
Wine Paris cambia pelle. L'edizione 2026, in programma dal 9 all'11 febbraio a Paris Expo Porte de Versailles, segna una riorganizzazione della manifestazione che riflette le trasformazioni in atto nel settore delle bevande. Tre eventi distinti ma complementari – Wine Paris, Be Spirits e Be No – condivideranno spazi e calendario per coprire l'intero spettro del comparto, dal vino ai distillati fino alle alternative analcoliche.
I numeri confermano la crescita internazionale: oltre 6.500 espositori provenienti da 60 paesi e più di 60mila visitatori attesi da 155 mercati. Quasi il 30% degli espositori sarà alla prima partecipazione, segnale della capacità della manifestazione di attrarre nuovi protagonisti.
"L'industria globale del vino e degli spirits sta attraversando una situazione particolarmente complessa – osserva Rodolphe Lameyse, ceo di Vinexposium - I mercati stanno gradualmente trovando un nuovo equilibrio, ma i costi di produzione continuano a salire e il panorama commerciale evolve ad alta velocità". In questo scenario - secondo Lameyse - le fiere non possono risolvere le crisi dell'industria, ma possono offrire uno spazio per incontrarsi, connettersi e riprendere slancio.

In quest’ottica, la manifestazione parigina si posiziona come osservatorio dei cambiamenti globali. Mentre Stati Uniti e Cina registrano rallentamenti, altre regioni mostrano nuove tendenze in trazione: India, Africa, America Latina e Medio Oriente. Un riposizionamento geografico che la fiera accompagna con spazi dedicati e programmi specifici.
La Francia rimane il primo paese espositore, ma l'Italia consolida il suo ruolo con quasi un quinto dello spazio espositivo totale, registrando un incremento del 30% rispetto al 2025 e una crescita di 4,5 volte nell'arco di tre edizioni.
La Spagna prosegue la sua traiettoria di crescita con un aumento del 55% dello spazio espositivo, mentre il Portogallo, quarto paese per presenza, segna un +36% nel 2026. Entrambi i paesi partecipano a tutte e tre le manifestazioni, confermando un posizionamento strategico.
Tra le novità di rilievo, la prima partecipazione collettiva del VDP.Die Prädikatsweingüter con 25 cantine tedesche in uno stand dedicato. La Germania nel complesso espande la sua presenza del 33% rispetto al 2025, dopo una crescita di 4,5 volte negli ultimi tre anni, e diventa il primo paese espositore a Be No dopo la Francia, con oltre dieci brand di bevande analcoliche rappresentati.
Anche le Americhe segnano una crescita importante: gli Stati Uniti aumentano lo spazio del 42% nel 2026, mentre l'America Latina – in particolare Argentina, Cile, Brasile, Uruguay e Messico – emerge come motore di crescita, sostenuta dalla presenza attiva di organismi come Uruguay Wines, ProChile, ProMendoza e Spirits of Mexico.

Lanciato nel 2020, Be Spirits diventa nel 2026 un evento autonomo pur rimanendo integrato nell'ecosistema Wine Paris. Con oltre 360 espositori da 39 paesi – il 54% internazionali contro il 44% del 2025 – e 200 nuovi espositori, la manifestazione conferma il dinamismo del settore spirits, birre, sidri, sake e RTD.
Diciannove padiglioni nazionali sono confermati, con nuovi ingressi da Scozia, Messico, Giappone, Stati Uniti, Irlanda e Australia. Tra i nuovi paesi partecipanti: Filippine, Monaco, Madagascar, Panama, Bulgaria e Ucraina.
Il profilo dei visitatori 2025 evidenzia la vocazione business dell'evento: 40% importatori e distributori, 18% retail (commercio, supermercati, e-commerce, duty-free), 11% on-trade (horeca, ristoranti, bar), 8% fornitori di servizi e 23% altri stakeholder (produttori, media, istituzioni).

