
Fondata nel 1877 a Pontassieve dai cugini Ilario e Leopoldo Ruffino, l’azienda ha attraversato quasi 150 anni di storia con un obiettivo costante: la ricerca del "vino ideale". Oggi, sotto la guida di una trasformazione profonda iniziata nel 2023, Ruffino consolida il suo presidio nelle denominazioni più prestigiose della Toscana. L’ultima tappa di questo percorso è Garzaia.
Il Garzaia Bolgheri Superiore DOC 2023, che ha debuttato ufficialmente sul mercato a marzo 2026, rappresenta molto più di una nuova etichetta. Si posiziona infatti nel cuore della collezione dei fine wines di Ruffino, completando il prestigioso portfolio dei grandi rossi toscani.
Garzaia va ad affiancare icone come la Riserva Ducale Oro (Chianti Classico Gran Selezione), il Greppone Mazzi (Brunello di Montalcino) e i celebrati IGT Modus Primo e Alauda. Con questo ingresso, Ruffino suggella il proprio presidio nelle aree più vocate della regione — dalle colline senesi alla costa livornese — portando a compimento un percorso di eccellenza iniziato quasi un secolo e mezzo fa. Il nome scelto evoca il luogo dove nidificano gli aironi, simbolo di quella biodiversità che caratterizza i vigneti in zona Sondraie, dove terreni limoso-argillosi e un'altitudine di soli 10 metri slm regalano uve dalla maturazione ottimale.

Protagonista tecnica e umana di questo lancio è Olga Fusari, senior winemaker entrata in Ruffino nell'ottobre 2023. Per lei, Garzaia è un ritorno alle origini professionali. "È un momento molto importante per me - racconta - Seguo questa creazione fin dalla nascita, dedicandomi ad essa dal primo giorno. Dopo 18 anni passati in Ornellaia, questo rappresenta un nuovo capitolo della mia storia sulla costa toscana". Nata a Pistoia, Fusari ha un legame indissolubile con Bolgheri: qui ha mosso i primi passi nel 2005 con una tesi sperimentale sulle differenze di allevamento tra cabernet e merlot. Oggi, quella competenza si traduce in un vino che punta tutto sulla tensione e sulla verticalità.
L'annata 2023 è stata interpretata con estremo rigore. Il blend vede il 70% di cabernet franc e il 30% di merlot. "Non c'è una regola fissa per il blend - spiega Fusari - ogni anno giocheremo con quanto a disposizione per mantenere lo stile, mitigando dove necessario le caratteristiche del merlot".
In cantina, l'affinamento di 18 mesi in barriques (70% legno nuovo) mira a dare tensione senza coprire il frutto. I dati tecnici (pH 3,80 e 15,5% vol) confermano un vino di grande equilibrio, dove la potenza è sempre al servizio della finezza.

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