
Con circa 3mila ettari vitati a pinot nero su un totale di 13.500 ettari di vigneto, l’Oltrepò Pavese è la principale area italiana dedicata a questo vitigno. I dati sono stati presentati a Milano in occasione del lancio di Visione Vino Oltrepò, la community promossa da TEHA (The European House Ambrosetti) per analizzare l’evoluzione della filiera vitivinicola e le prospettive di sviluppo del territorio.
Secondo l’analisi di TEHA, l’Oltrepò Pavese concentra oltre il 60% della produzione vinicola lombarda e contribuisce in modo determinante al valore regionale della filiera, che nel 2024 ha raggiunto 459 milioni di euro da vini Dop e Igp. La Lombardia si colloca così al settimo posto in Italia per valore della produzione certificata.
Il pinot nero rappresenta quasi il 25% della superficie vitata complessiva dell’Oltrepò, con una tradizione produttiva che supera i 150 anni. A fronte dell’estensione, la produzione certificata resta contenuta: meno di un milione di bottiglie complessive tra Oltrepò Pavese Metodo Classico Docg e Pinot Nero Doc.
"Il divario tra superficie vitata e produzione certificata indica un potenziale di crescita ancora significativo" osserva Benedetta Brioschi, responsabile Food & Retail TEHA .
Il lavoro della community confluirà nel Forum Visione Vino, in programma il 16 e 17 ottobre 2026 al Teatro Valentino Garavani di Voghera, dove sarà presentato il rapporto strategico Visione Vino 2026. Il documento affronterà l’andamento dei consumi, il posizionamento dell’Italia nei mercati internazionali — con volumi in calo ma valori stabili — e l’evoluzione del commercio globale del vino.
"È necessario un confronto strutturato tra istituzioni e filiera per sostenere nuove traiettorie di sviluppo" dichiara Elena Lucchini, assessore di Regione Lombardia.
Una parte rilevante del rapporto sarà dedicata all’impatto del cambiamento climatico. Nel 2024 l’Italia ha registrato un’anomalia termica di +2,72 °C rispetto alla media storica, con perdite economiche per 8,5 miliardi di euro nel settore agricolo. Spazio anche ai temi dell’enoturismo e del passaggio generazionale, ancora in corso in circa il 40% delle aziende vitivinicole.
"Il territorio presenta margini di sviluppo sia produttivi sia legati a nuovi impianti, anche in altitudine", chiosa Riccardo Binda, direttore del Consorzio di Tutela Vini Oltrepò Pavese.
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