
Il vino italiano continua la sua corsa nell’Europa centro-orientale e nei Balcani. Secondo dati dell'Osservatorio UIV-Vinitaly, l’aggregato geografico (Austria, Slovacchia, Croazia, Serbia, Bulgaria, Slovenia, Bosnia-Erzegovina, Ungheria, Albania, Montenegro, Macedonia) rappresenta oggi una delle aree più dinamiche per il vino del Belpaese, cresciuto sopra la media nell’intervallo 2019-2024 (+52% per 660 milioni di euro), guadagnando una quota a valore pari a oltre un terzo del mercato. Il Belpaese è infatti primo nel rank fornitori su sette degli undici stati dell’aggregato: Albania (66% di share valore), Austria (44%), Croazia (24%), Montenegro (26%), Slovacchia (27%), Slovenia e Ungheria (29% per entrambi). Nel primo semestre dell’anno l’Italia ha esportato verso gli undici paesi dell’aggregato un volume di 44.5 milioni di litri, per un valore di 131 milioni di euro (-2.5%). Positivo il dato dei sei mesi in Bulgaria, Croazia, Ungheria, Montenegro, Slovenia e Bosnia-Erzegovina, mentre si registra una contrazione in Austria, Slovacchia, Albania, Serbia e Macedonia. La categoria più esportata è quella dei vini fermi e frizzanti confezionati (53% di quota), seguita dagli spumanti (37%) e infine dallo sfuso (10%).
Nel percorso di crescita nei Balcani e nel centro-est Europa, Vinitaly si pone come guida del sistema-vino italiano attraverso eventi mirati sui territori, volti a presidiare un mercato in forte espansione.
Si chiama Area Italia la vetrina del vino nazionale firmata Vinitaly e ITA (Italian Trade Agency) a Wine Vision by Open Balkan, la manifestazione enologica di riferimento per il sud-est Europa, in programma a Belgrado dal 22 al 25 novembre. La collettiva italiana, per la terza volta protagonista all’evento, schiera 66 aziende in rappresentanza di 13 regioni vitivinicole, confermando la forza e la coesione del sistema del vino made in Italy sul mercato.
"La nostra presenza a Belgrado rappresenta una continuità naturale nel percorso di apertura e dialogo che Vinitaly porta avanti nel mondo – dichiara il direttore generale di Veronafiere, Adolfo Rebughini – Vogliamo essere al fianco dei produttori italiani aiutandoli a incontrare mercati vivaci, curiosi e sempre più ricettivi verso la qualità del vino italiano. L’area balcanica e centro-orientale sta vivendo una fase di grande vitalità: qui cresce l’interesse per la nostra cultura enologica e per la capacità dei nostri territori di raccontare storie uniche attraverso il calice. Per questo abbiamo scelto di presentarci con una rappresentanza ampia e diversificata e con masterclass pensate per trasmettere l’anima e la ricchezza del nostro patrimonio vitivinicolo".
Saranno 6 i tasting in calendario, guidati dal presidente della Serbian Sommelier Association (SERSA), Dejan Živkoski.

Dopo Wine Vision by Open Balkan, Vinitaly si sposta a Tirana per il debutto di una nuova Vinitaly Preview. In programma mercoledì 26 novembre, l’evento è organizzato in collaborazione con l’Ambasciata d’Italia a Tirana e Alehandro Group (prima azienda in Albania dedicata esclusivamente all'importazione e alla distribuzione di vini) e vedrà la partecipazione di circa ottanta tra buyer, operatori del settore e stampa specializzata.
“Questa prima volta in Albania rappresenta un ulteriore passo nell’internazionalizzazione del nostro progetto fieristico e culturale - evidenzia il presidente di Veronafiere, Federico Bricolo - È una conferma non solo della vocazione di Vinitaly come piattaforma globale di promozione, conoscenza e dialogo attorno al vino italiano, ma anche un segno tangibile del legame profondo che unisce i nostri paesi. Proprio in Albania registriamo uno dei tassi di penetrazione più alti: con una quota di mercato pari a due terzi del mercato il made in Italy si posiziona infatti saldamente in testa alla classifica dei fornitori di vino”.
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