
Sabato 17 gennaio 2026 ad Asunción, capitale del Paraguay, è stata apposta la firma su uno degli accordi commerciali più ambiziosi mai negoziati dall'Unione Europea. Dopo 25 anni di trattative, rinvii e stop politici, l'UE e i quattro paesi del Mercosur – Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay – hanno siglato un'intesa che crea una maxi-area di libero scambio coinvolgendo oltre 700 milioni di consumatori, pari a quasi il 20% del PIL mondiale.
La cerimonia si è svolta in un luogo altamente simbolico: l'anfiteatro del Banco Central del Paraguay, dove nel 1991 nacque ufficialmente il Mercosur con il Trattato di Asunción. Alla firma erano presenti la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen, il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa e il presidente del Paraguay Santiago Peña, presidente di turno del Mercosur. A sottoscrivere materialmente l'intesa è stato il commissario al Commercio Maroš Šefčovič insieme ai suoi omologhi sudamericani.

Il cuore dell'intesa è la progressiva eliminazione dei dazi commerciali. Secondo le stime di Bruxelles, le esportazioni europee verso il Mercosur potrebbero crescere del 39%, per un valore vicino ai 49 miliardi di euro l'anno. Il risparmio stimato per le imprese UE è di circa 4 miliardi di euro annui grazie all'eliminazione dei dazi doganali.
I paesi del Mercosur applicano attualmente tariffe elevate: 35% sui ricambi auto, 28% sui prodotti lattiero-caseari, 27% sui vini, 20% su cioccolato e dolciumi. L'accordo prevede l'azzeramento dei dazi sul 91% degli scambi tra i due blocchi commerciali.
Secondo le stime della Commissione Europea, entro il 2040 le esportazioni dell'UE verso il Mercosur cresceranno di quasi 50 miliardi di euro, mentre quelle del Mercosur verso l'Europa aumenteranno di circa 9 miliardi. L'accordo dovrebbe sostenere oltre 750mila posti di lavoro nell'UE e aprire nuove opportunità per oltre 30mila piccole imprese europee che già esportano nel Mercosur.
Un elemento centrale dell'intesa è la protezione di oltre 340 indicazioni geografiche europee, tra cui 57 italiane (come l'aceto balsamico di Modena e la mozzarella di bufala campana o il Parmigiano Reggiano). Si tratta del maggior numero di indicazioni geografiche mai protetto in un accordo commerciale dell'UE, un risultato fondamentale per impedire l'imitazione dei prodotti alimentari tradizionali europei.
L'accordo facilita inoltre l'accesso dell'UE a materie prime critiche necessarie per le transizioni verde e digitale, riducendo la dipendenza dalla Cina e diversificando le catene di approvvigionamento.
Per rispondere alle preoccupazioni del settore agricolo europeo – che hanno portato migliaia di agricoltori in piazza nelle scorse settimane, soprattutto in Francia e a Bruxelles - sono state introdotte clausole di salvaguardia che fonti UE definiscono robuste. Per i prodotti sensibili (carne bovina, pollame, riso, miele, uova, aglio, etanolo, zucchero) la Commissione Europea potrà aprire un'indagine ogni volta che si verifichi un aumento del 5% dei volumi delle importazioni o un calo del 5% dei prezzi.
Se dall'indagine dovesse emergere un serio rischio di danno per il mercato europeo, Bruxelles potrà revocare temporaneamente i dazi agevolati. Inoltre, è previsto un limite massimo alla quantità di prodotti importati dal Mercosur che beneficiano di tariffe ridotte.
In generale, “rimarranno due livelli di controllo – riferiscono i funzionari da Bruxelles - uno ai confini esercitato dalle dogane e poi gli audit previsti dall’accordo. Non stimo spalancando le porte a qualsiasi prodotto in entrata, ma l’accordo prevede una regolamentazione e qualsiasi problema possa emergere è sempre possibile prevedere un delisting di quei prodotti”.
La firma dell'accordo è stata accompagnata da proteste degli agricoltori europei, che temono una concorrenza sleale da parte dei produttori sudamericani soggetti a normative sanitarie e ambientali meno restrittive. Gli agricoltori sostengono che l'accordo favorirebbe forme di dumping, con l'arrivo di prodotti a costi più bassi che potrebbero mettere in difficoltà il settore agricolo europeo. Le salvaguardie introdotte rappresentano un tentativo di bilanciare queste preoccupazioni con gli interessi dell'industria europea, fortemente favorevole all'accordo.
