
“La situazione di mercato del vino verso i Paesi extra-Ue e in particolare gli Stati Uniti è molto critica: in pochi mesi siamo passati da un +12,5% dell’export oltreoceano nel primo trimestre, fortemente condizionato dal frontloading pre-dazi, a un -4% nei primi nove mesi, con un -23% solo nell’ultimo trimestre”. Suona forte e chiaro l’allarme per il comparto vino made in Italy lanciato dalla vicepresidente di Unione Italiana Vini Marzia Varvaglione in occasione di un recente convegno al Ministero degli Affari esteri.
Secondo l’Osservatorio UIV, il calo del prezzo medio per i vini in uscita dalle cantine italiane e dirette oltreoceano nel trimestre luglio-settembre è stato del 15,5%. Una vera “auto-tassazione”, operata per mantenere le quote di mercato, che però le nostre imprese non potranno sostenere oltre il breve termine. Alla faccia di chi sosteneva che i dazi USA avrebbero fatto bene all'economia italiana e europea...

Per questo, rileva UIV, è necessario aumentare ulteriormente il plafond destinato al capitolo internazionalizzazione e a progetti di promozione attuati mediante Agenzia Ice. Progetti straordinari, che dovranno essere sviluppati mediante una regia pubblico-privata con un lavoro sinergico tra imprese e agenzie pubbliche per calibrare al meglio gli strumenti più adatti, la comunicazione più efficace, i segmenti di mercato prioritari.
“La speranza è che sui dazi si possa giocare un ‘secondo tempo’, con l’esenzione del comparto wine & spirits – ha aggiunto Varvaglione - Ma in attesa che la diplomazia faccia il suo corso, bene ha fatto il Governo a inserire nel Ddl Bilancio ulteriori 100 milioni di euro l’anno per il triennio 2026-2028 in attività destinate a promozione e internazionalizzazione. Confidiamo che una buona fetta di queste risorse sia riservata al nostro comparto, che tra dazi, calo del dollaro e del potere di acquisto è a forte rischio ridimensionamento”.
Si capirà a breve se sarà destinato a concretizzarsi l’auspicio espresso dalla vicepresidente UIV. L’Unione è infatti convinta che in questa fase di pesante incertezza sia necessario aumentare le risorse per la promozione all’estero “e al contempo attivare progetti più efficaci e condivisi con le imprese del vino. Una terapia d’urto appoggiata dal Governo”.
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