
Quasi due miliardi di euro di esportazioni, volumi in crescita del 21% ma valore in calo del 16%: sono i numeri che fotografano l'olio extravergine italiano sui mercati internazionali tra gennaio e novembre 2025, secondo l'Osservatorio SOL Expo su dati Istat.
L'Evo made in Italy — che vale l'87% dell'intero export olivicolo tricolore — ha chiuso gli undici mesi a 272mila tonnellate, recuperando terreno rispetto a un 2024 gonfiato da prezzi medi eccezionalmente elevati. I primi cinque mercati di sbocco — Stati Uniti, Germania, Francia, Canada e Giappone — assorbono il 60% del totale, ma con dinamiche molto diverse tra loro. Le tensioni commerciali con Washington si fanno già sentire: gli USA registrano un calo del 26,6% a valore e una crescita a volume di appena l'1,1%. Ancora più critica la Francia, unico grande mercato in territorio negativo su entrambi i parametri: -35% a valore e -2,6% a volume. Segnali incoraggianti arrivano invece dall'Asia orientale: la Corea del Sud, con tassi di crescita a tripla cifra e un +53,4% anche a valore, ha scalzato il Regno Unito dalla classifica dei principali acquirenti, mentre la Cina cresce pur penalizzata da prezzi medi bassi.

Sul fronte domestico, le elaborazioni dell'Osservatorio SOL Expo su dati Nielsen mostrano un mercato in difficoltà: a gennaio 2026 il numero di confezioni vendute nella grande distribuzione ha segnato un -1,4%, nonostante il prezzo medio a scaffale sia sceso da 8,8 a 7,12 euro al litro (-12,5%). L'Evo made in Italy, che copre un terzo del mercato oleario complessivo nella Gdo, accusa un calo delle vendite in bottiglia del 14%, con un fatturato di 26 milioni di euro contro i 73 milioni dell'olio comunitario. Buone notizie arrivano invece dalla produzione: con 293.908 tonnellate al 18 febbraio 2026 (dati Sian), l'Italia torna sui livelli abituali, in controtendenza rispetto a Spagna e Grecia. La Puglia guida con oltre 151mila tonnellate, seguita da Calabria (43mila) e Sicilia (41mila): le tre regioni insieme rappresentano l'80% del totale nazionale.
Sul fronte dei consumi e della percezione, la Consumer Survey di Nomisma per SOL Expo — duemila interviste — restituisce un quadro più incoraggiante. L'olio extravergine è il terzo prodotto più rappresentativo della cucina italiana dopo pasta e pizza, votato da un consumatore su due, presente nel 96% dei carrelli della spesa. A guidare l'acquisto sono soprattutto l'origine geografica e i marchi a denominazione d'origine, ma il vero potenziale ancora inespresso è quello salutistico: sei consumatori su dieci vogliono più informazioni sull'Evo, e l'83% si dichiara più incentivato all'acquisto dopo averne appreso i benefici. "Si tratta di dati che evidenziano margini di miglioramento in termini di posizionamento del prodotto - spiega Evita Gandini, Head of Market Insight di Nomisma - A sostenere questo percorso potrebbe contribuire la ristorazione — il 49% dei consumatori afferma che le informazioni ricevute al ristorante influenzano le proprie scelte — e l'oleoturismo, con il 45% degli italiani disposto a valutare proposte di visita nei territori olivicoli".
I Risultati completi della Survey saranno presentati all'edizione 2026 di SOL Expo, in programma dall'1 al 3 marzo a VeronaFiere.

ULTIME
NOTIZIE
è DISPONIBILE L'APP DI VINONEWS24.
SCARICALA ORA PER ACCEDERE AI NOSTRI CONTENUTI DAL TUO SMARTPHONE!
Puoi scegliere di impedire a questo sito web di aggregare e analizzare le azioni che intraprendi qui. Ciò proteggerà la tua privacy, ma impedirà al proprietario di imparare dalle tue azioni e di creare un'esperienza migliore per te e per gli altri utenti.