
È un passaggio storico quello che si consuma in casa Cantina Valpolicella Negrar: Christian Zulian è il nuovo direttore generale, con delega alla direzione tecnica, mentre Carlo Callari, figura interna di lungo corso, assume la responsabilità dell'area enologica. Si chiude così un'era durata oltre trent'anni, quella di Daniele Accordini — entrato in cooperativa nel 1988 come direttore tecnico e poi direttore generale -, artefice di una trasformazione profonda che ha portato la cantina ai vertici della denominazione.
Accordini lascia con il riconoscimento unanime del consiglio e della compagine sociale. “Con il suo lavoro ha saputo accompagnare l'evoluzione della cooperativa in anni di profonde trasformazioni del settore vitivinicolo, mettendo sempre al centro la qualità, il rispetto del territorio e il valore dei soci", dichiara il presidente Giampaolo Brunelli. Parole a cui si aggiungono quelle della vicepresidente Alessia Ceschi: “La sua capacità di coniugare competenza tecnica, spirito cooperativo e attenzione alle persone ha contribuito a rafforzare l'identità della Cantina. Quanto costruito in questi anni rappresenta una base solida su cui continuare a costruire”.
Sotto la sua guida, la cantina ha investito in ricerca, ammodernamento delle strutture, valorizzazione dei cru e sviluppo dei progetti legati all'appassimento, costruendo un'identità produttiva di riferimento per tutta la denominazione. Un'eredità rilevante per una cooperativa che oggi produce circa il 10% dell'Amarone Classico dell'intera denominazione, con oltre 8 milioni di bottiglie, una presenza in 62 paesi e 140 ettari certificati biologici.
Fondata nel 1933 da sette viticoltori, la Cantina Valpolicella Negrar conta oggi 245 soci e resta fedele alla missione delle origini: presidiare il territorio, valorizzarne l'identità, proteggerne l'eccellenza. Con questo cambio al vertice, la cooperativa sceglie la continuità nella qualità e l'apertura verso nuovi mercati, senza dimenticare le origini.

Christian Zulian arriva con un profilo solido: laurea in Scienze Agrarie a Padova, formazione specialistica alla Fondazione E. Mach di San Michele all'Adige, e un percorso costruito in contesti strutturati e orientati alla qualità. “Il vino sarà il centro del mio lavoro - dichiara Zulian - L'obiettivo è valorizzare pienamente il potenziale straordinario della Valpolicella, traducendolo in vini contemporanei, profondamente legati al territorio ma capaci di dialogare con i mercati internazionali. La qualità non è un traguardo ma un processo continuo, fatto di rigore tecnico, ascolto dei soci e visione condivisa”.
Al suo fianco, Carlo Callari — enologo con oltre vent'anni di esperienza maturata in larga parte proprio in questa cantina — assumerà il presidio dell'intero ciclo produttivo, dalla vinificazione delle uve fresche a quella da appassimento. Non una divisione di ruoli, ma una nuova sinergia. “Metterò a disposizione della Cantina l'esperienza maturata in questi anni per presidiare ogni fase del ciclo produttivo con rigore e attenzione al dettaglio - afferma Callari - Il confronto continuo e la sinergia tecnica saranno elementi chiave per elevare ulteriormente standard qualitativi e coerenza stilistica”. Un obiettivo condiviso, come sottolinea Zulian: “Condividiamo metodo, conoscenza del territorio e attenzione maniacale alla qualità. L'obiettivo è costruire vini che interpretino in modo sempre più preciso l'identità della Valpolicella, evolvendo linguaggi e stili senza perdere autenticità”.
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