
Regione Lazio e ARSIAL, con l’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato (IPZS), hanno introdotto il contrassegno di Stato con tricolore destinato alle bottiglie del Consorzio Roma Doc, uno strumento che ha l’obiettivo di rafforzare la garanzia di sicurezza per il settore vitivinicolo regionale.
Il contrassegno, prodotto come Carta Valori, integra tecnologie di tracciabilità e sistemi anticontraffazione analoghi a quelli utilizzati per banconote e documenti protetti. Ogni bottiglia può essere verificata e tracciata lungo tutta la filiera attraverso un QR code univoco e il Passaporto Digitale di Prodotto. ARSIAL ha finanziato il primo milione di contrassegni, pari alla produzione annua Doc, per garantire un avvio uniforme e senza costi aggiuntivi per le aziende.
“Con il tricolore del Poligrafico sulle fascette del Roma Doc promuoviamo il lavoro del Consorzio, garantiamo l'autenticità e la qualità certificata dei nostri prodotti e difendiamo le eccellenze da frodi e imitazioni – dichiara il ministro dell'Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida – Il Poligrafico dello Stato, garante dell'autenticità, ci aiuta a difendere un bene prezioso, vero punto di forza del nostro sistema agricolo”. Mentre l'assessore regionale all'Agricoltura Giancarlo Righini evidenzia che "con l'introduzione di un sistema di tracciabilità avanzato, la Regione offre ai produttori uno strumento che rafforza la competitività sui mercati e ai consumatori una garanzia di autenticità e qualità. Investire sulla riconoscibilità del vino significa sostenere economia, cultura e reputazione internazionale”.

Il presidente di ARSIAL, Massimiliano Raffa, aggiunge che “l'introduzione del Contrassegno di Stato nasce da un impegno preciso: rafforzare la tutela, la riconoscibilità e il posizionamento del vino del Lazio. I dati confermano che oltre il 52% dei consumatori verifica la presenza di contrassegni o fascette per assicurarsi dell'autenticità. Il contrassegno non è un dettaglio formale, ma un elemento strategico: offre sicurezza contro frodi e imitazioni, rende la filiera più trasparente e rafforza il posizionamento sui mercati nazionali e internazionali”.
“Abbiamo raggiunto un traguardo di fondamentale importanza - conclude Rossella Macchia, presidente del Consorzio Vini Roma Doc – Il contrassegno di Stato riconosce l'eccellenza dei nostri vini, risultato di un percorso che unisce storia enologica, attenzione alla sostenibilità e ricerca continua. È grazie alla collaborazione tra istituzioni e produttori che si consolida l'identità del territorio e la sua credibilità sui mercati internazionali".
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