
Non solo prodotto, ma leva di sviluppo territoriale. L'olio extravergine diventa il perno attorno a cui costruire un'offerta turistica integrata, capace di tenere insieme agricoltura, cultura e ospitalità. È questa la direzione che emerge dalle iniziative dedicate all'Olio di Roma Igp, che puntano a trasformare l'olivicoltura locale in un elemento riconoscibile anche sul piano turistico. Lo strumento scelto sono due protocolli operativi, firmati dal Consorzio dell'Olio di Roma Igp con FIAVET e ITS Turismo Academy il primo, con Unione Cuochi Lazio il secondo, che delineano un modello basato su reti, esperienze e comunicazione coordinata.
Il protocollo Le vie dell'Olio di Roma Igp punta a strutturare itinerari che partono dalla capitale e si estendono al territorio regionale, trasformando l'olio in chiave narrativa e integrandolo in percorsi che combinano degustazioni, visite in azienda, attività didattiche ed eventi culturali. L'obiettivo è costruire pacchetti turistici e format esperienziali in grado di rendere più accessibile e riconoscibile l'offerta, anche attraverso una promozione coordinata sui media e sui canali social. L'olivicoltura viene così proposta non solo come produzione agricola, ma come patrimonio identitario, con ricadute attese sia sul turismo sia sulle filiere certificate.
Il secondo protocollo, Settimana dell'Olio di Roma Igp, siglato con Unione Cuochi Lazio, punta a costruire un calendario diffuso di iniziative che coinvolga scuole, ristoranti e attività commerciali, con l'obiettivo di rafforzare la conoscenza del prodotto e della cultura olivicola. Laboratori didattici, degustazioni, showcooking, menu tematici e attività divulgative rappresentano gli strumenti principali di un progetto che guarda anche alla promozione della dieta mediterranea e al coinvolgimento diretto dei consumatori.
Nel quadro più ampio della valorizzazione si inseriscono anche operazioni culturali ed editoriali, come la pubblicazione del volume L'Olio di Roma, edito dalla Camera di Commercio della Capitale. Ma forse l'iniziativa più insolita è quella che porta il prodotto direttamente nei musei capitolini: all'Ara Pacis e a Palazzo Braschi sono in vendita lattine-souvenir da 250ml, un modo per unire eccellenza enogastronomica e promozione turistica che racconta meglio di molte parole la direzione imboccata dal Consorzio.
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