
A Cortina d’Ampezzo è tempo di vacanze di Natale, il periodo dell’anno in cui la Regina delle Dolomiti diventa il centro del mondo alpino tra vip, party nei locali, sciate con pausa pranzo nei rifugi top, shopping nelle boutique di lusso che ormai hanno preso possesso del centro di questa località incastonata tra i massicci delle Tofane, del Sorapiss e del Cristallo, con le Tre Cime e l’Antelao a far da sfondo.
Natale, Capodanno ed Epifania rappresentano a Cortina il picco del turismo in genere, ma non quest’anno... perché quel che arriverà a febbraio sarà qualcosa di straordinario anche se non unico, essendo stato vissuto già nel lontano 1956. È l’anno delle Olimpiadi invernali, ed è l’anno in cui a Cortina sono arrivate – giusto in tempo – diverse novità, dall’apertura dello Chalet Franz Kraler con Club Moritzino all’inaugurazione di Super G in vetta alla funivia del Faloria, e anche l’offerta degli hotel di fascia top continua a crescere per intercettare le esigenze di un turismo sempre più sofisticato e alto spendente.
La domanda dunque è d’obbligo: cosa va per la maggiore nei wine bar e nei luoghi dell’aperitivo che si trovano nel cuore della località ampezzana? Lo abbiamo chiesto a quattro protagonisti, vecchi e nuovi, della scena cortinese.

L’attività dell'après-ski più esclusivo delle Dolomiti ha preso il via con il ponte dell’Immacolata, quando è stato aperto il quarto Super G dopo quelli di Courmayeur, Cervinia e Campiglio. Tra il dj set en plein air del pomeriggio e il pranzo del Meraviglioso con accompagnamento di musica live tra i tavoli, il founder Andrea Baccuini ha già avuto modo di capire quali sono le etichette più gettonate in cima alla funivia del Faloria. “Qui la gente è abituata a bere molto bene, e le bollicine francesi sono il punto di riferimento per la clientela di Cortina. I best seller sono il Krug millesimato, Ruinart in particolare nella versione brut rosé e, tra i rosati fermi di Provenza, Minuty”.
Francia a parte, tra le bollicine italiane metodo classico dominano quelle di Ferrari Trento, partner consolidato di Super G. “Abbiamo ottime vendite con il Giulio Ferrari Riserva del Fondatore, con tutte le versioni di Perlè e in particolare con il rosé perché quando splende il sole, la bollicina rosa diventa un must, e Super G Cortina può vantare una posizione di straordinaria esposizione al sole. Dividendo la nostra clientela per appartenenza geografica, vedo un particolare favore degli stranieri per le bollicine italiane, mentre gli italiani tendono allo champagne”. Al Meraviglioso, ampio spazio è concesso ai grandi vini rossi esposti nella altrettanto meravigliosa cantina a vista con più di 150 etichette e con Masseto e Tignanello in particolare evidenza.

Cosa accadrà durante le Olimpiadi? “Le gare sono quasi sempre al mattino, quindi le aspettative sono altissime per l’après ski del pomeriggio e per la mixology, ambito in cui possiamo vantare la partnership con Pernod Ricard che ci ha aiutato a ridisegnare le tipologie di prodotto. I cocktail più venduti sono naturalmente i gin tonic, lo spritz che gli stranieri adorano bere in Italia e poi tutto il mondo della tequila in pieno trend con il Paloma, tra i cocktail, a richiamare il colore vincente del rosé nel vino”.

Per Ancora Cortina, il centralissimo hotel cinque stelle lusso proprietà di Renzo Rosso e affidato in gestione a Egnazia Ospitalità Italiana è un Natale da ricordare, il primo dopo la riapertura della scorsa estate, e lo spazio di visibilità offerto ai vini che fanno capo proprio alla proprietà e quindi alla holding Brave Wine ha offerto un ottimo contributo alle vendite nel ristorante e nel Brave Club che è lo spazio della vita notturna dell’Ancora. “La nostra selezione riflette una forte identità e un racconto coerente del vino italiano, con un 40% di vini locali. Tra le etichette più richieste e presenti anche nelle cantine delle camere segnaliamo i vini di Diesel Farm, la tenuta di Renzo Rosso (bollicine, bianchi e rossi veneti), affiancati da realtà di grande personalità come Josetta Saffirio in Piemonte e Benanti in Sicilia”, raccontano dalla direzione.
Tra i best seller: Celebrating 55 Blanc 2020, Merlot di Rosso Breganze Doc 2020, Etna Bianco Doc Benanti 2024, Etna Rosso Doc Benanti 2022, Alta Langa Brut Docg 2020 di Sara Vezza, Barbera d’Alba Superiore Doc 2022 di Josetta Saffirio. “Gli ospiti – aggiungono dalla direzione – si orientano sempre più verso una degustazione dinamica, preferendo più etichette al calice piuttosto che una singola bottiglia. Parallelamente cresce in modo significativo l’interesse per il mondo analcolico, soprattutto quando la proposta è ben costruita, artigianale e di qualità, segno di una clientela attenta e trasversale”.

