Vinonews24
HOME
NEWS
SPECIALI
FacebookInstagramXLinkedInFeed
HOME
NEWS
SPECIALI
FacebookInstagramXLinkedInFeed

Le tre facce di Montalcino secondo Val di Suga

di Antonio Cimmino | 20 Aprile 2026

Tre versanti, tre cru e un’identità coerente: come una delle realtà storiche di Montalcino ha scelto di non semplificare il territorio, ma di raccontarlo attraverso interpretazioni autonome e fedeli ai singoli luoghi.

C’è un elemento che più di ogni altro distingue Val di Suga nel panorama del Brunello di Montalcino, ed è anche la sua forza: essere presente, in modo pieno e coerente, in tre aree profondamente diverse della denominazione e riuscire a interpretarle come fossero tre aziende autonome, senza mai perdere un’identità comune. Vigna del Lago, Poggio al Granchio e Vigna Spuntali non sono semplicemente tre etichette, ma espressioni compiute di tre terroir distinti: tre ambienti pedoclimatici, tre geologie, tre modi di costruire equilibrio, maturazione e struttura. Un approccio che la cantina ilcinese ha scelto da tempo di non appiattire in uno stile riconoscibile a ogni costo. Al contrario, Val di Suga ha costruito il proprio profilo accettando la complessità e trasformandola in valore.

“Non si tratta solo di dire che abbiamo tre aziende in una –sottolinea il direttore tecnico Pietro Riccobono – ma di avere la consapevolezza di produrre tre vini caratterialmente diversi perché nascono in contesti completamente differenti.” Un’impostazione che oggi emerge con chiarezza coll’uscita delle nuove annate dei tre cru di Brunello di Montalcino – Vigna del Lago 2021, Poggio al Granchio 2021 e Vigna Spuntali Riserva 2020 – un trittico che racconta non soltanto tre vini diversi, ma tre interpretazioni autonome del sangiovese a Montalcino.

RADICI PROFONDE E VISIONI LUNGIMIRANTI

La storia di Val di Suga inizia nel 1969, in una fase in cui il Brunello non era ancora il mito consolidato che conosciamo oggi. Già negli anni Ottanta emerge una visione precisa: produrre brunello da singoli vigneti, superando l’approccio più diffuso dell’assemblaggio. Nascono così i cru: Vigna del Lago nel 1983, Vigna Spuntali nel 1988, fino a Poggio al Granchio nel 2009, completando la presenza nei tre versanti della denominazione.

Il percorso di Val di Suga prende avvio nel 1969, in una fase in cui il Brunello non era ancora il mito consolidato che conosciamo oggi. Già negli anni Ottanta si afferma una visione allora pionieristica: produrre brunello da singoli vigneti, superando l’approccio più diffuso dell’assemblaggio. Nascono così i cru: Vigna del Lago nel 1983, Vigna Spuntali nel 1988 e, più tardi, Poggio al Granchio nel 2009, a completare la presenza sui tre versanti della denominazione.

Lo sviluppo della cantina è il risultato di scelte lungimiranti e dell’impegno di figure che hanno inciso, spesso in silenzio, sul destino del territorio. Tra queste, Lionello Marchesi occupa un ruolo centrale: uomo colto e curioso, capace di guardare oltre l’orizzonte locale, al punto da chiamare a Montalcino Rainer Zierock come consulente, in anni in cui simili aperture erano tutt’altro che scontate. Zierock ha lasciato un’impronta profonda, soprattutto sul concetto di densità d’impianto e sulla lettura delle vigne come organismi complessi. Molte delle sue intuizioni sono ancora oggi parte integrante dell’ossatura viticola della tenuta. È una memoria che nel tempo non sempre è stata valorizzata a dovere, ma che rappresenta una delle fondamenta più solide della Val di Suga contemporanea. In seguito, anche il confronto con Denis Dubourdieu ha influenzato alcune scelte, in particolare nella gestione del tannino e nella ricerca di succosità. Dal 1994 la proprietà è della famiglia Angelini, attraverso Angelini Wines & Estates: un passaggio che ha garantito continuità, risorse e una visione di lungo periodo, senza snaturare il patrimonio viticolo e territoriale costruito nei decenni precedenti.

Sono passaggi che raccontano un’evoluzione meno lineare di quanto si possa pensare, segnata da cambiamenti di proprietà e di approccio, ma capace di sedimentarsi nel tempo. Una traiettoria che oggi si confronta anche con un pregiudizio diffuso verso i grandi gruppi, spesso percepiti come distanti dalla dimensione territoriale, e che Val di Suga affronta rivendicando la coerenza del proprio percorso.

TRE TERROIR, TRE GEOGRAFIE DEL SANGIOVESE

Il progetto di Val di Suga è oggi unico per ampiezza e precisione: 51 ettari complessivi, di cui 41 destinati al Brunello, distribuiti su tre versanti della denominazione.

