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Krug vende più in Italia che in Francia

Krug vende più in Italia che in Francia

di Andrea Guolo | 11 Dicembre 2025

Sono 24 le Ambassades italiane di Krug e hanno un ruolo strategico - racconta a Vinonews24 il brand manager Carlo Vallarino Gancia. Una di queste, Antica Corte Pallavicina a Polesine Parmense, ha organizzato una cena a quattro mani (e 15 stelle Michelin).

Metti una sera a cena i piatti di Massimo Spigaroli, come il suo divino culatello gran riserva delle grandi occasioni, alternati a quelli di Enrico Bartolini, mister 14 stelle Michelin, e abbinati a tre diverse edizioni (le 173, 171 e 170) di Grande Cuvée Krug con, in finale, il “botto” del millesimo 2006.

Dalle parti di Piacenza, la cena in questione si è svolta all’Antica Corte Pallavicina di Polesine Parmense, regno di Spigaroli e sede di una delle 24 Ambassades Krug in Italia, al pari del ristorante tre stelle Michelin di Bartolini a Milano, Enrico Bartolini Mudec. L’evento è stato anche un’ottima occasione per approfondire la conoscenza con la maison e le sue strategie per il mercato italiano, dialogando con il senior brand manager di Krug, Carlo Vallarino Gancia,

il brand manager Italia di Krug Carlo Vallarino Gancia alla cena
il brand manager Italia di Krug Carlo Vallarino Gancia alla cena

MILANO TRAINA L’ITALIA

Quanto conta l’Italia per Krug? La risposta di Vallarino Gancia è sorprendente. “Si tratta del terzo mercato al mondo e del primo in Europa”, replica il brand manager. E uno pensa, naturalmente, che la graduatoria non comprenda la Francia e che sia quindi legata esclusivamente ai mercati esteri. Ma non è così. La Francia, precisa, è dietro l’Italia, preceduta soltanto da Giappone, primo in classifica, e Stati Uniti.

Dal 2022, il nostro Paese ha superato la Gran Bretagna, un tempo mercato chiave per tutti gli Champagne ma in caduta libera nell’ultimo decennio, e ha conquistato il terzo gradino del podio. Vallarino Gancia trova diverse analogie tra Giappone e Italia. “Entrambi i Paesi sono caratterizzati dalla ricerca della qualità, da un livello ‘culturale’ del consumo che spinge alla ricerca di prodotti anche più costosi, purché di nicchia”.

In Italia, la città più importante per Krug è Milano. Le ragioni sono intuitive. “Il consumo a Milano è legato al contesto internazionale, ala presenza di tanti hotel cinque stelle lusso, all’alta ristorazione, al posizionamento préstige di Krug e alla presenza di una clientela che è allineata a questo posizionamento con un potere di acquisto altrettanto elevato”.

Carlo Vallarino Gancia, brand manager Italia di Krug
Carlo Vallarino Gancia, brand manager Italia di Krug

IL SOGNO DI JOSEPH KRUG

La Grande Cuvée è il prodotto più identitario della maison. “Il sogno di Joseph Krug, il fondatore – così la definisce il brand manager per l’Italia – che nel 1843 decise di inserire una terza tipologia di Champagne, in aggiunta ai millesimati e alle cuvée base. Ebbe l’ambizione di andare oltre i limiti imposti dal tempo e dalla grandiosità dell’annata, con un assemblaggio di 120 vini di dieci annate diverse. Così Krug è riuscito a ottenere l’espressione più generosa della Champagne. Questa bottiglia fa sei anni di maturazione sui lieviti, un anno di riposo nelle cantine Krug e poi viene messa in commercio. In totale sono sette anni di attesa, ma se sommiamo le dieci annate presenti nella bottiglia di Grande Cuvée, stiamo parlando di vini che richiedono più di vent’anni di attesa prima di andare nel mercato”.

L’ultima edizione in commercio è la numero 173. “In questo vino – commenta – l’ultima annata temporalmente presente è la 2017 e la più vecchia è la 2001: sono 150 vini assemblati di 13 annate diverse”.

la Grande Cuvée Krug n. 1\71
la Grande Cuvée Krug n. 1\71

IL RUOLO DELLE AMBASSADES

La lista delle Ambassades Krug comprende ristoranti pluristellati, dai tre stelle Mudec di Milano e Villa Crespi di Orta San Giulio (chef Antonino Cannavacciuolo) ai due stelle Seta del Mandarin Oriental di Milano (chef Antonio Guida), Harry’s Piccolo a Trieste (chef Matteo Metullio e Davide De Pra), La Peca a Lonigo (chef Nicola Portinari) e Duomo a Ragusa Ibla (chef Ciccio Sultano). Ma anche, per restare sulla piazza di Milano, Affinatore, Langosteria in via Savona e un’enoteca molto amata come N’Ombra de Vin.

“Queste ambasciate, distribuite su tutto il territorio nazionale, sono l’estensione della maison in Italia - rimarca Vallarino Gancia - sono luoghi dove si trova un ampio range della nostra collezione, fino a comprendere le rarità. E dentro alle Ambassades c’è sempre un ‘Krug lover’ che sa raccontare la storia della maison, portando in loco quella che è l’esperienza che si può vivere in Champagne”. Dove si può crescere in Italia? “Noi puntiamo a crescere ovunque, pur dovendo fare i conti con un contesto di mercato complesso - conclude brand ambassador - Rimaniamo fiduciosi che si tratti di una fase ciclica e che vi sia una ripresa dei consumi".

 

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