
Si apre con un giudizio di eccellenza la trentaduesima edizione dell'Anteprima del Vino Nobile di Montepulciano: 4,5 stelle su 5 per il Vino Nobile 2023. È il rating assegnato dalla commissione costituita dal Consorzio composta da enologi, sommelier e ristoratori alla presentazione delle nuove annate in commercio dal 2026.
L'annata 2023 si è caratterizzata per un andamento meteorologico complesso che ha messo alla prova i viticoltori. Tra il 9 maggio e il 15 giugno, oltre 25 giorni di pioggia consecutivi hanno favorito attacchi peronosporici, causando in alcuni vigneti perdite anche superiori al 50% della produzione potenziale. La gestione dei vigneti è stata particolarmente difficile, con finestre temporali ridotte per gli interventi fitosanitari e terreni spesso inaccessibili ai mezzi meccanici.
Dalla metà di giugno, il clima si è stabilizzato con temperature estive costanti fino a metà settembre, con picchi fino a 40°C nell'ultima settimana di agosto. La vendemmia si è svolta principalmente tra l'ultima decade di settembre e la prima di ottobre, con una produzione quantitativamente inferiore alla media, ma al netto delle perdite, di qualità molto elevata.

“I vini del 2023 presentano colori intensi, buona espressione aromatica e una struttura sostenuta da media acidità e tannicità – si legge nelle osservazioni del panel di degustazione - Le gradazioni alcoliche sono medio-alte, con valori medi di intensità e tonalità di colore, acidità, pH, estratti e polifenoli”.
"La peculiarità di questi vini è data dalla finezza e dall'equilibrio", ha spiegato l'enologo Lorenzo Landi in presentazione, e sono il risultato di una contemporaneità ottimale tra maturazione tecnologica e fenolica durante la fase finale di maturazione.
In effetti, all'Anteprima – in assaggio il Nobile 2023, la Riserva 2022 e il Vino Nobile di Montepulciano Pieve – si è espressa quell'identità attesa quando si varcano le porte di Montepulciano. Sarà stato il clima che ha accompagnato questa sessione di degustazione o più semplicemente la consapevolezza geografica dell'area, fatto sta che i calici hanno ricordato il significato di sangiovesi 'freddi' che ben si addice alla dorsale continentale della Toscana, che da qui sale verso nord, attraversando il Valdarno e il Chianti Rufina. Tonalità più trasparenti, sentori levigati, prese tanniche e nervosità marcate. Il tutto all'insegna di una giusta gioventù nel calice che, nonostante le difficoltà dell'annata, mostra un buon livello medio e alcune etichette da evidenziare.
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