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Il volto sfaccettato e complesso del Brunello di Montalcino 2021

Il volto sfaccettato e complesso del Brunello di Montalcino 2021

di redazione | 10 Dicembre 2025

Una selezione di assaggi multiformi dei degustatori di Vinonews24 dall’edizione 2025 di Benvenuto Brunello. I Brunello annata e le etichette Vigna del millesimo 2021, le Riserve 2020.

“Fragrante, definito e verticale”. Così il gruppo di lavoro di Brunello Forma definisce l’annata 2021, rintracciando nel bicchiere le stimmate di un millesimo forse non indimenticabile ma certo capace di farsi valere sul mercato e dai palati che apprezzano la complessità del Brunello di Montalcino.

Non sembra dunque incidere nel giudizio del panel guidato dal duo Gorelli-Lonardi né l’intensa gelata tardiva che colpiva le vigne ilcinesi e italiane durante i giorni del Vinitaly, né il più complessivo sviluppo dell’estate, tra le più aride di sempre. La buona escursione termica dei mesi estivi, associata all’assenza pressoché totale di fenomeni di eccessivo calore e ad alcuni millimetri di pioggia caduti durante agosto, garantiscono, a detta degli otto MW, un profilo equilibrato e saporito, con una buona estensione verticale.

Lineamenti preziosi che, a dire il vero, non sempre abbiamo trovato durante la degustazione dei tanti campioni presentati dalle aziende – positivo l’incremento di adesioni a Benvenuto Brunello rispetto allo scorso anno.

a Benvenuto Brunello in assaggio l'annata 2021 e la Riserva 2020
a Benvenuto Brunello in assaggio l'annata 2021 e la Riserva 2020

COMPLESSITÀ BIFRONTE

Sebbene si possa condividere (ammesso che a qualcosa serva) l’altrui giudizio complessivo – e la 2021 è effettivamente un’annata di sicuro fascino - i nostri calici hanno rivelato sfumature parzialmente diverse.

Per molti calici la beva è semplice, favorita da un impatto alcolico talvolta sopra le righe e un tannino solo in pochi campioni particolarmente rigido. Un corpo in definitiva leggero, per qualcuno moderno, che talvolta si fa quasi etereo, a causa del minor vigore di una polpa comunque giovane, che prende forma nei contorni aciduli della frutta rossa, dalle sue versioni più delicate a quelle più scure. In alcuni casi, però, il calore e il tentativo di irrobustire il Dna dell’annata portano in dote una più evidente presenza dell’affinamento in legno.

Scelte stilistiche, oltre che legate all’evoluzione climatica, che da un lato aderiscono alle più volte ripetute esigenze di leggerezza e dall’altro richiamano l’attenzione a dove segnare il limite, non solo per tutelare il proprio essere ‘Brunello’ ma anche per mantenere le giuste distanze dal Rosso.

Il volto sfaccettato e complesso del Brunello di Montalcino 2021
in degustazione emerge il volto sfaccettato e complesso del Brunello di Montalcino 2021

LA MANO DEL PRODUTTORE

La conseguenza di questi processi e di queste scelte è l’affermazione in tanti vini di tonalità più mediterranee e balsamiche, che ben si addicono al phisique du role del vino montalcinese, specialmente se inserite in un corpo capace di affabulare la bocca. Dall’altro lato della stanza ci sono invece vini più vivaci, dove l’alcol emerge valorizzando sfumature e rotondità, a costo di imporre un approccio più impegnativo e verosimilmente gastronomico. La scelta di puntare maggiormente sulla materia, sull’estrazione, irrobustendo i tannini e restituendo volume al sorso, strizza dunque l’occhio a un’espressione meno eterea di Brunello.

Cosa significa? Che per un’annata segnata da un meteo non “regolare”, tutto sommato scarica eppure dotata di una bella tensione, con tannini malleabili, le scelte in cantina sono diventate determinanti. Qualcuno ha percorso la strada della dolcezza suadente, altri hanno provato a “irrobustire” la trama tannica, chi ha cercato il frutto e chi l’astrazione… la stilistica diventa peculiare.

Nel complesso il calice sembra comunque prospettare la consueta longevità, sostenuta da trame tanniche e acide chiare, interrogandosi però sulla capacità degli stessi di maturare quella parte grassa indispensabile. Sensazioni che ancora rimangono sottotraccia, quasi comprimarie di una società, quella organolettica, che ne reclama il ruolo e l’importanza.

i banchi d'assaggio di Benvenuto Brunello 2025
i banchi d'assaggio di Benvenuto Brunello 2025

RISERVE TRA PROFONDITÀ, PLASTICITÀ E PAZIENZA

Se gli assaggi dell’annata destinata a entrare in commercio sono quasi inevitabilmente “impropri”, perché pochi mesi in bottiglia non rendono giustizia alla vocazione del Brunello alla longevità, la Riserva si presenta nel calice con i crismi della profondità, plasticità e soprattutto della pazienza. Dunque l’annata va riassaggiata in primavera, mentre la Riserva sembra già portare nel calice una personalità tridimensionale dotata di complessità.

Tra gli assaggi della Riserva 2020 emerge una bella finezza, dettata soprattutto da toni agrumati che danno elasticità allo sfondo di frutta scura, senza togliere però spazio a un sorso materico, succoso, mai troppo voluminoso. Il lungo affinamento lascia in eredità una dolcezza rarefatta, mentre la cura per il vino “apicale” trova nell’annata 2020 una stoffa di classe.

I nostri assaggi

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