
La Corte Suprema USA boccia i dazi globali firmati da Donald Trump.
Nonostante una maggioranza di membri favorevoli all’attuale amministrazione americana, la Corte ha annullato oggi con una sentenza storica i provvedimenti che hanno visto Trump lanciare “strali” di vasta portata. La motivazione si concentra sull’imposizione in base a una legge sui poteri di emergenza, inclusi i dazi “reciproci” che ha imposto a quasi tutti gli altri paesi.
La decisione della Corte probabilmente genererà conseguenze pesanti, perché la questione cruciale riguarda i rimborsi (e parliamo di miliardi di dollari) agli importatori, con significative conseguenze per il Tesoro USA. Per questo tre giudici hanno votato per mantenere i dazi che invece la maggioranza ha bocciato. “La Corte oggi non dice se e come il governo dovrebbe restituire i miliardi raccolti dagli importatori, ma il processo sarebbe probabilmente caotico”, ha dichiarato un giudice nominato da Trump.
Immediata la reazione di Trump, che ha parlato di “una vergogna”. Prudenti invece le reazioni dal mondo, con l’esclusione del Canada da dove p arrivato un plauso per una sentenza che non farebbe altro che confermare quello che in molti hanno sempre sostenuto, ovvero l’illegittimità dei provvedimenti adottati da Trump con forme e modalità paradossali.
Nel frattempo, il Parlamento Europeo probabilmente rinvierà il voto sulla ratifica dell’intesa commerciale USA-UE previsto in Commissione Commercio internazionale il 24 febbraio.

Mentre le Borse europee reagiscono a caldo, con rialzi diffusi, per paradosso il mondo del vino non può festeggiare la bocciatura della Corte Suprema. “Si profila una più che probabile reimposizione delle tariffe attraverso vie legali alternative – commenta a caldo il presidente di Unione Italiana Vini Lamberto Frescobaldi - a cui si aggiunge il forte rischio incertezza che tale decisione può determinare nei rapporti commerciali tra Europa e Stati Uniti”.
“Considerati i danni arrecati al settore in questi mesi – aggiunge – auspichiamo che la situazione di stallo possa risolversi a breve per non alterare ulteriormente le dinamiche commerciali e monetarie”.
In sostanza UIV non crede che Trump possa rinunciare al suo progetto e dunque teme lo stato di confusione. Mentre già a bocce ferme l’impatto delle tariffe aveva portato i suoi effetti per il sistema vitivinicolo: le proiezioni dell’Osservatorio UIV sulle esportazioni verso gli USA prevedono infatti un calo rilevante per le bottiglie tricolori, con una chiusura prevista a tutto il 2025 a -9% e una contrazione pari a circa 177 milioni di euro sull’anno precedente (-225 milioni di euro stimati nel secondo semestre sul pari periodo 2024).
“I dazi – aggiunge il segretario generale UIV Paolo Castelletti – si aggiungono a un contesto di mercato già difficile, con i consumi di vino che nel 2025 sono calati (-5%) per il quinto anno consecutivo. Questa sentenza, che condividiamo nel merito, rischia l’effetto boomerang, con una situazione di ulteriore incertezza e un’impasse degli ordini in attesa di un quadro regolamentativo più chiaro da parte dell’Amministrazione americana”.
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