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Brunello Forma, per i MW l’annata 2021 è fragrante e verticale

Brunello Forma, per i MW l’annata 2021 è "fragrante", "definita" e "verticale"

di redazione | 1 Dicembre 2025

Presentata in anteprima a Benvenuto Brunello, è stata valutata con un nuovo approccio più qualitativo e stilistico, che coglie la personalità del Sangiovese, da un panel di 8 Master of Wine internazionali.

Un millesimo da ricordare come "fragrante", "definito" e "verticale". È, in sintesi, il profilo del Brunello di Montalcino 2021 secondo la valutazione di 8 Master of Wine internazionali, che hanno degustato l'annata presentata in anteprima nei giorni scorsi a Benvenuto Brunello e che si prepara a debuttare sui mercati a partire dal 1 gennaio 2026.
L'identità del nuovo vintage è stata definita da Brunello Forma, l'innovativo metodo di valutazione delle nuove annate di proprietà del Consorzio del vino Brunello di Montalcino introdotto per la prima volta lo scorso anno. Basata su criteri qualitativi e stilistici che tengono conto dell'interazione tra vitigno, clima e vino, e dell'eterogeneità del territorio per esposizione, altitudine e suoli, l'analisi mostra come il 2021 si distingua per un profilo floreale e aromatico, dal carattere preciso e stratificato. Un'annata equilibrata, in cui concentrazione aromatica, alcol e tannini trovano un'armonia naturale, con una profondità che lascia prevedere un'evoluzione positiva nel tempo.
Lo studio ha coinvolto inizialmente la commissione del Consorzio per una sessione di degustazione interna a cui è seguito l'assaggio da parte di un panel di 8 Master of Wine internazionali: Gabriele Gorelli e Andrea Lonardi per l'Italia, Justin Knock e Michelle Cherutti-Kowal per il Regno Unito, Tone Veseth Furuholmen (Norvegia), Sarah Heller (Honk Kong), Christophe Heynen (Belgio) e Christy Canterbury (Usa). I tasting, rigorosamente alla cieca, sono stati condotti su 58 campioni di Brunello di Montalcino 2021 imbottigliati e certificati Docg per un totale di 30 aziende rappresentate, selezionate in base a superficie, regime di coltivazione, ubicazione, altitudine e volumi produttivi e che incidono per il 50% in termini di rappresentatività dei volumi.
Va ricordato a proposito l’andamento agronomico tutto sommato positivo della vendemmia 2021, con un clima caratterizzato da assenza di calore estremo e condizioni di stress correlate, nonostante le gelate primaverili e un’estate siccitosa.

L'identità del Brunellp di Montalcino 2021 è stata definita da Brunello Forma, l'innovativo metodo di valutazione delle nuove annate di proprietà del Consorzio del vino Brunello di Montalcino introdotto per la prima volta lo scorso anno.
Giacomo Bartolommei, presidente del Consorzio del vino Brunello di Montalcino

"Con Brunello Forma, introdotto lo scorso anno, abbiamo inaugurato un nuovo approccio alla lettura delle annate, superando il tradizionale sistema delle stelle per adottare una valutazione in chiave più qualitativa e stilistica, capace di esprimere al meglio la personalità del Sangiovese – commenta Giacomo Bartolommei, presidente del Consorzio del vino Brunello di Montalcino - La valutazione di quest'anno ci racconta di un millesimo armonioso ed elegante, con grande potenziale anche in termini di invecchiamento: ora non ci resta che attendere la risposta del mercato, dove già registriamo un fortissimo riscontro per un'annata che entrerà in commercio a partire da gennaio".
Dopo due anni di lavoro, il sistema Brunello Forma è stato ulteriormente affinato – sempre in collaborazione con un team di esperti dell'high tech farming della società Copernico - con l'ampliamento delle stazioni meteo (60 capannine, +54% sul 2020). È stata costruita una media storica di riferimento e sono stati perfezionati i modelli di analisi relativi alle ondate di calore e agli stress idrici.

