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UIVUIV, "Bene nuovo testo BECA". Ora voto Europarlamento. Presidente Frescobaldi sottolinea esclusione “no safe level” per vino.

UIV, allarme vino: “Guerra e dazi bloccano mercati per 80 milioni”

di redazione | 24 Aprile 2026

Il presidente Frescobaldi: "Registriamo l'arresto degli ordini in una ventina di piazze. Il settore non è in grado di sostenere extracosti". Al blocco delle richieste nel Golfo si sommano rincari di materie prime e trasporti, su un comparto già provato da una domanda in contrazione.

Il conflitto iraniano inizia a colpire il vino italiano, aggravando una situazione già sotto pressione. Lo denuncia Lamberto Frescobaldi, presidente di Unione Italiana Vini (UIV), intervenuto nel corso del Consiglio nazionale dell'associazione ospitato da Cantina Girlan a Cornaiano, in Alto Adige: "Il settore del vino sta già subendo i primi danni diretti generati dal conflitto iraniano. Registriamo l'arresto degli ordini in una ventina di mercati, dai paesi del Golfo ad altri limitrofi, che sommano complessivamente un valore annuo delle esportazioni per circa 80 milioni di euro".
Un dato che si aggiunge a un quadro già compromesso. Nel 2025 le imprese del vino erano state costrette dai dazi americani ad abbassare i propri listini export oltreoceano in media dell'11%, una contrazione salita al 13% nel primo trimestre del 2026.

MATERIE PRIME E TRASPORTI: I CONTI NON TORNANO

Secondo l'Osservatorio UIV, i soli costi aggiuntivi stimati per le materie prime secche — vetro, carta, cartone, capsule, gabbiette — potrebbero influire sul prezzo finale di una bottiglia da 4 euro in un range compreso tra il 10% e il 20%. "Un extracosto che il settore, già sotto pressione, non sarebbe in grado di assorbire" rimarca Frescobaldi.
A ciò si aggiungono i trasporti: in ambito nazionale si registrano già i primi aumenti tariffari, mentre per le rotte internazionali i prezzi dei container sono stimati in crescita dal 20% al 50%. Impossibile, per ora, quantificare il rischio generato da altre dinamiche, dal calo turistico ed enoturistico fino al rischio inflazione o recessione.

SOS A GOVERNO E UE

Di fronte a questo scenario, il presidente UIV lancia un appello diretto alle istituzioni: "Si prospettano criticità importanti — dal costo delle materie prime secche a quelle dei trasporti al calo turistico ed enoturistico — non sostenibili da un settore già provato da una domanda in evidente contrazione. Come UIV, richiamiamo il Governo italiano e l'UE a risposte urgenti sulle possibili misure da adottare anche in favore del nostro settore per mitigare attuali e future dinamiche involutive".

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