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Il progetto Quintessenz e il paradigma di Cantina Kaltern

di Enrica Rossi | 19 Marzo 2026

Presentata l’annata 2023 dello Chardonnay Quintessenz e degustazione della gamma che racconta in un unico progetto, l’espressione del vigneto e del territorio.

Il progetto Quintessenz di Cantina Kaltern è, prima di tutto, un gesto di metodo. Nasce nel 2018 come linea d’eccellenza della cooperativa altoatesina e lavora per vocazioni e vigneti selezionati: non un “livello premium” generico, ma un modo di leggere Caldaro attraverso parcelle, rese contenute e scelte di cantina calibrate per mantenere identità e precisione. A guidare la parte tecnica è l’enologo Thomas Scarizuola, che sintetizza l’operazione con un’immagine chiara: lo chardonnay “trova la sua culla” a Caldaro, cioè un luogo capace di raccontare il territorio con autenticità.

Cantina Kaltern
Cantina Kaltern

CHARDONNAY 2023: DAL VIGNETO ALLA CANTINA

Lo Chardonnay Quintessenz nasce da tre vigneti per un totale di 1,3 ettari: due parcelle sopra Caldaro attorno ai 550 metri e una a Mezzan a quota più bassa, tutte esposte a est. Il dettaglio che torna nel racconto è il ritmo del microclima: sole pieno nelle ore del mattino e ventilazione naturale che lavora su due registri complementari. Da un lato l’Ora del Garda entra regolarmente nei pomeriggi e asciuga con la ventilazione; dall’altro la sera e la notte arrivano correnti più fresche dalla Mendola, aumentando l’escursione termica (anche oltre 10–15 gradi tra giorno e notte). È questo gioco di temperature a sostenere profumi e tensione gustativa, senza rinunciare a struttura e “grassezza” in bocca.

Anche la geologia viene letta come parte del risultato: il progetto insiste sulla complementarità tra depositi glaciali (ghiaia e sabbia con presenza di dolomia) e detriti calcarei profondi e drenanti ad alto contenuto di calcare. L’assemblaggio nasce dal dialogo tra questi habitat: non per uniformare, ma per costruire complessità e finezza mantenendo una linea gustativa tesa.

In cantina, la direzione è coerente con l’idea “da parcella”: lavorazioni pulite e controllate per preservare leggibilità. Il protocollo dichiarato per il Quintessenz Chardonnay 2023 è preciso: pressatura di uva intera, fermentazione e affinamento per dodici mesi in barrique (circa 40% nuove) con bâtonnage, malolattica parziale e successivo riposo in acciaio sulle fecce fini prima dell’imbottigliamento. Il legno non è pensato come “firma aromatica”, ma come strumento di struttura e micro-ossigenazione controllata: deve accompagnare, non coprire.

la barriccaia di Cantina Kaltern
la barriccaia di Cantina Kaltern

SGUARDO SUL FUTURO: QUINTESSENZ ANNATA 2025

La dimostrazione più concreta del lavoro “per vigneto” arriva con tre assaggi separati dell’annata 2025 prelevati da barrique, uno per ciascuna parcella. Sono campioni giovanissimi, già solfitati e con malolattica conclusa, ancora torbidi e in piena fase di assestamento: il legno è presente e il tempo di permanenza non viene trattato come un automatismo, ma come una variabile da monitorare, pronta a essere corretta se l’impronta diventa troppo invadente.

Il primo campione proviene dal vigneto più basso di Mezzan, una pergola impiantata nel 2003: il vino esce più elegante e sapido, con meno struttura rispetto alle parcelle alte. È, per così dire, la componente che “aggiusta la direzione”: dà ritmo, allunga il sorso e porta una sapidità che torna utile nel taglio.

Il secondo campione arriva dalla pergola in quota visitata durante la giornata (impiantata nel 1986). A parità di mano, cambia il registro: più struttura, un profilo più slanciato e spinto. Qui emerge anche il lato più delicato della pergola sui bianchi: in annate umide la buccia è più fine e i rischi aumentano rapidamente. Nel 2025, con la pioggia, la selezione in vigneto diventa più serrata e la gestione agronomica pesa in modo diretto sul risultato finale.

Il terzo campione è quello del vigneto a guyot (la parcella “cuore”, la prima su cui ci si ferma durante la visita): è il più completo, più fine e ricco di polpa, con una struttura che tiene insieme energia e precisione. Ed è proprio qui che si capisce la logica dell’assemblaggio: la cantina lavora per far dialogare tre identità diverse, con proporzioni che già nel 2023 vedono il guyot come contributo principale, la pergola in quota come seconda spalla e Mezzan come “tocco” di direzione; nel 2025 l’intenzione è replicare la stessa filosofia.

la linea Quintessenz
la linea Quintessenz

ASSAGGI DAL PROGETTO QUINTESSENZ

Il quadro che emerge è coerente: Quintessenz cerca eleganza e precisione prima dell’opulenza, con il legno usato come strumento e non come firma. In questo senso lo Chardonnay 2023 non appare un esercizio “internazionale”, ma un tassello che completa il progetto: parcelle, venti, suoli e misura in cantina per costruire un bianco teso e identitario, già convincente oggi e con un margine evidente di crescita in bottiglia.

A completare la degustazione, gli altri Quintessenz aiutano a capire la coerenza del progetto, perché ogni etichetta lavora su un registro diverso ma riconducibile alla stessa idea di precisione.

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