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Cavit e Vitevis battono dazi e calo consumi: nel 2024-2025, 242,8 milioni di ricavi per la coop trentina, +13% esportazoni per la vicentina

Cavit e Vitevis sfidano dazi e calo consumi: tiene fatturato, cresce export

di redazione | 10 Dicembre 2025

La coop trentina chiude il bilancio 2024-2025 con 242,8 milioni di ricavi (75% dalle esportazioni) e un patrimonio netto a oltre 123 milioni. Il gruppo di cantine vicentine, quasi 70 milioni di fatturato, cresce all’estero (+13%) e punta sulla sostenibilità produttiva.

Le cooperative vitivinicole tengono la rotta e consolidano i fondamentali economico-finanziari in un panorama macroeconomico complesso, caratterizzato da incertezze geopolitiche, impatto dei dazi statunitensi e un persistente rallentamento dei consumi nei mercati tradizionali. Al tempo stesso si dimostrano intraprendenti, rafforzando il presidio internazionale, con l’export sempre più strategico per la tenuta competitiva.

GRUPPO CAVIT, FATTURATO 2024-2025 A 242,8 MILIONI, PATRIMONIO NETTO A 123

"Siamo soddisfatti dei risultati raggiunti nel bilancio 2024-2025, che ha permesso al nostro Consorzio di generare un buon reddito e una remunerazione soddisfacente per i nostri soci, nonostante le difficoltà strutturali del mercato globale. La coesione del nostro modello cooperativo si conferma l’asset più prezioso. Stiamo costruendo solidità e capacità di investimento”. Lorenzo Libera, presidente del Gruppo Cavit, vede segnali positivi nell’ultimo bilancio approvato dall’assemblea dei soci, con un fatturato che si attesta a 242,8 milioni e un valore dell’export che incide per il 75% sui ricavi. Si rafforza inoltre il patrimonio netto consolidato, che supera i 123 milioni.
"Il bilancio appena approvato riflette la nostra capacità di generare un buon reddito anche in una situazione difficile – evidenzia il dg Enrico Zanoni - Oggi, tuttavia, la sfida si sposta sul futuro: il calo generalizzato dei consumi sta causando pressioni significative sui margini nel breve periodo. Di fronte alle avversità, la nostra risposta deve essere orientata a mantenere una visione di lungo periodo. Il successo dipenderà dal lavoro, dall'impegno e dalle scelte coraggiose che faremo. Solo attraverso determinazione e coesione potremo trasformare le difficoltà attuali in opportunità”.
Tra gli elementi principali del bilancio cooperativo si colloca inoltre la remunerazione garantita ai soci conferenti, in linea con i valori e gli obiettivi degli anni precedenti nonostante la congiuntura difficile.

DISMISSIONE CASA GIRELLI LIBERA RISORSE PER CORE BUSINESS

La variazione negativa del fatturato pari al 4,1% rispetto all'anno precedente è interamente attribuibile all'uscita definitiva di Casa Girelli dal perimetro di consolidamento. Confrontando il dato con l'esercizio 2019-2020 - base di riferimento pre-acquisizioni e pre-effetti pandemici - emerge una crescita media annua del +3%. Tale progressione organica, calcolata su un orizzonte quinquennale, testimonia lo sviluppo strutturale del Gruppo, al netto delle operazioni straordinarie di M&A e del successivo riassetto strategico culminato con la dismissione di Casa Girelli, la cui definitiva conclusione delle attività ha permesso a Cavit di operare un riassetto strategico che libera il Gruppo definitivamente dalle attività a bassa marginalità consentendogli di concentrare tutte le risorse sul core business.

