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L’Antica Quercia, il tempo come identità del vino e misura del territorio. A Conegliano, la cantina biologica guidata da Claudio Francavilla

L’Antica Quercia, il tempo come identità del vino e misura del territorio

di Antonio Tosi | 21 Gennaio 2026

A Scomigo di Conegliano, la cantina biologica guidata da Claudio Francavilla lavora su suoli morenici per produrre vini espressioni autentiche del paesaggio, come il Su Alto. Tra i progetti, il recupero delle denominazioni storiche e nuove sperimentazioni.

"I sogni più belli nascono all’ombra di un grande albero”. Da un’immagine naturale ed evocativa che Claudio Francavilla ha fatto propria prende forma il racconto de L’Antica Quercia, azienda vitivinicola biologica di Scomigo di Conegliano (TV), situata nella parte più settentrionale della denominazione Conegliano Valdobbiadene. Qui due querce secolari vegliano su un paesaggio integro, modellato dal lavoro dell’uomo ma mai forzato: vigneti, olivi, melograni e un piccolo laghetto che diventa punto di sosta per gli uccelli di passaggio.
La natura in questi luoghi non è uno sfondo, ma una presenza viva e dialogante. Se qualche acino d’uva viene beccato dagli animali selvatici, non è una perdita da temere, bensì un segnale positivo. Per Claudio Francavilla, titolare e guida dell’azienda, è la conferma che l’equilibrio cercato attraverso un’agricoltura sostenibile e rispettosa sta funzionando. “Consideriamo la nostra azienda un organismo agricolo – dice - Vigna, bosco, oliveto e frutteto contribuiscono allo stesso modo a creare biodiversità”. Un’agricoltura sana, fondata su biodiversità e vitalità dei suoli, è per lui il presupposto imprescindibile per ottenere uve di qualità e vini capaci di coniugare corpo, mineralità, freschezza e una bollicina fine e vibrante.

L’Antica Quercia è un'azienda vitivinicola biologica di Scomigo di Conegliano (TV), situata nella parte più settentrionale della denominazione Conegliano Valdobbiadene
Claudio Francavilla, titolare de L'Antica Quercia

VENDEMMIA 2025: DIECI ANNI DI SU ALTO, IL TEMPO LUNGO COME FONDAMENTO DELL’IDENTITÀ

Con la vendemmia 2025, L’Antica Quercia celebra dieci anni di Su Alto, il vino frizzante Colfondo prodotto per la prima volta nel 2015 e diventato simbolo della filosofia aziendale: lasciare che il vino si evolva lentamente, senza scorciatoie, come autentica espressione dei suoli morenici su cui nasce. “Il vino è cambiato con noi, e noi con il vino”, ricorda Francavilla; un principio che guida ogni scelta, dalla vendemmia all’affinamento sui lieviti.
Su Alto deriva dalle vigne più mature dei versanti ovest della collina, dai vigneti Costa e Calvario, allevati a doppio capovolto. La raccolta è manuale in cassetta, seguita da diraspatura e spremitura soffice di uva intera, con fermentazione da pied de cuve indigeno. Dopo l’imbottigliamento in primavera con tappo a corona, il vino rifermenta naturalmente in bottiglia grazie al mosto conservato a freddo della stessa annata. Fin dalle prime annate, una parte delle bottiglie ha svolto un affinamento aggiuntivo per almeno quattro mesi a 2mila metri ai piedi del Monte Civetta, nel cuore delle Dolomiti, da cui prende il nome. La produzione annua è di circa 15mila bottiglie, e ogni annata racconta il legame unico tra tempo, territorio e uva selezionata.
Accanto a Su Alto, l’azienda produce il Conegliano Valdobbiadene Superiore Docg Rive di Scomigo, il metodo ancestrale A, il frizzante macerato Q, e altre etichette come Ariò Extra Dry, Morene Tranquillo e il rosso Colli di Conegliano Docg, tutte accomunate da una filosofia produttiva coerente: decantazioni statiche a freddo, fermentazioni con lieviti indigeni, affinamenti lunghi e filtrazioni larghe per preservare integrità e carattere. Come spiega il titolare, “Consideriamo la qualità un percorso senza compromessi, anche in annate difficili come il 2023, quando Su Alto non è stato prodotto a causa di una grandinata”.

