
C’è un’affinità naturale tra lo champagne Krug e il concetto di ascolto. Non solo quello che riguarda il vino nel calice, ma anche l’ambiente, il ritmo, il momento della giornata. È su questa sintonia che nasce Note d’Aperitivo X Krug, il format ideato dalla storica Maison di Reims, fondata nel 1843, e Rumore, l’American Bar firmato Beefbar all’interno di Portrait Milano, oggi uno degli indirizzi più interessanti per chi guarda all’aperitivo come a un’esperienza culturale prima che mondana.
Il progetto prende forma in uno spazio che già per vocazione riflette sull’esperienza complessiva dell’aperitivo contemporaneo. Rumore, ideato da Riccardo Giraudi, non è soltanto un cocktail bar, ma un luogo in cui convivono mixology d’autore, musica dal vivo, una selezione internazionale di spirits e champagne e una proposta gastronomica immediata ma curata. Gli ambienti dell’ex Seminario Arcivescovile, reinterpretati dall’interior design di Humbert & Poyet, restituiscono un immaginario sospeso tra il rigore degli anni Venti e le suggestioni più libere dei Sessanta, offrendo una cornice elegante ma non formale, capace di accogliere tanto la conversazione quanto l’ascolto.

In questo scenario, Krug arriva come interlocutore naturale. La Maison ha sempre costruito la propria identità su un concetto che ha molto a che fare con la musica: l’assemblaggio come atto compositivo. Fin dalle origini, Joseph Krug aveva immaginato lo champagne come una sinfonia, da ricreare ogni anno attraverso la selezione di vini provenienti da parcelle diverse e da più annate, grazie anche ad una biblioteca unica di vini di riserva, superando così i limiti della singola vendemmia. Oggi questa visione è portata avanti dalla Chef de Caves Julie Cavil, che lavora come un direttore d’orchestra, ascoltando e armonizzando centinaia di vini per restituire una forma coerente, complessa e riconoscibile. Non sorprende quindi che Krug abbia approfondito nel tempo il rapporto tra suono e gusto, esplorando come la musica possa influenzare la percezione sensoriale dello champagne. Le collaborazioni con artisti come Max Richter, Ryuichi Sakamoto e Dardust non sono esercizi stilistici, ma parte di una riflessione più ampia sul ritmo, sulla memoria e sulla capacità del vino di dialogare con altri linguaggi.
Note d’Aperitivo X Krug si inserisce in questa prospettiva, trasformando l’aperitivo in un momento di ascolto condiviso. La musica non è più un semplice sottofondo, ma parte integrante di un’esperienza pensata per accompagnare le prime ore della sera. Il ritmo resta controllato, le luci soffuse, l’atmosfera invita alla permanenza. L’aperitivo si riappropria così di una dimensione lenta e conviviale, lontana dall’urgenza e dalla spettacolarizzazione proprie del capoluogo meneghino. L’obiettivo non è stupire, ma creare continuità tra suono e gusto, tra convivialità e attenzione al dettaglio.

Al centro dell’esperienza c’è Krug Grande Cuvée 173ème Édition, l’interpretazione più recente attualmente in commercio dello stile della Maison. Basata sulla vendemmia 2017 – climaticamente complessa e sfidante – questa cuvée nasce dall’assemblaggio di 150 vini provenienti da 13 annate diverse, con il contributo determinante di vini di riserva risalenti fino al 2001. Pinot noir, chardonnay e meunier partecipano a un equilibrio costruito sul tempo, grazie a un affinamento di almeno nove anni nelle cantine di Reims.
Nel calice, la 173ème Édition si mostra subito profonda e invitante. Il primo impatto olfattivo richiama la pasticceria fine – brioche, crema pasticcera, babà – accompagnata da note di frutta a nocciolo matura e da leggere tostature che aggiungono complessità. Con il passare dei minuti emergono sfumature più ampie, dove la componente agrumata e una sottile vena erbacea contribuiscono a mantenere il profilo vivo e teso. Al palato, lo champagne è ricco e avvolgente, ma sempre controllato. La texture è cremosa, sostenuta da una struttura che accompagna il sorso senza appesantirlo. I richiami alla frutta succosa e agli agrumi maturi si intrecciano con sensazioni più calde e tostate, mentre il finale si allunga su un ritorno agrumato che dona pulizia e continuità. È una cuvée che non cerca effetti immediati, ma lavora sulla persistenza e sull’equilibrio.

Gli abbinamenti gastronomici firmati Beefbar seguono la stessa filosofia che guida l’intero progetto: riconoscibilità, misura e coerenza. Piccoli assaggi pensati per dialogare con lo champagne senza sottrarne centralità, valorizzandone la texture e la profondità piuttosto che cercare contrapposizioni forzate.
Nel suo insieme, Note d’Aperitivo X Krug restituisce una lettura contemporanea dell’aperitivo milanese, centrata sul tempo, sull’ascolto e sulla qualità dell’esperienza. Krug porta con sé il proprio savoir-faire silenzioso e colto, Rumore offre un contesto vibrante ma misurato. Il risultato è un linguaggio condiviso, dove champagne e musica convivono senza sovrapporsi in un nuovo spazio di equilibrio tra eleganza e spontaneità, tra suono e silenzio. Un’esperienza molto più che ben riuscita.
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