
Il 2025 di Foss Marai si è chiuso con una flessione stimata nell’ordine del 5% che l’azienda di Guia, tra le colline patrimonio Unesco del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene, saluta come un successo, considerando quel che è accaduto lo scorso anno. In particolare, la batosta è arrivata nei primi sei mesi, quelli del “terrore” per i clienti italiani del fuori casa, che è il canale di elezione di Foss Marai, a sua volta legata per l’80% al mercato interno. Nel secondo semestre, l’allarme legato al presunto inasprimento dei controlli stradali, che aveva fortemente ridotto i consumi di vino al ristorante, è parzialmente rientrato e adesso sembra finalmente superato, come racconta Andrea Biasiotto, direttore commerciale ed esponente di seconda generazione dell’azienda fondata dal padre Carlo e dalla madre Adriana, in occasione di Hospitality a Riva del Garda, manifestazione focalizzata sul comparto accoglienza, dove l’azienda trevigiana è presente per la prima volta.
“Gennaio 2026 è iniziato bene e per i prossimi mesi confidiamo in un recupero rispetto al primo semestre 2025, quando i consumi in horeca erano crollati. Poi abbiamo recuperato e siamo arrivati quasi allo stesso livello del 2024. La paura innescata dall’entrata in vigore del codice si è progressivamente affievolita”, afferma Biasiotto.

La scelta di Foss Marai è stata quella di fornire esclusivamente i ristoranti, le enoteche e i bar, senza cedere alle richieste pressanti della grande distribuzione organizzata. Poi talvolta capita di trovare una bottiglia prodotta dalla cantina di Guia in uno scaffale di supermercato, circostanza che in Foss Marai attribuiscono ai cosiddetti “piattaformisti”. E si cerca di correre ai ripari. “Abbiamo avviato un sistema di tracciabilità totale del prodotto. Quando intercettiamo una bottiglia in grande distribuzione, attraverso i codici presenti in etichetta riusciamo a capire chi l’ha venduta senza la nostra autorizzazione e cerchiamo di correre ai ripari”, rimarca il direttore commerciale.
A proposito di ristoranti, l’andamento delle vendite in questo inizio d’anno è promettente. “I nostri agenti ci riferiscono di qualche difficoltà in atto tra gli stellati e di un bel ritorno alla cucina tradizionale rivisitata di alta qualità. In enoteca la mescita ha la meglio sull’asporto, perché gli avventori sono molto attenti al conto e questo vale anche per la clientela alto spendente: nella mescita sono saliti in maniera importante e allora si preferisce acquistare la bottiglia per consumarla in casa”.

Tra le novità di quest’anno, in Foss Marai spicca il rinnovo completo della linea di bottiglie da 0,375 lt, in questo momento rappresentata soltanto dall’extra dry Strada di Guia 109, a cui seguirà il brut per poi, in occasione di Vinitaly, procedere con la presentazione del Cartizze e del millesimato brut. Oltre all’appuntamento di Verona, l’azienda delle colline del Prosecco ha deciso di puntare su altri eventi fieristici, partecipando quasi in contemporanea a Wine Paris, per crescere in Europa, e a Hospitality, per coprire una fascia di mercato che va dal Trentino alla macro regione del Garda scendendo fino alla Lombardia mantovana.
Quanto all’export, che genera circa il 20% dei ricavi, i Paesi di destinazione più dinamici in questa fase sono quelli dell’Est Europa, in particolare la Romania, e poi Canada, Australia, Russia. “Confidiamo in una ripartenza del Venezuela, che per noi era un mercato forte, e stiamo investendo per entrare in alcuni Paesi del Medio Oriente e in India, anche a seguito dell’accordo commerciale che abbatterà gradualmente i dazi”, conclude Andrea Biasiotto.
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