
A poco più di un anno della presentazione del “Prea” Bianco, La Collina dei Ciliegi presenta Prea Rosso Verona Igt 2021, il primo vino rosso nato dal progetto vitivinicolo Supervalpantena avviato nel 2016. Un percorso in continua evoluzione per l’azienda di Grezzana (VR) in Valpantena, 68 ettari di proprietà in corpo unico tra i 350 e i 700 metri sul livello del mare, di cui 13 ettari di bosco, 10 ettari di prato e, sempre in corpo unico, 45 ettari vitati (17 Doc Valpolicella e 28 ettari Igt Supervalpantena).
“Nella primavera del 2016 – spiega Massimo Gianolli, presidente de La Collina dei Ciliegi – dall’analisi congiunta con Christian Roger sui vini sino a quel momento prodotti e sui fondamentali pedoclimatici che caratterizzano Erbin, è nata la convinzione che La Collina dei Ciliegi potesse rappresentare un nuovo e innovativo progetto vitivinicolo anche spingendo la ricerca enologica al di fuori dei confini della Doc: a tal fine Christian ha proposto di coinvolgere fin da subito Lydia e Claude Bourguignon, scienziati del terroir e agronomi di fama internazionale”.
Dall’attività di carotaggio dei diversi appezzamenti condotte nel 2017 da Lydia e Claude e dalle analisi della stratigrafia dei suoli, è emerso che i terreni di Erbin, come più in generale l’alta collina della Valpantena, sono di origine cretacica, mai lavorati in modo intensivo e, di conseguenza, ricchi di sostanze cretacica, calcare attivo e minerali, particolarmente vocati, in determinate parcelle, per la produzione di vini bianchi.
I Bourguignon hanno quindi confermato che i migliori ‘estrattori di terroir’ erano proprio i vitigni autoctoni , nella fattispecie la garganega (bacca bianca) e la corvina (bacca rossa); che il sesto di impianto perfetto per i terreni di Erbin fosse 100x130cm con alta densità di vigne per unità di superficie (ca. 7.700/ettaro); che si dovessero prediligere portainnesti più orientati alla qualità che alla vigoria e alla produttività e che l’irrigazione dovesse essere prevista solo e unicamente di "soccorso".
"Soprattutto – prosegue Gianolli - ci hanno dato chiare indicazioni affinché i nuovi impianti non fossero preceduti da attività di movimento terra, scassi e terrazzamenti che avrebbero determinato l’alterazione degli equilibri di un territorio unico, rispettando così l’orografia originaria e la profilazione stratigrafica dei terreni, evoluti in milioni di anni, e permettendo alla vite nel tempo di penetrare con le radici gli interstizi della roccia calcarea fissurata tipica del luogo”.

A partire dal 2018 e fino al 2023 si sono succedute le piantumazioni dei vigneti "progettati" con Christian Roger e i Bourguignon: oltre 28 ettari di viti a bacca bianca e a bacca rossa tra i 550 e i 700 metri sul livello del mare con rese programmate di 40-60 quintali per ettaro, garantendo da un lato longevità alle vigne e dall’altro la massima qualità delle uve, che l’enologo Paolo Posenato trasforma nelle diverse partite di vino, seguendo in cantina la medesima impostazione parcellare del vigneto, affidando ciascuna a uno o più periodi di affinamento in vasca di cemento, in anfora di terracotta, in clyver di ceramica, o in botte, tonneaux e barrique di rovere francese.
La parcella “Prea”, situata tra i 570 e i 620 metri sul livello del mare, vitata per circa 7 ettari, è divisa in due sub-parcelle: la prima che si incontra procedendo in direzione del Monte Castello è dedicata al vigneto a bacca bianca con la varietà autoctona garganega (50% circa della superficie vitata), e quindi le varietà pinot bianco (25% circa della superficie vitata) e chardonnay (25% circa della restante superficie vitata); la seconda è dedicata al vigneto a bacca rossa con la varietà autoctona corvina (100% della superficie vitata). Tutte le lavorazioni (ad esclusione dei soli trattamenti) sono effettuate manualmente, dalla potatura invernale alla vendemmia.
Proseguendo sempre verso nord in direzione del Monte Castello, si incontra la parcella “Magròn - Tasine” che, con i suoi 2 ettari di vigneto di teroldego e le medesime caratteristiche di impianto delle altre parcelle, si spinge fino a 670 metri sul livello del mare.
Le uve prodotte dal vigneto di teroldego della parcella Magròn-Tasine concorrono alla realizzazione del blend di uvaggi (corvina per almeno l’80%, teroldego tra il 15% e il 20%) del Prea Rosso. In ragione dell’impostazione rigorosamente parcellare, le uve teroldego sono microvinificate separatamente.
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