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Famille Hugel, quando il vino diventa una capsula del tempo

Famille Hugel, quando il vino diventa una capsula del tempo

di Antonio Cimmino | 16 Marzo 2026

Dal 1639 a oggi a Riquewihr, in Alsazia, tredici generazioni della stessa famiglia si sono dedicate esclusivamente al vino. In cantina una biblioteca di annate storiche racconta come i vini di Hugel possano diventare vere capsule del tempo, capaci di attraversare i decenni. Un ponte tra passato e futuro che permette alle nuove generazioni di conoscere la propria storia attraverso questa memoria liquida.

Ci sono aziende vinicole che raccontano una storia. E poi ce ne sono altre che, semplicemente, la attraversano. La storia di Famille Hugel comincia nel 1639, quando Hans-Ulrich Hugel lascia la Svizzera durante la Guerra dei Trent’anni per stabilirsi a Riquewihr, in Alsazia. Da allora tredici generazioni della stessa famiglia si sono dedicate esclusivamente al vino. Senza deviazioni, senza interruzioni. Vigneron, bottai, enologi, agronomi, legislatori del vino: una continuità rara che ha contribuito a costruire una delle storie familiari più longeve e riconoscibili del panorama enologico europeo. In quasi quattro secoli la famiglia Hugel ha attraversato guerre, cambiamenti politici e trasformazioni del mercato, rimanendo sempre profondamente legata allo stesso territorio e contribuendo in modo determinante alla reputazione internazionale dei vini alsaziani.

Oggi l’azienda è guidata dalla tredicesima generazione, rappresentata da Jean-Frédéric Hugel e dal cugino Marc-André Hugel, che proseguono il lavoro di famiglia portando avanti una tradizione ormai quasi quadrisecolare.

Jean-Frédéric e Marc-André Hugel, la tredicesima generazione alla guida della cantina alsaziana Famille Hugel.

IL VINO COME CAPSULA DEL TEMPO

In casa Hugel il tempo è un elemento centrale. Non solo perché molti vini della maison sono pensati per evolvere per decenni, ma anche perché la famiglia conserva una straordinaria biblioteca di annate storiche. Alcune bottiglie risalgono alla metà dell’Ottocento. Non si tratta di oggetti da museo, ma di veri strumenti di lavoro. Servono per confrontare le annate, comprendere l’evoluzione dei terroir e verificare la coerenza stilistica dei vini prodotti oggi.

Per la famiglia Hugel, tuttavia, queste bottiglie possiedono anche un valore più intimo: rappresentano un dialogo tra generazioni. Jean-Frédéric racconta spesso che proprio attraverso quei vini ha potuto conoscere i propri antenati. Non ha mai incontrato il bisnonno o le generazioni precedenti, ma ha avuto la possibilità di assaggiare i vini che hanno prodotto. In questo senso ogni bottiglia diventa una piccola capsula del tempo: un messaggio lasciato da una generazione alla successiva. Lo stesso accadrà con la quattordicesima generazione. I figli di Jean-Frédéric forse non avranno conosciuto alcuni dei loro nonni, ma potranno scoprirne il lavoro semplicemente aprendo una bottiglia conservata in cantina e ascoltando, nel calice, la loro voce. Il vino diventa così una forma di memoria familiare.

CANTINE STORICHE SOTTO IL VILLAGGIO MEDIEVALE

Non è un’immagine poetica. È una realtà molto concreta per un’azienda che ha fatto della longevità dei propri vini una cifra stilistica. Nella cantina di Riquewihr, ospitata dal 1907 in edifici rinascimentali costruiti nel XVI secolo nel centro del villaggio medievale, il tempo scorre con una velocità diversa. Qui si trovano grandi botti di quercia centenarie ancora perfettamente funzionanti e in uso, tra cui la celebre Sainte Catherine del 1715, considerata una delle botti “operative” più antiche al mondo. Qui maturano i vini della casa, in ambienti dove la temperatura rimane naturalmente stabile durante tutto l’anno. Nonostante la lunga storia, la filosofia produttiva è rimasta sorprendentemente immutata: il vino nasce prima di tutto in vigna. La raccolta è manuale e ogni parcella viene vinificata separatamente mantenere una forte identità territoriale.

I VIGNETI E I GRANDI TERROIR DELL’ALSAZIA

I vigneti di proprietà si estendono per circa trenta ettari intorno a Riquewihr, a cui si aggiunge una rete di viticoltori partner che coltivano ulteriori parcelle secondo criteri analoghi. Più della metà delle vigne si trova all’interno di alcune delle zone più prestigiose dell’Alsazia, come Schoenenbourg, Sporen e Pflostig. Qui la geologia racconta una complessità rara: marne triassiche, argille profonde, calcare, gesso e tracce di antica attività vulcanica.

Questa ricchezza pedologica è uno degli elementi chiave della struttura e della longevità dei vini. Un mosaico di suoli che la famiglia Hugel studia e mappa da decenni, parcella dopo parcella. È anche grazie a questa attenzione al territorio che l’azienda è entrata a far parte di Primum Familiae Vini, il ristretto gruppo che riunisce alcune delle più influenti dinastie del vino a livello mondiale. Un club esclusivo in cui il filo conduttore è proprio la continuità familiare nel tempo. La reputazione di Hugel, tuttavia, non si è costruita soltanto sulla storia. Nel corso dei secoli la famiglia ha partecipato attivamente alla definizione dell’identità enologica alsaziana, contribuendo tra l’altro alla codifica delle Vendanges Tardives e delle Sélections de Grains Nobles.

UNA PRESENZA CONSOLIDATA NEL MERCATO ITALIANO

In Italia i vini Hugel sono distribuiti da Compagnia del Vino, realtà nata nel 1997 per iniziativa di Giancarlo Notari e oggi guidata insieme al figlio Saverio. Il catalogo dell’azienda è volutamente ristretto e costruito attorno a poche famiglie del vino capaci di rappresentare in modo emblematico il proprio territorio.

Dal 2016 Famille Hugel fa parte di questo portafoglio. Una collaborazione che negli anni ha contribuito a rafforzare la presenza dei vini alsaziani sul mercato italiano e che oggi viene raccontata come l’incontro naturale tra due realtà accomunate dallo stesso approccio: selezione rigorosa, identità territoriale e continuità familiare.

RICORDI E SOGNI: IL PASSAGGIO DI TESTIMONE

Raccontare quasi quattro secoli di storia non è semplice. Per questo la famiglia Hugel preferisce spesso partire dal presente. Uno dei progetti più recenti della tredicesima generazione è il Crémant d’Alsace Champ Libre, nato da un percorso che ha richiesto tempo e pazienza, due elementi che, nella filosofia della famiglia, non sono mai stati negoziabili.

Il nome non è casuale: significa “campo libero” e simboleggia lo spazio che la generazione precedente lascia a quella successiva per esprimersi. Un gesto simbolico ma molto concreto, che dimostra come la famiglia Hugel riesca a mantenere un equilibrio tra tradizione e rinnovamento. In fondo è proprio questo il segreto delle aziende familiari più longeve: saper cambiare senza perdere la propria identità, mettendo insieme ricordi e sogni.

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