
Il Bordeaux sta vivendo una trasformazione storica ed è pronto a cambiare pelle per rispondere alle sfide del cambiamento climatico e all’evoluzione dei gusti dei consumatori.. La denominazione vinicola di origine protetta ha riconosciuto ufficialmente il Bordeaux Claret, disponibile dalla vendemmia 2025. Si tratta di un rosso più leggero, meno tannico e con minor grado alcolico rispetto ai vini che hanno reso famosa la regione negli ultimi decenni.
Il nome Claret, che affonda le radici nel XII secolo, quando questi vini venivano spediti in Gran Bretagna (diventando in breve tempo i preferiti degli inglesi), ora torna in auge come risposta concreta ai cambiamenti climatici che stanno investendo la regione vinicola di Bordeaux. Come ha spiegato al quotidiano britannico The Guardian Stéphanie Sinoquet, direttrice generale dell'associazione dei produttori di Bordeaux, il riscaldamento ha portato benefici nella maturazione delle uve, ma anche gradi alcolici sempre più elevati, oggi comunemente al 15%.
"Optando per macerazioni più brevi e un profilo che privilegia la freschezza rispetto alla potenza, possiamo produrre vini equilibrati ed eleganti anche nelle annate più calde. È un modo per trasformare una sfida climatica in un'opportunità enologica", ha dichiarato al The Guardian Jean-Raymond Clarenc, direttore della filiale di Bordeaux di Grands Chais de France.
La mossa risponde anche all'evoluzione dei consumi. In Francia come in Gran Bretagna le vendite di vino rosso sono in calo, mentre crescono le preferenze per rossi leggeri e chillable, da servire freschi. Il Bordeaux Claret è pensato per essere consumato tra 8 e 12 gradi, con l’obiettivo di imporsi come un vino versatile e facile da bere anche fuori pasto. E le nuove generazioni di wine lover sembrano aver già premiato in anticipo la scelta.
Molti esperti indicano nei prezzi esorbitanti una delle cause della crisi di Bordeaux. "Un boom durato 50 anni è finito, i vigneti vengono abbandonati, noi stessi ne abbiamo estirpati alcuni" spiega Tony Laithwaite, fondatore della catena Laithwaites, citando il crollo della domanda in mercati chiave come la Cina e il calo delle vendite in Francia.
Il sommelier Jonathan Kleeman ha invece evidenziato al quotidiano britannico che i Millennial, a differenza delle generazioni precedenti, preferiscono vini pronti da bere piuttosto che bottiglie da collezione, vedendo nel Claret un parallelismo con altre tendenze enologiche vintage tornate di moda, dal pétillant naturel all'uso delle anfore di ceramica.
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