In vista delle Olimpiadi, all’Ancora l’obiettivo è quello di rafforzare ulteriormente la selezione di vini bianchi e rossi del territorio, con un focus particolare sul Veneto, ampliando il numero di etichette locali e valorizzando le produzioni di prossimità. “Merita una menzione speciale il Bloody Mountain, reinterpretazione del Bloody Mary, arricchito con speck croccante: un cocktail identitario che unisce tradizione alpina e creatività contemporanea, molto apprezzato dai nostri ospiti”.

Anno di apertura 1804, sessant’anni di attività al bancone da parte del leggendario Antonio Di Franco, oggi affiancato da Filippo Borghi. Benvenuti al Bar del Posta, il regno dell’aperitivo e il luogo che, all’interno dell’Hotel de la Poste, ha ospitato chiunque sia passato nella conca ampezzana, da Liz Taylor a Henry Fonda. L’offerta food&beverage della struttura di proprietà della famiglia Manaigo, giunta alla settima generazione con Gherardo Manaigo, è completata dal ristorante Il Posticino e dalla terrazza panoramica dove si celebra il rito dell’aperitivo nelle giornate di sole. I top five tra i vini? “Soave classico di Pieropan, Tignanello tra i grandi rossi di Toscana, Brut di Barons de Rothschild tra gli champagne, Annamaria Clementi tra le bollicine italiane metodo classico, Marqués de Murrieta Reserva tra i vini rossi di Rioja”, elenca senza indugi Manaigo.
Sono circa 300 i vini in carta al Posta e soddisfano le esigenze di una clientela che - insiste Gherardo - “ha una perfetta conoscenza della qualità dei prodotti, sa cosa vuole bere e chiede naturalmente molti vini di nordest, i grandi rossi toscani, quelli piemontesi che sono in pieno ritorno. Noto in particolare la volontà di ampliare la visione geografica delle denominazioni, con una certa voglia di Spagna e di altri vini internazionali”.

E per le Olimpiadi cosa si aspetta Manaigo, che sulla mixology ha anche investito di persona creando il brand di distillati premium Cortina Spirits con le botaniche delle Dolomiti? “Sarà uno spettacolo. Per due settimane accoglieremo i tanti appassionati che verranno ad assistere alle gare, e siamo pronti a soddisfare la loro sete con i nostri due bar. Questo appuntamento sarà determinante per il successo di Cortina nei prossimi anni: noi abbiamo già prenotazioni per il 2028”.

In attività dal 2022, frutto di un progetto architettonico firmato da Gris+Dainese e fondato sulla sostenibilità dei materiali e delle tecniche di costruzione, Hotel De Len (altra gestione di Egnazia Ospitalità Italiana) dispone a livello f&b di un ristorante, un bar e infine di un salotto che diventa il luogo ideale per gli aperitivi o per il grande distillato con cui concludere la giornata dedicata allo sci e, perché no, magari anche ai trattamenti offerti nella Spa dell’hotel.
Le etichette maggiormente apprezzate e con la migliore rotazione sono un prosecco, il Rustico Docg di Nino Franco, e due vini rossi, il Valpolicella Superiore Doc e l’Amarone della Valpolicella Docg, entrambi di Masi Agricola. “Si tratta di vini che coniugano riconoscibilità, qualità costante e forte legame con il territorio, risultando trasversali e molto apprezzati da una clientela internazionale”, rimarcano dalla direzione. L’evoluzione in atto, aggiungono al De Len, è piuttosto chiara: “gli ospiti sono sempre più informati, curiosi e attenti alla provenienza dei prodotti. In ambito vino cresce l’interesse verso etichette di nicchia, produzioni biologiche, biodinamiche e naturali, con un’attenzione particolare ai vini del territorio. La richiesta non è più solo di bere “bene”, ma di vivere un’esperienza: degustazioni guidate, storytelling, abbinamenti consapevoli e proposte personalizzate sono elementi sempre più centrali”.

In vista delle Olimpiadi, l’Hotel De Len intende rafforzare i vini regionali e in generale i Doc/Dogc, per raccontare al meglio l’identità enologica locale. A seguire, le selezioni biologiche, biodinamiche e naturali, in linea con la sensibilità della clientela, e le proposte premium extra-wine, in particolare cocktail d’autore e distillati di alta qualità, per completare e arricchire l’esperienza gastronomica. “Il nostro obiettivo è offrire una proposta contemporanea, sostenibile e capace di sorprendere anche l’ospite più esigente”, concludono dall’hotel.
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