A nord-est, tra Buonconvento e Montalcino, Vigna del Lago guarda verso le Crete Senesi. I suoli argillosi, il clima più continentale e le esposizioni fresche restituiscono vini di tensione, definizione e verticalità. A sud-est, Poggio al Granchio si affaccia sul Monte Amiata, in un contesto caratterizzato da forti escursioni termiche e da una ventilazione costante che accompagna una maturazione più lenta e completa. Qui dominano gli scisti galestrosi, capaci di scolpire tannini energici, non sempre facili da gestire, e di conferire una profondità ferrosa distintiva. A sud-ovest si trova infine Vigna Spuntali, area storicamente centrale nella diffusione internazionale del Brunello. Il clima è più mediterraneo, i suoli più sabbiosi e arenacei da degradazione di pietraforte, le vigne mediamente più mature.

Questa multidimensionalità non è solo teorica. “Il lavoro quotidiano si basa su una gestione estremamente parcellizzata – spiega Riccobono – microzone, vendemmie differenziate, vinificazioni separate hanno l’obiettivo di rispettare le specificità climatiche e pedologiche di ciascun blocco. In questo senso la cantina diventa uno strumento di lettura della singola area e non di omologazione stilistica.”

UNA CANTINA CHE ACCOMPAGNA, SENZA SOVRASTARE

Dal punto di vista enologico, Val di Suga segue una linea chiara e riconoscibile: macerazioni mai spinte, estrazioni misurate, uso mirato del legno grande e del cemento, con tempi lunghi che consentono ai vini di sedimentare senza forzature. Le scelte variano da cru a cru – rovere di Slavonia per Vigna del Lago, rovere francese più permissivo per Poggio al Granchio, un passaggio iniziale in barrique per Vigna Spuntali – ma l’obiettivo resta invariato: preservare la leggibilità del sangiovese, evitando effetti immediati o sovrastrutture.

In questo senso, l’ingresso di Riccobono nel progetto Val di Suga alla fine del 2021, dopo esperienze significative maturate sia all’interno del gruppo Angelini sia in altre denominazioni, ha contribuito a rendere ancora più nitida l’identità dei singoli vini, rafforzando un percorso impostato da tempo.

LE NUOVE ANNATE: TRE CARATTERI, UNA COERENZA PROFONDA

Il Brunello di Montalcino Vigna del Lago 2021 è forse l’esempio più evidente di come il nord-est di Montalcino stia trovando una sua piena legittimazione stilistica. Il colore luminoso anticipa un sorso giocato sulla freschezza, sulla croccantezza del frutto e su una trama tannica piuttosto angolare, con una profondità che si sviluppa in verticale più che in ampiezza. È un vino che non rinuncia alla struttura, ma la distribuisce secondo una geometria diversa, lontana dagli stereotipi più muscolari.

Poggio al Granchio 2021 rappresenta l’anima più classica e riconoscibile del brunello ilcinese. Qui il sangiovese si esprime in una versione più ferrosa e iodata, con accenti di grafite e una materia più densa, sorretta però da una bevibilità sorprendente. Il tannino, fitto e deciso, è già leggibile e restituisce un vino che non chiede giustificazioni né attese obbligate per essere compreso.

Con il Brunello di Montalcino Riserva Vigna Spuntali 2020, Val di Suga firma una prima assoluta. La scelta di debuttare con questo cru come Riserva nasce dalla consapevolezza di un vigneto che ha bisogno di tempo e di un racconto adeguato per esprimere la propria complessità e che in passato rischiava di essere sottovalutato. Il profilo è più solare e mediterraneo, avvolgente, con una tessitura vellutata e una profondità che si muove in orizzontale, senza perdere freschezza, arricchita da una componente iodata che richiama l’influenza marina. Un Brunello che interpreta in modo maturo e consapevole una delle zone storicamente più celebrate della denominazione.

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

     

     

     

     

    è DISPONIBILE L'APP DI VINONEWS24.
    SCARICALA ORA PER ACCEDERE AI NOSTRI CONTENUTI DAL TUO SMARTPHONE!

    VinoNews24 - testata registrata presso il Tribunale di Grosseto, RG 361/2025
    direttore responsabile: Giambattista Marchetto
    editore: TheNews24 associazione culturale - località Le Stiacce 1 - 58044 Cinigiano (GR) - Italia - P. IVA IT01712420536 | R.E.A. GR-222719
    info@vinonews24.it
    ©2025
    Iscriviti alla newsletter VinoNews24
    magnifiercrosschevron-down linkedin facebook pinterest youtube rss twitter instagram facebook-blank rss-blank linkedin-blank pinterest youtube twitter instagram