
Aprire una bottiglia di Epokale 2017 significa degustare il tempo che ha lavorato sapientemente e lentamente. Cantina Tramin lo presenta oggi come un risultato di squadra: un gewürztraminer capace di tenere insieme ricchezza aromatica e misura, maturato sette anni nella miniera di Ridanna–Monteneve a circa 2.000 metri di quota, al buio e con una temperatura e una umidità costanti. L’idea è quella di rallentare l’evoluzione perché il profumo non si disperda e trovi un nuovo equilibrio e un nuovo racconto.
Epokale è un gewurtztraminer profondo e non opulento, fatto per durare negli anni.

Per comprendere davvero Epokale bisogna concentrarsi su chi lo produce. Cantina Tramin è una cooperativa fondata nel 1898 dal parroco Christian Schrott per dare forza ai piccoli viticoltori.
Nel 1971 si unisce alla Cantina Sociale di Egna, ampliando patrimonio e competenze e oggi il progetto tiene insieme la conoscenza secolare dei luoghi e un’organizzazione moderna, sempre con uno sguardo attento alle tradizioni locali. I soci sono alla base di tutto: una rete cooperativa che coordina centinaia di famiglie e cura centinaia di ettari tra Termeno (Tramin), Egna Ora e Montagna, con altitudini generali che vanno dai 200 agli 850 metri di altitudine.
Il paesaggio è incorniciato da montagne dove soffiano i venti del Garda, con decise escursioni termiche, mentre la geologia racconta di una storia di 280 milioni di anni, con suoli di origine dolomitica con inserti porfirici che incidono direttamente sulla finezza dei profumi.
La cantina ha scelto una via chiara e decisa: metodi di coltivazione ecosostenibili, diserbanti eliminati in larga parte, parcelle gestite con precisione. Dal 2009 la Cantina si avvale della guida di Willi Sturz, enologo e direttore tecnico della cooperativa. Nel 2010 la sede rinnovata dall’architetto Werner Tscholl è diventata un’icona di Termeno, un segno architettonico che parla di territorio e con l’attenzione al risparmio energetico e quindi all’ambiente.

In questo contesto, Epokale è la punta di diamante della visione ideata e fortemente perseguita, quella di una produzione di vini bianchi di montagna – dalla maison Nussbaumer fino allo Chardonnay Troy – che negli anni ha raccolto riconoscimenti in Italia e all’estero.
Epokale nasce per ridisegnare i canoni del gewürztraminer altoatesino: non solo immediatezza aromatica, ma longevità e raffinatezza, una sfida importante, considerata l’idea generale di questo vitigno. Inoltra, la sua buccia spessa resiste nella maturità favorendo il risultato nel tempo.
Dal 2015 lo stile cerca deliberatamente un profilo più abboccato e intenso, perché la maggiore concentrazione, tenuta in asse dall’acidità, offre ampiezza, corpo e un potenziale di invecchiamento straordinario. La 2017 è stata raccolta a ottobre inoltrato, con grappoli leggermente surmaturi e proprio l’abbondanza di sostanza zuccherina ha suggerito un anno in più di attesa in miniera: sette invece di sei, per giungere in bottiglia a un equilibrio più pieno.
La produzione è molto limitata (circa 2.150 bottiglie), con distribuzione selezionata che si confà a un vino raro per chi cerca interpretazioni di terroir fuori dai soliti schemi di questo vitigno.

Epokale debuttò con l’annata 2009, primo vino bianco italiano pluri premiato e da allora è diventato un riferimento per chi vuole pensare al gewürztraminer in chiave sicuramente alpina, ma di lungo periodo. E l’edizione Epokale 2017 dimostra come una cooperativa possa firmare un vino identitario e ambizioso quando condivide visione, regole e cura con i propri soci. Dentro quel profumo c’è lavoro di vigna, scelta tecnica, pazienza e la montagna che, al buio, ha fatto la sua parte, con un profumo scolpito, dolcezza in equilibrio, salinità viva, tessitura carezzevole.
Sono i dati di Epokale (in questo caso dell’annata 2017) a spiegare il motivo della sensazione di pienezza e profondità al naso e della tenuta del sorso, con un residuo zuccherino di circa 66 g/L, pH attorno a 3,7, alcol contenuto. La bassa acidità con ph alto e i terpeni che incontrano il freddo, danno vita a una combinazione stabile nel tempo.
È fondamentale capire la chimica che porta Epokale a reggere così bene il tempo, perché non è solo un’impressione. Una ricerca dell’Istituto Fondazione Edmund Mach ha messo a fuoco il ruolo dei monoterpeni nel gewürztraminer, composti responsabili dei profumi tipici (rosa, litchi, erbe), presenti in parte in forma legata come una “riserva di aromi” che si rilascia lentamente. Il pH e la temperatura di conservazione influiscono sulla velocità con cui queste molecole si trasformano, creando condizioni fresche e stabili che rallentano la perdita aromatica e favoriscono una maturazione più complessa. La scelta della miniera – buio, fresco, umidità – è quindi coerente con l’obiettivo di preservare e far crescere il profilo aromatico nel lungo periodo.

Interessante il confronto in degustazione tra l’Epokale (2015 e 2017) e le annate 2023 e 2007 di Nussbaumer Gewürztraminer, avvicinati a tre cru alsaziani: Weinbach, Albert Mann e Zind Humbrecht.
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