L'Infinite Bar – popup bar da 40 metri che ospita brand internazionali - e il Be Spirits Stage con dimostrazioni live di mixology rappresentano i format immersivi della manifestazione.
"Be Spirits Paris è molto più di una fiera: è una comunità di operatori creativi che stanno spingendo i confini del settore. La nostra missione è promuovere l'expertise, i canali di vendita indipendenti e l'interazione umana", sottolinea Audrey Marqueyssat, direttrice di Be Spirits e Be No.
La grande novità del 2026 è Be No, il primo evento B2B dedicato alle bevande analcoliche. Non si tratta di succhi di frutta o soft drink, ma di un ambiente professionale che ospita vini dealcolizzati, spirits senza alcol, birre e RTD analcolici, insieme a prodotti come tè frizzanti e bevande fermentate.
Con espositori da 13 paesi (Germania, Australia, Austria, Belgio, Danimarca, Francia, Italia, Lituania, Paesi Bassi, Regno Unito, Spagna, Svezia e Svizzera), Be No risponde a un mercato in crescita a doppia cifra. L'area di degustazione libera offrirà oltre 250 etichette.
"Be No abbraccia vini, spirits, birre e RTD analcolici (sia dealcolizzati che sviluppati senza fermentazione), insieme a prodotti che condividono gli stessi codici come tè frizzanti e bevande fermentate”, spiega Marqueyssat.

La scelta di dedicare uno spazio autonomo alle bevande analcoliche riflette un trend strutturale. Secondo IWSR, il segmento registrerà una crescita annua del valore del 10% entro il 2028. Un'opportunità particolarmente rilevante per i mercati del Golfo, dove la distribuzione di bevande alcoliche è strettamente regolamentata e la domanda si concentra su prodotti premium che offrono esperienze innovative in linea con le norme culturali locali.
Mentre i mercati tradizionali registrano contrazioni, Wine Paris guarda a nuove geografie. L'India, terzo mercato mondiale delle bevande alcoliche per valore con 55 miliardi di dollari stimati e quasi 700 milioni di consumatori in età legale, registra una crescita annua vicina all'8% secondo IWSR.
Sonal C Holland MW, fondatrice e direttrice di SohoWines Consulting, descrive un mercato in evoluzione. "In India, vini e spirits premium sono sempre più visti come simboli di successo e lifestyle, in particolare tra una clientela urbana e aspirazionale. I consumatori non cercano solo prodotti di qualità, ma anche significato, educazione ed esperienze legate alle degustazioni. Comprendere l'origine, l'expertise e la storia dietro ogni bottiglia è diventato un fattore chiave di coinvolgimento".
Il settore dei no/low alcol trova terreno fertile anche tra le generazioni più giovani indiane, che mostrano crescente interesse per la moderazione e il consumo consapevole. "I consumatori non vogliono solo bere meglio - aggiunge Holland - vogliono capire cosa c'è nel bicchiere, l'origine dei prodotti, come sono realizzati e come gustarli al meglio. Questa sete di conoscenza sta plasmando una cultura del bere più informata e più responsabile".
Il continente africano presenta una varietà di mercati con livelli di maturità e dinamiche regionali contrastanti, ma con tendenze comuni: premiumizzazione graduale spinta dalla ricerca di autenticità e crescente interesse per prodotti distintivi allineati con costumi culturali e canali di distribuzione locali. Chinedu Rita Rosa, fondatrice e presidente di Vines By Rosa, conferma: "I consumatori africani si rivolgono sempre più a vini che portano significato – prodotti autentici sostenuti da storie genuine e produttori impegnati. L'educazione sul vino, le esperienze di degustazione e la condivisione giocano un ruolo fondamentale nel plasmare l'evoluzione del mercato oggi".

Lanciati da Vinexposium nel 2024, i V d'Or riconoscono ogni anno l'eccellenza e l'innovazione nell'industria globale del vino e degli spirits. Nel 2026 verranno assegnati cinque premi in tre categorie principali, oltre a una Menzione Speciale della Giuria.
Unsigned Wines + Spirits è un'area dedicata ai produttori indipendenti di vino e spirits da tutto il mondo. Lanciato nel 2024 con 24 produttori, lo spazio è cresciuto rapidamente: 47 produttori nel 2025 e 61 previsti nel 2026 su 55 stand, rappresentando 17 paesi. L'obiettivo è favorire connessioni significative tra viticoltori e distillatori artigianali con forte potenziale internazionale e buyer che cercano bevande autentiche e distintive.
Il programma La Nouvelle Vague si rivolge a professionisti in attività da meno di cinque anni, offrendo l'opportunità di presentare le loro prime etichette, incontrare distributori internazionali e aumentare la visibilità in un mercato in rapida evoluzione.
"Wine Paris riunisce mondi complementari – rimarca Nicolas Cuissard - Unendo stakeholder affermati e nuovi profili dal mondo del vino, degli spirits e del no/low, creiamo un ambiente in cui tutti possono sviluppare i propri progetti e progredire con il settore".
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