
L'export di vino italiano archivia il 2025 con un segno meno pesante: 7,78 miliardi di euro, il 3,7% in meno rispetto al 2024, per un totale di 21 milioni di ettolitri spediti (-1,9% in volume). Il saldo attivo con l'estero, pur restando nella top 5 dei comparti del made in Italy per bilancia commerciale, scende del 4,3% a 7,2 miliardi di euro. Lo rivelano gli ultimi dati dell'Osservatorio di Unione Italiana Vini (UIV), elaborati su base Istat.
Il mercato statunitense è il principale imputato: gli USA chiudono a 1,76 miliardi di euro, con un calo del 9,2% pari a 178 milioni di euro in meno, che da soli pesano per quasi il 60% del deficit complessivo. Nel solo secondo semestre il crollo sfiora il 23%, con punte del -28% sui rossi fermi in bottiglia e una contrazione del prezzo medio del 10,8%. Soffrono anche gli altri grandi mercati extra-Ue: Regno Unito -3,9%, Canada -5,9%, Svizzera -4,2%, Russia -16%. Unica eccezione tra i top 12 paesi terzi, il Brasile: +3,8%.
A fare da contrappeso sono i mercati dell'Unione Europea, che nel complesso crescono dello 0,5% a quasi 3,2 miliardi di euro, con Germania stabile (+0,6%, a 1,1 miliardi), Francia in crescita (+3,6%) e Paesi Bassi in rialzo (+5,6%). È proprio da qui che il presidente UIV Lamberto Frescobaldi indica la strada: “L'Europa ha calmierato la perdita e proprio da qui dobbiamo ripartire: il mercato interno offrirebbe enormi margini di crescita se si superasse la babele legislativa che impone di fatto un dazio interno al 45% sui beni manifatturieri. La ‘sveglia’ generata dai dazi ci impone di fare ordine in casa nostra e allo stesso tempo di allargare l'orizzonte dei mercati terzi, con attivismo commerciale, approccio manageriale e condivisione strategica con le istituzioni”.

Il segretario generale UIV Paolo Castelletti mette in prospettiva i numeri americani: “Le difficoltà incontrate nei paesi terzi nel secondo semestre sono senza precedenti”. La Francia, primo supplier sul mercato USA con 1,9 miliardi di euro, chiude l'anno con un calo doppio rispetto all'Italia: -18,8% sull'anno, -39,1% nel secondo semestre. “Paradossalmente l'Italia, perdendo meno degli altri, si ritrova con quote di mercato più alte rispetto all'anno scorso. Una vittoria di Pirro che avremmo preferito conseguire attraverso la crescita” rimarca Castelletti.
Sul fronte interno, le tre regioni leader segnano tutte il passo: Veneto -1,2% (2,9 miliardi di euro), Toscana -2%, Piemonte -2,2%. Per tipologia, gli spumanti reggono meglio (-2,5%, a 2,3 miliardi di euro) rispetto ai vini fermi e frizzanti (-4,3%, a 5 miliardi di euro).
ULTIME
NOTIZIE
è DISPONIBILE L'APP DI VINONEWS24.
SCARICALA ORA PER ACCEDERE AI NOSTRI CONTENUTI DAL TUO SMARTPHONE!
Puoi scegliere di impedire a questo sito web di aggregare e analizzare le azioni che intraprendi qui. Ciò proteggerà la tua privacy, ma impedirà al proprietario di imparare dalle tue azioni e di creare un'esperienza migliore per te e per gli altri utenti.