
Fosdinovo è terra di confine e i 28 ettari di vigna di Terenzuola si estendono con coraggio tra Colli di Luni, Lunigiana e Cinque Terre - contesti differenti tra loro per suoli e altitudini, caratterizzati da una netta varietà di microclimi.
L’azienda agricola Terenzuola nasce negli anni Trenta, quando Luigi Giuliani - rientrato da New York dopo la crisi del ’29 - acquista un podere per coltivare vite, olivi e altri prodotti destinati soprattutto al sostentamento familiare e alla vendita locale.
Nata dunque come una piccola realtà familiare, nel 1993 diventa per Ivan Giuliani – nipote di Luigi - un buen retiro nel quale inizia ad occuparsi delle vigne, inizialmente affiancando il lavoro agli studi. Dopo il servizio militare decide di dedicarsi completamente alla viticoltura, ampliando i vigneti e recuperando vecchie vigne nei territori circostanti, dando così un’impronta personale all’attività. È qui che nasce il legame con il territorio e la vocazione a intercettarne le potenzialità ancora inespresse.
La filosofia produttiva si orienta verso la sostenibilità, con rese contenute e grande attenzione in vigna. Sono pochi e misurati gli interventi in cantina, con l'obiettivo di valorizzare l'identità dei vitigni autoctoni - in particolare il vermentino, che qui diventa capace di sostenere il tempo come protagonista assoluto della produzione, pur se affiancato da altre varietà tradizionali.
Terenzuola si presenta dunque come una cantina di confine capace di unire tecnica e sensibilità territoriale, dando vita a vini eleganti, longevi e fortemente espressivi.
Ivan Giuliani è l’uomo delle sfide e lo dimostra con I Pini di Corsano. “All’inizio riuscivamo a riempire una sola vasca da 10 ettolitri – racconta – ma la mia idea per questo vino è sempre stata di portare le uve impiantate su questo terreno di suoli scistosi e riccamente acidi a perfetta maturazione, ritardandola di un po’ e spesso sfidando il meteo, rischiando di non farcela. Oggi riusciamo ad ottenere circa 1400 bottiglie”.

A Terenzuola il vermentino non vuole essere consumato in fretta, non teme il tempo ma lo accoglie. La sua struttura, la tensione sapida e l'equilibrio tra maturità e freschezza lo accompagnano ad evolversi con grazia.
Il tempo in bottiglia non lo indebolisce anzi ne diventa alleato: lo affina, ne amplia il respiro aromatico e ne consolida la profondità. La longevità non è un'eccezione, ma una scelta stilistica, è la forza di un vino che matura senza perdere energia trasformando gli anni in carattere.
Sono due le etichette che rappresentano la sfida di Giuliani.
I Pini di Corsano racconta di viaggi, di ricerche storiche e geologiche, di selezioni massali e ginocchia sbucciate da scisti argillose, quarzi e tufi. Le 1400 bottiglie nascono da 7 ettari suddivisi in microparticelle.
Fosso di Corsano riporta invece a brezze marine su terreni marnosi calcarei, minerali e ben drenanti, che caratterizzano un’etichetta che si dimostra verticale sapida e con tensione acida in tutte le annate.

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