Nel prossimo bilancio pluriennale dell'UE (2028-2034) sarà istituito un fondo di oltre 6 miliardi di euro per fornire protezione agli agricoltori europei contro le fluttuazioni del mercato. E fonti UE hanno recentemente chiarito come non ci sia nessun prodotto “sdoganato” per sempre e illimitatamente, perché in qualsiasi momento potrebbe essere plausibile un intervento di verifica.
In particolare – in occasione di un recente focus media a cui ha partecipato anche VinoNews24 – i funzionari UE sono stati molto chiari nell’enfatizzare come il nodo cruciale della salubrità dei prodotti importati nel vecchio continente non sia in alcun modo condizionato dalla firma dell’accordo. Non esistono infatti specifiche indicazioni nel documento relative all’utilizzo o meno di pesticidi, perché l’inammissibilità di alcune sostanze e le soglie di tolleranza nei prodotti finiti o nelle materie prime che entrano nella UE rimangono invariate. “La normativa sulla sicurezza alimentare – assicurano – non viene in alcun modo modificata”.
La firma del 17 gennaio non conclude l'iter dell'accordo. L'intesa è composta da due parti: l'accordo commerciale interinale (ITA), che riguarda solo il commercio, e l'accordo di partenariato UE-Mercosur (EMPA), che include cooperazione politica, settoriale, commercio e investimenti.
La parte commerciale richiede soltanto l'approvazione del Parlamento Europeo e potrebbe entrare in vigore in via provvisoria non appena uno dei quattro paesi del Mercosur avrà ratificato il trattato. E qualora uno dei paesi latinoamericani dovesse rallentare o bloccare la ratifica, l’accordo rimarrebbe valido con i paesi che invece lo confermino.
La parte più ampia dell'accordo richiede invece anche le ratifiche dei 27 Parlamenti nazionali, un processo che potrebbe durare anni e in cui il rischio di blocco è reale – anche se non c’è la necessità di un’approvazione unanime dai parlamenti di tutti i paesi membri.

Al di là degli aspetti commerciali, l'accordo ha un forte valore geopolitico. "Questo accordo invia un segnale forte al mondo”, ha dichiarato von der Leyen ad Asunción. Che ha sottolineato: “Oggi due regioni con idee simili aprono un nuovo capitolo di opportunità per oltre 700 milioni di cittadini. Con questa partnership vantaggiosa per tutti, entrambi abbiamo qualcosa da guadagnare: economicamente, diplomaticamente e geopoliticamente. Le nostre aziende creeranno esportazioni, crescita e posti di lavoro. E il nostro segnale al resto del mondo è chiaro: l'UE e il Mercosur stanno scegliendo la cooperazione rispetto alla concorrenza e il partenariato rispetto alla polarizzazione”.
Le parole della presidente della Commissione sono state interpretate come una risposta alla politica protezionista e unilaterale dell'amministrazione Trump, senza citarlo esplicitamente. Anche il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa ha sottolineato: "Noi costruiamo ponti, altri barriere".
Nonostante l'approvazione a maggioranza qualificata, l'accordo ha rivelato profonde divisioni all'interno dell'UE. Cinque paesi hanno votato contro: Francia, Polonia, Austria, Ungheria e Irlanda. Il Belgio si è astenuto. Il fronte dei contrari non ha raggiunto il peso necessario per bloccare l'adozione, che richiedeva il sostegno di almeno 15 Stati membri rappresentanti almeno il 65% della popolazione dell'UE.
L'Italia, inizialmente scettica, ha votato a favore dopo aver ottenuto le salvaguardie rafforzate per l'agricoltura. E il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani ha definito l'accordo "una grande opportunità per tutte le nostre imprese, destinato a far crescere le esportazioni con l'obiettivo di raggiungere i 700 miliardi di euro di export".
Il presidente francese Emmanuel Macron ha invece dichiarato che "la firma dell'accordo non segna la fine della storia", lasciando intendere che Parigi continuerà a opporsi durante il processo di ratifica.
In questo senso da Bruxelles vengono rassicurazioni rispetto alla validità dell’accordo una volta che il Parlamento Europeo l’abbia approvato. “Per essere chiari – fanno sapere fonti della Commissione - non è stata presa alcuna decisione sull'applicazione provvisoria dell'accordo Mercosur. Nelle prossime settimane, l'obiettivo della Commissione sarà quello di interagire con i parlamentari europei per ottenere il loro sostegno, prima del voto di approvazione finale sull'accordo”.
La partita si giocherà dunque nei prossimi mesi tra Strasburgo, i parlamenti nazionali e, forse, la Corte di Giustizia europea.
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