affari e l'obiettivo di superare i 17,5 milioni di euro di scambi registrati nel 2025. Secondo l'Osservatorio UIV-Vinitaly, la domanda sudamericana cresce a un ritmo medio annuo vicino al 4% dal 2019 al 2025, con previsioni positive anche per lo spumante, atteso a un +4% nel periodo fino al 2029. "Wine South America si consolida come una piattaforma strategica per l'internazionalizzazione del vino italiano - afferma il vicepresidente di VeronaFiere Romano Artoni -, all'interno di un mercato che ora, grazie all'Accordo di partenariato, presenta le condizioni per esprimere tutto il suo alto potenziale di crescita".

Quasi in contemporanea, a 18mila chilometri di distanza, Shenzhen accoglie la quarta edizione di Wine to Asia (14-16 maggio), l'International Wine & Spirits Fair realizzata in esclusiva da Veronafiere Asia Ltd. Il format è agile e contemporaneo: oltre al vino, spazio a spirits, NoLo e mixology, con più di 400 espositori da oltre 20 paesi. La delegazione italiana — 50 aziende da Piemonte, Veneto, Toscana e Puglia — è promossa in collaborazione con ITA. Tra le novità di questa edizione, il debutto dei Raw Wine con oltre 60 produttori da 15 nazioni e la partecipazione di Isabelle Legeron MW, prima Master of Wine donna in Francia e fondatrice della community dei vini naturali e biodinamici. Il contesto di mercato resta sfidante: negli ultimi sei anni la domanda asiatica di vini fermi ha registrato un calo medio annuo dell'8,3%. Le previsioni, però, indicano un'inversione di tendenza, con acquisti attesi in crescita dello 0,5% annuo fino al 2029. "È fondamentale mantenere il programma di promozione in quest'area caratterizzata da ampi margini di sviluppo - commenta Bricolo, che sarà presente a Shenzhen - Wine to Asia rappresenta l'hub di riferimento per mercati che potrebbero riservare prospettive confortanti per il vino italiano come Singapore, Thailandia, Corea del Sud, Vietnam, Indonesia, Taiwan e l'area di Hong Kong".
Dopo le tappe in Sudamerica e Asia, gli appuntamento in calendario sono VIA Canada (Toronto, 22-23 giugno; Ottawa, 24 giugno), seguito dal Vinitaly Kazakistan Roadshow (Almaty, 29 giugno) e dalle tappe americane in avvicinamento a Vinitaly.USA New York (26-27 ottobre). La 59ma edizione di Vinitaly è in programma a Veronafiere dall'11 al 14 aprile 2027.
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