
Debutta ufficialmente sul mercato Neverin, nuovo gin premium ispirato a una ricetta del 1724 nata nel Convento dei Frati Cappuccini del SS. Redentore. Un progetto nato dalla curiosità e dalla passione degli imprenditori Gianni Tagliapietra e Werner Ricciolini, che riporta in vita un’antica preparazione conventuale veneziana restituendole voce e respiro contemporaneo e trasformandola in un distillato capace di attraversare il tempo e raccontare, attraverso il gusto, tre secoli di storia, silenzi e saperi custoditi tra le mura del convento sull'isola della Giudecca.
A credere per prima in questa avventura è stata San Marco Distribuzione, che si è assicurata Neverin per il mercato veneziano, segnando l’inizio di una nuova rotta per un gin destinato a far parlare di sé.
La ricetta, rinvenuta all’interno della Historia Plantarum, prende nuova forma in un gin che omaggia Venezia attraverso l’utilizzo di acqua salata e vino bianco, elementi che donano una struttura secca, complessa e distintiva. Il gin è un compound. La distillazione del ginepro è infatti affiancata da botaniche legate alla tradizione medico-farmaceutica del contesto conventuale in cui il manoscritto è stato ritrovato, rafforzando il legame tra memoria e contemporaneità.
Il nome Neverin affonda le sue radici nel dialetto veneziano, nel gergo dei navigatori della Serenissima: indica un vento improvviso e violento, capace di preannunciare la tempesta, rapido nel manifestarsi e altrettanto veloce nello scomparire, ma in grado di lasciare un segno netto. È da questa forza che prende forma la filosofia del progetto, che sceglie di raccontare una Venezia lontana dalle immagini da cartolina, fatta di nebbia, legno, corde e mare aperto.
Questa identità si riflette anche nel design della bottiglia, impreziosita da elementi ventosi sui lati e ornata da due uroboro intrecciati, simbolo di eternità e ciclicità. Il tappo in legno richiama una bitta d’ormeggio ed è sigillato con corde, come a custodire un racconto senza tempo.
"Riportare alla luce una ricetta custodita per tre secoli è stata una responsabilità immensa – dichiara Gianni Tagliapietra - Non è solo un gin, ma un ponte tra la storia veneziana e il presente, un modo per rendere giustizia a un patrimonio che merita di essere riscoperto e condiviso”.
“Siamo partiti da un manoscritto del 1724 – aggiunge Werner Ricciolini - e abbiamo costruito un prodotto che parla di Venezia nella sua essenza più autentica. Vedere oggi Neverin sul mercato è la realizzazione di un sogno che unisce passione, ricerca e un profondo rispetto per la nostra città”.
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