Il bilancio 2024-2025 di Gruppo Cavit vede un fatturato che si attesta a 242,8 milioni e un valore dell’export che incide per il 75% sui ricavi.
il presidente di Gruppo Cavit Lorenzo Libera e il dg Enrico Zanoni (foto Daniele Panato)

EXPORT ASSET FONDAMENTALE DEL FATTURATO

L'export continua a rappresentare il 75% del fatturato consolidato del Gruppo Cavit, che si conferma primo operatore italiano nel mercato nordamericano, dove gli Stati Uniti rappresentano il principale sbocco commerciale. Qui Cavit mantiene la leadership nel segmento Pinot Grigio nonostante le complessità legate all'introduzione dei dazi, ai quali il Gruppo ha risposto con un approccio flessibile e diversificato, modulando strategie di prezzo e investimenti promozionali in collaborazione con importatori e distributori per preservare la competitività sul mercato americano.
In Europa, Germania e Olanda continuano a rappresentare i mercati maggiormente strategici per il Gruppo. La Germania mostra segnali di recupero nella grande distribuzione, mentre in Olanda si registra una crescita moderata ma costante. Il Regno Unito mantiene performance positive nel canale horeca.
Nei mercati asiatici emergono opportunità interessanti per la spumantistica: Corea del Sud e Giappone mostrano un crescente apprezzamento per i Metodo Classico Trentodoc, mentre in Cina, nonostante la contrazione generale dei consumi, sono state avviate partnership con due compagnie aeree nazionali per la presenza dei vini Cavit a bordo.
Proprio la spumantistica si conferma asset strategico per  Cavit, con tutte le cantine del segmento in crescita: Altemasi (oggetto di un piano di ampliamento), Cesarini Sforza e Kessler Sekt registrano risultati positivi.
Nel mercato italiano, il Gruppo registra performance positive trainate dal canale della grande distribuzione, dove le linee strategiche - in particolare Mastri Vernacoli – consolidano la propria performance, confermando l'efficacia di un posizionamento fondato sulla qualità accessibile. Nel canale horeca Cavit mantiene un presidio qualitativo attraverso le linee premium Trentini e Bottega Vinai, declinando lo stesso principio in segmenti di prezzo superiori.

FARI PUNTATI SUI LOW E ZERO ALCOHOL

Sul fronte del portfolio prodotti, l'introduzione di Cum Vineis Sclavis Trentino Doc Schiava nella linea Trentini Premium risponde ai trend di consumo orientati verso vini più leggeri e immediati, valorizzando al contempo un vitigno autoctono della tradizione trentina. Sui mercati esteri, il Gruppo esplora inoltre le opportunità emergenti nel segmento low e zero alcohol, intercettando le preferenze salutistiche delle nuove generazioni di consumatori.
Cavit continua inoltre a investire nell'innovazione agronomica, che si concretizza attraverso lo sviluppo della piattaforma tecnologica PICA, strumento digitale che supporta le operazioni in vigneto. Le collaborazioni con Fondazione Edmund Mach e Fondazione Bruno Kessler hanno portato allo sviluppo di progetti come i sistemi di intelligenza artificiale per il monitoraggio automatico degli insetti infestanti, l’utilizzo di droni per la valutazione dei danni da eventi climatici estremi e gli studi sull'ecosistema del vigneto per incrementare la biodiversità.

L'export continua a rappresentare il 75% del fatturato consolidato del Gruppo Cavit, che si conferma primo operatore italiano nel mercato nordamericano,
la sede del Gruppo Cavit

VITEVIS, EXPORT +13%, SOSTENIBILITÀ AL CENTRO 

La cooperativa agricola vicentina Cantine Vitevis ha chiuso l'annata 2024-2025 con 69,6 milioni di fatturato e +13% di ricavi dall'export. Numeri che suggellano un decennio di crescita, frutto delle 45mila tonnellate di uva annuali prodotte mediamente nei 2.700 ettari di vigneti.
“Questi nostri primi dieci anni sono figli di visione, impegno, comunità – dichiara Silvano Nicolato, presidente di Cantine Vitevis - Nel celebrarli onoriamo il lavoro collettivo e la fiducia dei soci, linfa di una realtà ormai radicata nel panorama vitivinicolo veneto e nazionale. Continueremo a innovare sulle radici della tradizione, guardando al domani tramite la lente della sostenibilità ambientale, economica e sociale, che si traduce in stabilità, dialogo, relazioni solide con i nostri interlocutori: lo dimostra anche la nostra Vitevis Academy, il progetto di formazione che alimenta competenze e visione tra i soci più giovani".

