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Querceto di Castellina festeggia 80 anni di storia

Querceto di Castellina festeggia 80 anni di storia

di Stefania Fava | 5 Dicembre 2025

Tre generazioni, un percorso dal vigneto alla cantina. Oggi Jacopo guida lo sviluppo enologico e la moglie Mary coordina l’offerta enoturistica. E la verticale del Chianti Classico L’aura racconta il percorso.

Fondata nel 1945 dalla famiglia Masini, Querceto di Castellina celebra ottant’anni nel cuore del Chianti Classico.
Incastonata tra Castellina e il confine con Radda, l’azienda conta su 50 ettari complessivi, 11,8 a vigneto (certificati biologici), circondati da boschi e olivete che proteggono un microcosmo rurale rimasto intatto. Altitudini fra 420 e 510 metri, esposizioni da sud-ovest a nord-ovest e suoli di alberese e galestro disegnano il profilo dei vini.

TRE GENERAZIONI, DAL VIGNETO AL VINO

Il primo capitolo di questa storia lo scrive Guido Masini, che sceglie questo “angolo di natura inviolata” come rifugio di famiglia.
Negli anni Ottanta la figlia Laura Masini e il marito Giorgio Di Battista recuperano il borgo quattrocentesco e aprono l’attività agrituristica. La svolta enologica arriva nel 1998, quando il figlio maggiore Jacopo rilancia la viticoltura: nasce la cantina e si imbottiglia la prima annata a marchio Querceto di Castellina.
Ottant’anni raccontano dunque una continuità familiare, una scelta agricola precisa e un’interpretazione elegante del sangiovese di quota, guardando avanti con tradizione: vini riconoscibili, onesti, capaci di parlare del luogo con voce sincera.

Jacopo Di Battista
Jacopo Di Battista

LA VISIONE DI JACOPO

Jacopo è il motore della fase moderna dell’azienda. Dopo esperienze lavorative all’estero, rientra a fine anni Novanta in azienda e rilancia completamente la viticoltura di famiglia: reimpianta i vigneti, ristruttura, inaugura la cantina e firma il primo imbottigliamento nel 1998. Le sue idee sono molto chiare: interventi minimi, rispetto del suolo e delle caratteristiche pedoclimatiche.
Sul piano aziendale, Jacopo si setta su una gamma essenziale e coerente: Chianti Classico L’aura e Gran Selezione Sei (sangiovese in purezza), Igt rossi come Podalirio (merlot) e Jac (cabernet franc), Livia Igt Bianco (viognier/roussanne) e Furtivo Rosato, per una produzione totale di circa 55mila bottiglie, di cui l’80% all’export verso mercati maturi e selettivi.
Guardando avanti, la sua regia include l’impianto nel 2026 di un nuovo mezzo ettaro a sangiovese per rafforzare L’aura, a testimonianza di una crescita misurata, in continuità con la rotta tracciata.

MARY E L’ACCOGLIENZA STILE QUERCETO

La moglie di Jacopo, Mary, con la sua esperienza di marketing negli Stati Uniti, coordina l’ospitalità e gli eventi, dando forma all’esperienza di visita: dal borgo quattrocentesco con appartamenti e suite alla piscina panoramica, fino alle cene in vigna che, da un decennio, sono diventati appuntamenti fissi per chi cerca un contatto diretto con il luogo e i suoi vini. Il disegno punta a valorizzare la vita di campagna, le stagioni, i prodotti della terra e i tempi lenti, trasformando la visita in un racconto immersivo alla scoperta dell’identità aziendale.

l'hospitality è in stile Querceto
l'hospitality è in stile Querceto

L’attenzione verso gli ospiti ha un ruolo chiave nel rendere riconoscibile lo “stile Querceto” anche fuori dalla bottiglia, con l’aiuto della suocera Laura, cuoca esperta che guida le cooking classes “casalinghe”. Insieme traducono l’identità familiare in un modello operativo essenziale: vini di qualità, forte legame al territorio, ospitalità come esperienza di racconto.

AUTOCTONI E INTERNAZIONALI

Il sangiovese è il protagonista indiscusso della tenuta (circa l’80% dei filari), affiancato da merlot, cabernet franc e una parcella dedicata a viognier e roussanne. I sei appezzamenti—Belvedere, Poggio, Campocorto, Campolungo, La Fonte e Livia—offrono terreni e microclimi differenti: Belvedere, piantato nel 2003 ad alta densità, fornisce il sangiovese per il cru “Sei” (Gran Selezione) e il cabernet franc per “Jac”. Il Poggio è stato reimpiantato nel 2023, mentre Campolungo e La Fonte risalgono al 1999-2001. Dal gennaio del 2012 sono certificati biologici.
L’enologa Gioia Cresti segue l’azienda con la collaborazione di Jacopo. L’uso dei legni in cantina è ben dosato per scelta, con l’utilizzo di botti grandi francesi e barrique da 225 litri, al fine di esaltare freschezza, aromi e trama tannica.

vigneti di Querceto di Castellina
vigneti di Querceto di Castellina

L’aura è il Chianti Classico “manifesto” dell’azienda. L’assaggio in verticale offre l’opportunità di penetrare il lavoro del tempo su un vino che è stato pensato per esaltarsi nella longevità.

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