
Apre il 16 e 17 febbraio alla Stazione Leopolda di Firenze la 33ma edizione di Chianti Classico Collection, con 223 aziende partecipanti e 680 etichette presentate al pubblico e alla stampa specializzata. Un risultato che conferma la vitalità della denominazione, sostenuta da un 2025 in positivo con una crescita delle vendite superiore al punto percentuale.
Martedì 17 febbraio, apertura straordinaria al pubblico (dalle 10 alle 19) con wine tour guidati da esperti e vendita di una selezione delle etichette presentate.

Il tema dell'edizione 2026 è "Wine is Culture", un'affermazione che per il Chianti Classico affonda le radici nel 1716, anno in cui vennero definiti per la prima volta i confini ufficiali della denominazione. Un territorio dove il vino rappresenta l'espressione diretta di una costruzione culturale stratificata nel tempo: dalle contese medievali tra Firenze e Siena alla rinascita a partire dal XIV secolo, fino al patrimonio tangibile di 150 ville fattorie e oltre 300 siti storici protetti.
La denominazione rivendica così un'identità unica: viticoltori custodi non solo dell'ambiente ma anche del patrimonio collettivo di beni culturali, in un sistema complesso fatto di storia, paesaggio, architettura rurale e conoscenze tramandate.
Il 2025 ha confermato la solidità della denominazione. In un contesto internazionale complesso e caratterizzato dall'incertezza, il Chianti Classico ha registrato una crescita delle vendite superiore +1% rispetto all'anno precedente, confermando la tendenza dell'ultimo triennio. Il fatturato complessivo vede una crescita costante in valore, trainata dalle tipologie premium: Chianti Classico Riserva e Gran Selezione rappresentano il 43% del volume e il 55,2% del valore.
"I viticoltori del Chianti Classico hanno intrapreso un percorso di valorizzazione dei vini a denominazione ormai decenni fa – rimarca il presidente del Consorzio Giovanni Manetti - Come sempre in agricoltura, il cambiamento è lento e graduale, ma oggi possiamo toccarlo con mano: è innegabile la crescita del valore, in particolare delle due tipologie premium".
È l'export a fare la parte del leone, in parziale controtendenza rispetto al sistema del vino Toscano. Nel 2025 le vendite all'estero hanno seguito due tendenze principali: maggiore concentrazione sui mercati nordamericani, USA e Canada, che insieme hanno assorbito il 49% dell'offerta, e aumento del fatturato su mercati dai volumi più bassi ma con prezzo medio in crescita, come Svezia, Germania e Norvegia.

Gli Stati Uniti passano dal 36% al 37% in volume, mentre il Canada cresce di due punti dal 10% al 12% (+33%). Performance significative in entrambi i Paesi per Riserva e Gran Selezione: negli Stati Uniti la Riserva segna un +14% e la Gran Selezione un +20%, mentre in Canada il consumo di Riserva e Gran Selezione cresce quasi del 30%.
"Eravamo certi del rapporto di amicizia e fiducia che ci lega al Nord America - aggiunge Manetti - La crescita sul mercato statunitense e canadese non deve destare alcuna sorpresa, anche perché le attività promozionali su questi due mercati strategici non hanno mai abbandonato la nostra programmazione”.
L'Oriente - tra Cina, Singapore e Hong Kong - premia non per volumi (ancora non determinanti), ma per fatturato relativo. “La premessa è ottima e fa ben sperare”, dicono dal mondo chiantigiano.
I principali mercati europei, quali Germania (4%) e paesi Scandinavi (6%), vedono una crescita in termini di valore, un'inversione di tendenza rilevante che si allinea con l'approccio italiano e mostra la maturità e consapevolezza di questi mercati.
La Svezia, mercato in crescita negli ultimi anni e interessato da piani pluriennali di investimenti promozionali da parte del Consorzio, cresce del 7%, principalmente nella tipologia Chianti Classico, confermando che l'annata base sta aprendo le porte su un mercato che fino a qualche anno fa prediligeva quasi esclusivamente altre tipologie di alcolici.
La palma della crescita maggiore per l'apprezzamento della Gran Selezione va alla Francia, dove volumi e prezzo medio vedono una vera impennata: anche in casa dei cugini d'Oltralpe il Chianti Classico è ormai affermato come uno dei grandi vini del mondo.
Il mercato nazionale rappresenta invece il 19% delle vendite. Nonostante la storica vocazione all'export, il Gallo Nero è presente anche sulla tavola degli italiani, che mostrano un particolare apprezzamento per il Chianti Classico Gran Selezione, a cui riconoscono un prezzo medio sempre più elevato.
ULTIME
NOTIZIE
è DISPONIBILE L'APP DI VINONEWS24.
SCARICALA ORA PER ACCEDERE AI NOSTRI CONTENUTI DAL TUO SMARTPHONE!
Puoi scegliere di impedire a questo sito web di aggregare e analizzare le azioni che intraprendi qui. Ciò proteggerà la tua privacy, ma impedirà al proprietario di imparare dalle tue azioni e di creare un'esperienza migliore per te e per gli altri utenti.