La cooperativa agricola vicentina Cantine Vitevis ha chiuso l'annata 2024-2025 con 69,6 milioni di fatturato e +13% di ricavi dall'export.
Gianfranco Gambato, dg di Vitevis

In un mercato complesso e influenzato dalle nuove abitudini di consumo, i vini fermi, frizzanti e spumanti nati dalle coltivazioni dei soci Vitevis hanno registrato nel 2024-2025 un valore di 38,8 milioni di ricavi sul mercato italiano, uniti ai progressi del mercato estero, arrivato a 28,4 milioni di fatturato, con Regno Unito, Germania e Stati Uniti a incarnare i tre principali sbocchi. Nonostante il lieve calo del fatturato totale dovuto soprattutto alla flessione dei consumi, il valore liquidato da Vitevis ai soci è rimasto pressoché invariato rispetto al 2023-2024, mentre le vendite dei vini imbottigliati hanno generato un valore di 43,3 milioni, +19% rispetto all'esercizio precedente (con +6,7% di bottiglie prodotte).

FUTURO FA RIMA CON SOSTENIBILITÀ

Tra gli obiettivi green raggiunti nel 2025 c'è l'acquisto di energia elettrica proveniente al 100% da fonti rinnovabili. Non solo. Dalla scorsa primavera sono operative 19 stazioni meteo, installate sul territorio dei vigneti Vitevis, per un monitoraggio costante delle condizioni agro-meteorologiche e l'ottimizzazione delle decisioni in vigneto, da temperatura a umidità fino all'irraggiamento solare. Un progetto che punta sull'innovazione se si considera come la viticoltura sia sempre più esposta alle dinamiche e alle imprevedibilità del cambiamento climatico, fattori che nella recente vendemmia non hanno impedito di veder conferiti nelle cantine Vitevis circa 415 mila quintali di uva in 50 giorni.

PROGETTO REVAMPING PER MIGLIORARE L’EFFICIENZA PRODUTTIVA

Vitevis sta mettendo a punto il progetto revamping per la linea di imbottigliamento di Montecchio Maggiore. “L'intervento – spiega il direttore generale di Vitevis Gianfranco Gambesi - migliorerà l'efficienza produttiva di oltre il 25% a parità di risorse energetiche e umane. Tramite le migliori tecnologie all'avanguardia avremo una gestione più razionale, una riduzione dei tempi di lavorazione e una risposta più rapida ai clienti. Inoltre innalzeremo ulteriormente gli standard di qualità e igiene, garantendo il controllo di ogni singola bottiglia in fase di riempimento, tappatura e confezionamento". Inoltre è in programma la riqualificazione dell'area dell'accoglienza alla Cantina di Castelnuovo, con nuovi spazi per eventi, degustazioni, riunioni aziendali e momenti speciali dedicati ai clienti.
C'è poi la gestione circolare dei rifiuti, che durante l'esercizio 2024/25, grazie alla corretta differenziazione, ha visto una riduzione del -21,6% dei rifiuti indifferenziati da imballaggi misti.
Un altro target aziendale è rappresentato dall'investimento sulle persone attraverso un programma ispirato ai principi di Lean Thinking e della filosofia Kaizen. L'idea è la diffusione di una cultura basata su efficienza, innovazione e responsabilità, condivisa con i responsabili d'area e destinata a coinvolgere progressivamente anche i reparti produttivi.
Tra le novità previste nel 2026 dal Bilancio di Sostenibilità anche i test di sistemi DSS (Sistemi di supporto alle decisioni) per la corretta esecuzione dei trattamenti fitosanitari e lo studio di mappe tematiche per vitigni consigliati sulla base di unità vocazionali e su indici bioclimatici.

 

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