
La bocciatura della Corte del Commercio internazionale americana dei nuovi dazi globali al 10% e le successive prese di posizione dell’amministrazione Trump riaccendono l’incertezza sul commercio internazionale del vino. Un clima che, secondo Unione Italiana Vini, rischia di pesare ulteriormente su un mercato già in difficoltà.
"Le ultime minacce e bocciature amplificano l'incertezza: per le imprese è un danno che si aggiunge al danno – dichiara il presidente UIV, Lamberto Frescobaldi – La speranza per gli imprenditori del vino è poter ridurre, per quanto possibile, l'indeterminatezza attraverso la ratifica dell'accordo di Turnberry, ben consapevoli che comunque non faremo festa per questo".
L’accordo di Turnberry, siglato la scorsa estate in Scozia tra Stati Uniti e Unione Europea, punta a limitare l’introduzione di nuove misure tariffarie e a riportare maggiore stabilità nei rapporti commerciali tra le due aree, compreso il comparto agroalimentare e vinicolo.
Le tensioni sui dazi stanno già pesando sui numeri delle esportazioni e sulla presenza del vino europeo nella ristorazione americana. Secondo l’Osservatorio UIV, il primo trimestre del 2026 si è chiuso con un calo dell’export italiano verso gli Stati Uniti vicino al -20%, pari a circa 105 milioni di euro in meno. Un dato che segue un 2025 già negativo, archiviato con una flessione del 9,2% e una perdita complessiva di 178 milioni di euro, aggravata dal -23% registrato nell’ultimo semestre.
Ma gli effetti dei dazi, sottolinea UIV, non riguardano soltanto i produttori europei. Nei giorni scorsi la United States Wine Trade Alliance (Uswta) ha parlato di un “danno reale, diffuso e sostenuto” per l’intera filiera americana del vino, dagli importatori ai distributori, fino a ristoratori ed enotecari.
Secondo l’associazione statunitense, le vendite registrano cali compresi tra il -5% e il -15%, mentre nei menu dei ristoranti americani diminuisce sensibilmente la presenza di vini europei. I dati Datassential indicano infatti una riduzione del 37% delle etichette di vino bianco e del 26% di quelle di vino rosso.
Nonostante il quadro negativo, l’Osservatorio di Unione Italiana Vini intravede un possibile rallentamento della discesa: dopo nove mesi consecutivi in territorio negativo, ad aprile le vendite sarebbero attese in lieve ripresa.
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