BRUNELLO FORMA, ANNATA 2021

Per il secondo anno, la presentazione di Brunello Forma con la valutazione dell'annata in procinto di entrare sul mercato – il Brunello di Montalcino 2021 – restituisce un lavoro che dura da un anno. E nel 2025 il gruppo di ricerca ha voluto coinvolgere due nuovi partner: l'Istituto di ricerca del Ministero dell'Agricoltura CREA per lo studio dei suoli e Diagram Group, che raccoglie operatori nella digitalizzazione e raccolta dati.
“Credo sia fondamentale la condivisione che questo territorio ha mostrato in un progetto come questo – rimarca Gabriele Gorelli – e quest'anno andiamo dritti ai risultati, mettendoli nel contesto di una serie storica”.

il MW Gabriele Gorelli presenta i risultati di Brunello Forma relativi all'annata 2021
il MW Gabriele Gorelli presenta i risultati di Brunello Forma relativi all'annata 2021

Ecco allora il focus sulla 2021. Sovrapponendo l’andamento ai 30 anni di media climatica su cui poter fare affidamento, si vede che rispetto alle temperature minime febbraio fosse oltre media, mentre in generale la primavera da marzo a maggio è rimasta sotto media. Sull'estate non abbiamo avuto scostamenti, arrivando invece a un ottobre più fresco. All'opposto, rispetto alle temperature massime, c'è un febbraio molto più caldo, che poi ripiega per tutto il resto della primavera, ma non c'è mai in estate quel plateau di alte temperature che insiste storicamente nella denominazione. Dunque si registrano temperature tendenzialmente più alte, ma meno persistenti. Il vero cambiamento è sulla piovosità. È piovuto a gennaio e febbraio, marzo è stato estremamente siccitoso, aprile e maggio appena sotto media, per poi andare all’estate che vede una notevole scarsità di precipitazioni.
“È importante pensare che ci troviamo di fronte a denominazioni che ha 400 metri di dislivello tra le parti più basse e le parti più alte – rimarca Andrea Lonardi – con tre grandi versanti che la caratterizzano e una serie di esposizioni molto diverse; quindi avere a disposizione più di 50 stazioni meteorologiche diventa un dato fondamentale”.

dati macro relativi all'annata 2021 a Montalcino
dati macro relativi all'annata 2021 a Montalcino

Lonardi evidenzia come il primo sussulto arrivi a fine febbraio e a fine marzo, con un anticipo del germogliamento, rovinato da una delle più grandi gelate negli ultimi vent’anni (sotto zero tra l'8 e il 9 aprile) che ha compromesso la produzione in molte zone. Questo ha posticipato il ciclo delle prime fasi, “in modo particolare fioritura, allegagione e grano di pepe”, chiosa Lonardi. Per arrivare al periodo estivo con cinque ondate di calore, ma nessun plateau di calore torrido, ma con 60 giorni con di quasi totale siccità. “Questo ha portato a entrare in vendemmia con un carico produttivo inferiore, dunque è stata una vendemmia corta, che si è conclusa nei primi giorni di ottobre”, conclude il MW.
Questo cosa porta a dire? “Due grandi caratteristiche legate a questa dinamica – precisa Lonardi - la gelata ha creato una certa variabilità sulla denominazione e la seconda estate più secca di sempre (dal 2003), con un 36% in meno rispetto alla media storica del 1996-2025, pur se mitigata tra giugno e luglio (periodo importante per il sangiovese) da una piovosità in linea con la media storica”.
Rispetto alle ondate di calore, invece, “abbiamo avuto solo 11 giornate con temperature oltre i 35 gradi, delle quali una sola ondata oltre i 38 gradi per quattro giorni”. Eppure, se nel periodo estivo la media delle temperature massime nel 2021 è superiore rispetto al 2020, le temperature minime sono sempre state tendenzialmente più basse. Di conseguenza, l'escursione termica 2021 è molto più pronunciata rispetto a quella della 2020 (soprattutto a sud-est o a ovest).

il MW Andrea Lonardi alla presentazione del profilo del millesimo 2021 a Montalcino
il MW Andrea Lonardi alla presentazione del profilo del millesimo 2021 a Montalcino

“ANNATA SOLISTA”

Il gruppo di lavoro di Brunello Forma ha identificato dunque due fattori fondamentali che regolano il vitigno sangiovese in questo territorio: lo stress idrico (e quando si verifica nel corso dell'anno) e i picchi di calore con delle temperature oltre i 35 gradi. “Risulta significativa la concomitanza o meno di questi due fattori – spiega Lonardi - e il fatto che questi due fattori si verifichino in un determinato periodo, tra giugno e agosto, perché è quello il momento in cui questa denominazione traccia il suo profilo”.

Dunque mettendo a sistema i dati sulle ondate di caldo e sulla disponibilità idrica, emerge un posizionamento interessante delle annate nella serie storica 1996-2025.

“Nasce la carta d’identità delle vendemmie a Montalcino, dalla 2005 fino alla 2021 – annuncia Gorelli - Ci sono quattro quadrati definiti per siccità e ondate di calore, e incrociando i dati identifichiamo un passaggio dalla densità alla tensione, dalla croccantezza alla maturità. Quindi, all'interno di quest'area, si può andare a relativizzare ognuna di queste annate al momento dell’uscita per poterla identificare con un ulteriore strato di lettura che è quello del profilo del tannino”.
Dato che il progetto si chiama Brunello Forma, “abbiamo utilizzato delle forme: tannino armonioso ha forma circolare, tannino verticale il triangolo, tannino tenace è quadrato”.

