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Veronica Berti Bocelli, da “astemia pentita” a brand ambassador di Comte de Montaigne

Veronica Berti Bocelli, da “astemia pentita” a brand ambassador di Comte de Montaigne

di Andrea Guolo | 9 Febbraio 2026

Moglie e manager del maestro Andrea Bocelli, vicepresidente della sua Fondazione, proietterà Milano e la Maison Montaigne come baricentro di un network internazionale d'eccellenza.

Conoscendo Veronica Berti Bocelli per i suoi progetti nel settore dei beach club, si può rimanere piuttosto sorpresi nell’apprendere che la manager e coniuge del maestro Andrea Bocelli – oggi l’artista italiano più noto al mondo – è diventata brand ambassador, anzi madrina internazionale (per usare giustamente la lingua italiana) di una maison di champagne come Comte de Montaigne.

Ricordavo infatti che Veronica, un tempo, non fosse particolarmente legata al vino, e la conferma di questo ricordo è giunta dalla diretta interessata durante l’incontro organizzato a Milano, alla vigilia della cerimonia di inaugurazione delle Olimpiadi invernali – dove Bocelli ha interpretato il “Nessun dorma” – per presentare quella che, più che una partnership, si profila come una “profonda comunione di valori”. La buona notizia è che, in un periodo nel quale molti passano dal prodotto alcolico a scelte alternative, il percorso della Berti sia l’esatto contrario.

“Mio marito – afferma – me lo diceva sempre: se non bevi il vino, perdi una parte fondamentale della cultura del tuo Paese e di tutti i Paesi che visitiamo nel corso dei nostri viaggi. A me un tempo il vino non piaceva, e rispondevo ad Andrea che non potevo bere qualcosa che non mi andava a genio. Poi però ho iniziato ad assaggiare… E nella vita, fortunatamente, si cambia idea e si cambiano i gusti. Ora mi rendo conto del fatto che ho perso tante occasioni nel passato, ma pazienza. Diciamo che sono un’astemia pentita”.

Per la cronaca, la sera stessa della presentazione ufficiale della liason, Veronica ha partecipato con Andrea Bocelli a una cena nel corso della quale pare siano state degustate bottiglie risalenti al 1860. Di conseguenza, la Berti si sta rifacendo con gli interessi e ha suscitato anche la nostra sana invidia.

Veronica Berti Bocelli è ceo di Almud, la società che gestisce il management mondiale di Andrea Bocelli, e vicepresidente della Andrea Bocelli Foundation, che è stata in grado di raccogliere oltre 40 milioni di euro e di raggiungere milioni di beneficiari attraverso programmi mirati all’istruzione, alla salute e all’empowerment.

il board della Andrea Bocelli Foundation
il board della Andrea Bocelli Foundation

UNA PARTNERSHIP NEL SEGNO DELLE RELAZIONI

Tornando alla nomina di madrina internazionale per Comte de Montaigne, Berti racconta come è nata la liason con il marchio di champagne de prestige basato nel dipartimento francese dell’Aube. Tutto nasce dall’incontro con Stéphane Revol, proprietario e ceo della maison ed esponente di 18ma generazione della famiglia fondatrice.

“Ci siamo incontrati tanti anni fa all’Alpemare, il nostro stabilimento balneare a Forte dei Marmi – ricorda Veronica - Da una situazione di spensieratezza, come spesso accade tra persone che amano il proprio lavoro, ci siamo messi a pensare ai progetti da sviluppare insieme… Ormai siamo il terrore dei nostri vicini di tenda! Quando mi ha proposto di diventare madrina internazionale per la maison, gli ho chiesto: cosa ti piacerebbe che io facessi per Comte de Montaigne? Lui mi ha risposto: esattamente quello che fai ogni giorno. Il mio lavoro mi mette in contatto con persone, non necessariamente famose, che hanno vissuto storie incredibili, dalle quali ricevo molto più di quanto io possa dare. E a me, in questi incontri, viene naturale pensare di intrecciare rapporti con altre persone che hanno storie simili, pensando: chissà, mettendoli insieme, cosa riuscirebbero a realizzare… È un po’ come fare blending o abbinare le uve che compongono il vino”.

Veronica Berti Bocelli e Stéphane Revol
Veronica Berti Bocelli e Stéphane Revol

Il sodalizio tra Comte de Montaigne e Veronica Berti Bocelli si è consolidato nel tempo grazie all'annuale evento benefico Celebrity Adventures. E dopo che a maggio dello scorso anno la maison ha aperto il suo headquarters internazionale a Milano, promuovendo il capoluogo lombardo come crocevia per promuovere la propria identità, la scelta di una madrina globale italiana rafforza questo legame, come racconta a Vinonews24 il ceo Stéphane Revol.

COMTE DE MONTAIGNE LAVORA SUL POSIZIONAMENTO

“A Veronica – spiega Revol – abbiamo chiesto di confrontarsi con le istituzioni più importanti nel mondo per portare avanti i nostri progetti comuni, di fare networking internazionale partendo da Milano e di creare una community di persone che abbiano la stessa sensibilità nostra, ponendo al centro le scelte di cuore e la capacità di pensare in grande. Sono orgoglioso di avere Veronica come madrina e come amica”.

Oltre alla partnership con Veronica Berti Bocelli, il 2026 di Comte de Montaigne – prospetta Revol - sarà contrassegnato da diverse novità legate all’immagine, alla comunicazione e ai prodotti. “Per la metà dell’anno è stato programmato un lancio importante di prodotto, ed entro la fine dell'anno ci sarà un evento fondamentale per il posizionamento della maison, coerente con le nostre scelte storiche. Comte de Montaigne, contrariamente alle altre aziende del lusso, non è contraddistinta da un codice colore, e questo riflette la nostra volontà di percorrere strade diverse dagli altri. E così continueremo a fare, con scelte di cuore coerenti con la nostra sensibilità”.

La maison è particolarmente legata all’hospitality di lusso, dai grandi hotel ai ristoranti di fine dining, e naturalmente i suoi champagne sono in carta all’Alpemare.

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