Vinonews24
HOME
NEWS
SPECIALI
FacebookInstagramXLinkedInFeed
HOME
NEWS
SPECIALI
FacebookInstagramXLinkedInFeed
Baracchi Winery e Il Falconiere, il volto di Cortona che racconta un’altra Toscana

Baracchi Winery, il volto di Cortona che racconta un’altra Toscana

di Antonio Cimmino | 20 Marzo 2026

Dal 1860 la famiglia Baracchi coltiva la vite sulle colline che guardano la Valdichiana; con Riccardo e Silvia Baracchi nasce nel 1989 Il Falconiere, oggi relais cinque stelle e centro di un progetto che alla cantina guidata da Benedetto Baracchi aggiunge ospitalità e ristorazione.

Sulle colline che guardano Cortona e la Valdichiana, tra filari ordinati e antiche architetture rurali, la cantina Baracchi racconta una storia familiare lunga oltre un secolo e mezzo. Qui la viticoltura è documentata fin dal 1860, quando i primi Baracchi iniziarono a coltivare la vite in questo angolo della Toscana sud-orientale. Oggi l’azienda è guidata da Benedetto Baracchi insieme alla madre Silvia Regi Baracchi, proseguendo un percorso segnato in modo decisivo dalla figura di Riccardo Baracchi, scomparso prematuramente nel 2021.

IL FALCONIERE, IL SOGNO DI RICCARDO E SILVIA

La svolta più significativa arriva nel 1989, quando Riccardo e Silvia danno vita al progetto Il Falconiere, trasformando l’antica dimora di famiglia in un relais di charme immerso nei vigneti. Da quel momento il vino non riane più soltanto produzione agricola, ma diventa parte integrante di un sistema più ampio fatto di ospitalità, ristorazione e cultura gastronomica. È proprio in quegli anni che prende forma la prima linea di vini imbottigliati con il nome Baracchi, destinata nel tempo a diventare uno dei riferimenti della denominazione cortonese.

Il Falconiere Relais & Spa, oggi struttura cinque stelle e membro del circuito Relais & Châteaux, rappresenta il cuore di questo progetto. La villa seicentesca, circondata da vigneti e oliveti, ospita un ristorante stellato Michelin guidato da Silvia Regi Baracchi, una spa e un articolato programma di esperienze enogastronomiche. La cantina si trova a pochi passi dalla struttura, quasi a suggellare il legame tra vino e accoglienza che caratterizza l’identità dei Baracchi.

Silvia Regi Baracchi, alla guida del Falconiere Relais & Spa e chef patron del ristorante stellato, insieme al figlio Benedetto Baracchi, oggi alla guida della Baracchi Winery.

I VIGNETI DELLA DENOMINAZIONE CORTONA

Nel tempo l’azienda ha ampliato il proprio patrimonio viticolo fino agli attuali 32 ettari, distribuiti in diverse aree della denominazione Cortona DOC. I vigneti si estendono tra San Martino, Gabbiano, Pietraia, Montanare e Valecchie, ciascuna caratterizzata da specifiche condizioni pedoclimatiche. A San Martino, dove si trova anche la cantina, prevalgono suoli sabbiosi e ben drenati; Gabbiano presenta terreni calcareo-argillosi ricchi di minerali. Le zone di Montanare e Valecchie, che raggiungono i 600 metri di altitudine verso l’Appennino, offrono invece condizioni più fresche e marcate escursioni termiche. Proprio in queste parcelle più alte Riccardo Baracchi decise anni fa di piantare pinot nero, una scelta allora poco comune per l’area.

IL LAVORO IN CANTINA E LA COLLABORAZIONE CON RICCARDO COTARELLA

L’approccio in vigna è improntato a una gestione diretta di tutte le operazioni agronomiche. Le uve vengono raccolte manualmente e selezionate con attenzione prima di arrivare in cantina, dove la vinificazione avviene separatamente per varietà. Le fermentazioni si svolgono prevalentemente in acciaio a temperatura controllata, mentre l’affinamento varia tra acciaio, botti e barrique francesi, in funzione dello stile del vino.