Dove si colloca l’annata 2021, per temperature più bassa, ma abbondantemente sotto la media delle precipitazioni? Il presidente Giacomo Bartolomei l’ha definita “un'annata solista”. E in effetti il millesimo sta “nell'ambito più etereo – precisa Gorelli - più vibrante, più teso, con un tannino lineare. Ecco che per noi questo è fondamentale, perché rappresenta un qualcosa che ognuno dei produttori può usare e anche, a livello di catena di valore, si può in qualche modo interpretare per capire dove andare a cercare l'annata che ci serve oppure l'annata ci serve dove ritrovarla all'interno di questi quadranti.
Ci sono mercati o persone che amano annate più calde, più mature, più dense, con tannino più tenace come 2011, 2012, 2017; altre che preferiscono annate più fresche, lineari, come 2008 o 2014. Per noi questo rappresenta un’opportunità per la narrativa di questo territorio, che ancora oggi primeggia per visione e solidità”.

GLI ASSAGGI DEI MASTER OF WINE

Il secondo passaggio di Brunello Forma si sostanzia nella degustazione di 58 campioni di Brunello già imbottigliati (seppure da pochi mesi) e dunque già commercialmente rilevanti, rappresentativi del 50% della denominazione in volumi con 30 aziende produttrici diverse per dimensione, regime di coltivazione, collocazione geografica e attitudine.
Il risultato è una prevalenza di voci come “well-balanced”, “ripe”, “citrusy”, “red-fruited” e “cherry”, “spicy”.

le parole chiave emerse dalla degustazione dei MW
le parole-chiave emerse dalla degustazione dei MW

Il risultato sono le tre parole che – secondo i MW – definiscono il profilo del Brunello di Montalcino 2021: fragrante, definito e verticale.
“Fragrante – spiega Gorelli - significa intrigante, puro, etereo, ha un profilo floreale aromatico, una vena di macchia mediterranea che ne esalta la bevibilità. Definito per la compattezza: sono vini saporiti, privi però di ogni segno di surmaturazione, succosi senza blocco di tannino. Verticale (un termine che difficilmente si abbina al Brunello) perché l’annata mostra una tensione armoniosa, aggraziata, c'è profondità con tannini che hanno una dinamicità lineare”.
È dunque un'annata che celebra le diversità di stile e di territorio.

ANNATA 2025, LA REGOLARITÀ

L’appuntamento annuale con Benvenuto Brunello è stato anche l’occasione per fare il punto sull’annata 2025 e presentare il report del Consorzio sulla prospettiva per la vendemmia appena conclusa.
Dopo una stagione 2024 segnata da eccessi e sfide, il 2025 si è distinto per un andamento più regolare, pur nel contesto di un cambiamento climatico evidente. La primavera, seppure caratterizzata da temperature minime e da piovosità decisamente superiori alla media storica, è stata nel complesso regolare nelle fasi di germogliamento, fioritura e allegagione. La gestione fitosanitaria è risultata più agevole.

Il primo sussulto si è registrato a giugno, quando si è verificato un rapido aumento delle temperature e un periodo di oltre 20 giorni senza piogge. Questo ha limitato la regolare distensione dei grappoli e comportato acini di dimensioni inferiori alla media. Il mese si è chiuso con la prima ondata di colore durante circa 5 giorni. I mesi estivi hanno mostrato un giugno più caldo e asciutto della media storica, un luglio relativamente mite e un agosto con una forte impennata delle temperature nella parte centrale. La piovosità complessiva, superiore di circa il 20% alla media storica nei tre mesi estivi, ha comunque garantito una stagione vegetativa priva di stress severi.

Le piogge di fine agosto e della prima decade di settembre hanno permesso soprattutto alle aziende di dimensioni più contenute di posticipare la vendemmia fino all'ultima decade di settembre. Con 24 giorni oltre i 35 gradi, contro una media storica di 14, e tre ondate di calore per ciascuno dei mesi centrali dell'estate, il 2025 si distingue nettamente dalle più complesse annate del 2023 e del 2024. È un'annata che conferma la necessità di vigneti resilienti e di una gestione agronomica sempre più elastica.

I picchi meteorologici del 2025 sono stati più repentini, ma meno severi e prolungati rispetto al passato. Fattori che possono tradursi in vini più equilibrati e in un comportamento più omogeneo della denominazione, sia sul piano aromatico, sia su quello strutturale.

 

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