Con la vendemmia 2025, L’Antica Quercia celebra dieci anni di Su Alto, il vino frizzante Colfondo prodotto per la prima volta nel 2015 e diventato simbolo della filosofia aziendale
verticale di Su Alto

90MILA BOTTIGLE E UNO SGUARDO AI MERCATI INTERNAZIONALI

L’azienda si estende su 30 ettari, di cui 20 vitati, condotti a corpo unico e suddivisi in una dozzina di appezzamenti con esposizioni e microclimi differenti. Le uve glera costituiscono la quasi totalità della superficie, affiancata da Chardonnay e piccole parcelle di uve rosse. La gestione mira a basse rese, mediamente 100 quintali per ettaro, con interventi mirati a rispettare la salute dei suoli.
La produzione complessiva annua raggiunge circa 90mila bottiglie, di cui la maggior parte metodo Martinotti e circa 25mila Colfondo. L’export rappresenta il 70% della produzione: i mercati principali sono Europa (Austria, Svizzera, Grecia, UK), Stati Uniti e Asia (Cina, Hong Kong, Giappone). Su come affrontare la complessità dei mercati internazionali, Francavilla è chiaro. “Non mollare nulla sul percorso di identità e qualità che abbiamo intrapreso – sottolinea - Non cedere sui prezzi e sulla qualità che vogliamo esprimere. Siamo un’azienda piccola e spazio per aziende di nicchia che abbiano voglia di lavorare bene puntando sull’alta qualità ce n’è e continuerà ad essercene sul mercato”.

ENOTURISMO E OSPITALITÀ PER VIVERE LA CANTINA E IL TERRITORIO

Accanto al percorso enoturistico tradizionale, che comprende passeggiate tra i vigneti e degustazioni guidate, l’azienda ha sviluppato un progetto di ospitalità esclusiva, La Ghiandaia, una farmhouse immersa tra i vigneti, realizzata con materiali di riuso e dotata di una piccola spa. Pensata per offrire esperienze di benessere e contatto diretto con la natura, sarà presentata ufficialmente a partire dal 2026. “Vogliamo che chi visita la nostra azienda possa vivere un’esperienza completa, tra paesaggio, biodiversità e vini che raccontano il territorio”, spiega Claudio Francavilla.

RECUPERO DELLA DENOMINAZIONE COLLI DI CONEGLIANO: UN PROGETTO PER IL FUTURO

L’Antica Quercia guarda anche al recupero della denominazione Colli di Conegliano, con l’obiettivo di valorizzare sia il vino rosso già prodotto che la versione bianca storica, per recuperare un piccolo patrimonio locale che rischiava di andare perso.
A livello di produzione, l’azienda prevede inoltre una sperimentazione su contenitori meno tecnologici: dopo cemento e anfore, anche il legno, sia per fermentazione che per affinamento, e un’attenzione particolare alla selezione massale in luogo di quella clonale, per favorire la biodiversità e rendere i vigneti più resilienti al cambiamento climatico. “Crediamo che questo percorso sia coerente con la nostra filosofia - conclude Francavilla - Produrre vini puliti, che raccontino il territorio, senza compromessi, e che abbiano identità e longevità”.

L’Antica Quercia guarda anche al recupero della denominazione Colli di Conegliano, con l’obiettivo di valorizzare sia il vino rosso già prodotto che la versione bianca storica, per recuperare un piccolo patrimonio locale che rischiava di andare perso.
vigneti de L'Antica Quercia

 

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