Accanto al lavoro in cantina, la famiglia Baracchi ha costruito negli anni una visione integrata del territorio. Benedetto Baracchi, oggi alla guida dell’azienda, riassume così questo percorso: “Sono nato qui. Questo per noi è più che un lavoro. Spero che un giorno i miei figli possano portare avanti quello che prima i miei genitori, e oggi io, abbiamo così fortemente sognato”. La collaborazione con l’enologo Riccardo Cotarella ha contribuito a definire lo stile dei vini, orientato a esprimere con chiarezza le diverse anime del territorio cortonese.

IL RACCONTO DELLA CANTINA ATTRAVERSO I SUOI VINI

Il racconto di questa realtà passa inevitabilmente dal calice. Tra le etichette spicca il Brut Rosé Metodo Classico Millesimato 2019, ottenuto da sangiovese raccolto anticipatamente per preservare freschezza e tensione aromatica. Dopo una sosta sui lieviti che può protarsi fino a cinque anni, il vino si presenta con un perlage fine e continuo e un colore rosato tenue. Il profilo aromatico richiama piccoli frutti rossi e sfumature floreali, mentre al palato si distingue per dinamismo, sostenuto da una trama fresca e da una chiusura minerale. Di registro completamente diverso è O’ Lilla! Toscana IGT 2023, bianco ottenuto da chardonnay e viognier. Il nome riprende una tipica esclamazione aretina, usata per esprimere sorpresa o affetto. Il vino nasce anche da una scelta precisa: affiancare al trebbiano – varietà identitaria della casa – un bianco dal profilo più immediato e riconoscibile per la clientela internazionale che frequenta il relais e il ristorante. Nel calice emergono note di frutta bianca e agrumi, sostenute da una evidente vena minerale; il sorso è luminoso e agile, con un finale citrino e leggermente sapido.

Il Pinot Nero Toscana IGT 2018 racconta invece la parte più alta e fresca dei vigneti aziendali, collocati attorno ai 600 metri di altitudine. Il vino si muove su toni di piccoli frutti rossi, fragolina e rosa selvatica, con una speziatura sottile che ricorda la cannella. L’uso del legno rimane discreto e contribuisce a dare profondità senza coprire il frutto. In bocca il tannino è fine e la trama elegante, con una chiusura agrumata che richiama l’arancia sanguinella accompagnata da una scia sapida persistente. Tra le etichette storiche della casa spicca Ardito Toscana IGT 2019, blend paritario di cabernet sauvignon e syrah. È stato il primo vino imbottigliato dall’azienda e il suo nome richiama il mondo della falconeria, simbolo di coraggio e determinazione. Il profilo aromatico è più scuro e profondo, con frutti neri maturi, spezie e leggere note vegetali. Il sorso è pieno ma sostenuto da una buona freschezza che riequilibra la maturità del frutto, mentre i tannini si distendono progressivamente accompagnando un finale lungo.

Il percorso si chiude con Il Mio Vinsanto Riccardo Baracchi Cortona DOC 2018. Le uve di trebbiano e malvasia vengono raccolte in sovramaturazione e lasciate appassire fino alla fine dell’inverno, prima di un lungo affinamento nei tradizionali caratelli. Il vino si presenta con un colore dorato intenso e riflessi ambrati; al naso emergono miele, frutta disidratata e mandorla dolce. In bocca l’ingresso è avvolgente ma sostenuto da una freschezza che mantiene equilibrio e slancio, con una persistenza lunga e raffinata.

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

     

     

     

     

    è DISPONIBILE L'APP DI VINONEWS24.
    SCARICALA ORA PER ACCEDERE AI NOSTRI CONTENUTI DAL TUO SMARTPHONE!

    VinoNews24 - testata registrata presso il Tribunale di Grosseto, RG 361/2025
    direttore responsabile: Giambattista Marchetto
    editore: TheNews24 associazione culturale - località Le Stiacce 1 - 58044 Cinigiano (GR) - Italia - P. IVA IT01712420536 | R.E.A. GR-222719
    info@vinonews24.it
    ©2025
    Iscriviti alla newsletter VinoNews24
    magnifiercrosschevron-down linkedin facebook pinterest youtube rss twitter instagram facebook-blank rss-blank linkedin-blank pinterest youtube twitter instagram