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Ricerca Nomisma: 94% enoturisti promuove territorio Collio. Resta da colmare gap comunicativo: solo 53% conosce origine vini locali.

Collio, indagine Nomisma: il 94% degli enoturisti promuove l'offerta del territorio

di redazione | 28 Ottobre 2025

La ricerca Collio Experience condotta da Nomisma Wine Monitor su 1.500 intervistati fotografa un’eccellenza del vino bianco italiano. Ma resta da colmare il gap comunicativo: solo il 53% conosce l’origine dei vini locali.

Il Collio si conferma una delle aree simbolo della produzione di vini bianchi italiani di alta qualità. A dirlo è Collio Experience, la ricerca condotta da Nomisma Wine Monitor per il Consorzio di Tutela Vini del Collio – e presentata durante l’evento Collio Evolution: il futuro inizia dal Presente – su 1500 consumatori italiani di vino con l’obiettivo di misurare percezione, reputazione e interesse verso i vini del Collio e il potenziale enoturistico del territorio.

I BIANCHI DEL COLLIO IN VETTA ALLE PREFERENZE

In termini di posizionamento, il Friuli-Venezia Giulia si colloca tra le principali regioni italiane per la produzione di vini bianchi di qualità: lo pensa il 13% dei consumatori abituali di vino bianco, un dato che lo pone subito dopo l’Alto Adige (15%). Seguono Sicilia (11%), Trentino (10%) e Veneto (9%).

In termini di posizionamento, il Friuli-Venezia Giulia si colloca tra le principali regioni italiane per la produzione di vini bianchi di qualità

Scendendo nel dettaglio dei territori collinari più vocati, il Collio emerge in vetta – a pari merito con il Soave – con il 13,4% delle prime risposte, superando le Colline di San Gimignano (Toscana) e le aree di Terlano, Appiano e Termeno (Alto Adige).

Scendendo nel dettaglio dei territori collinari più vocati, il Collio emerge in vetta – a pari merito con il Soave – con il 13,4% delle prime risposte

CONOSCENZA E CONSUMO: IL NODO DELLA CONSAPEVOLEZZA

Quasi tutti i consumatori italiani di vino bianco dichiarano di conoscere o aver sentito parlare di almeno uno dei vini prodotti nel Collio. Tuttavia, solo il 53% è consapevole della loro effettiva provenienza dal territorio. La differenza diventa più marcata se si analizzano i consumi nell’ultimo anno: il divario tra il totale degli intervistati e i cosiddetti “consumatori consapevoli” – cioè coloro che sanno che i vini sono effettivamente del Collio – risulta più alto per i vitigni autoctoni come Ribolla Gialla e Friulano, rispetto ai vitigni internazionali (Pinot Bianco, Pinot Grigio, Sauvignon). Un chiaro segnale che la conoscenza del territorio può rappresentare una leva strategica per ampliare la base dei consumatori dei vini del Collio.
Chi beve vini del Collio tende a consumarli prevalentemente fuori casa – nei ristoranti o nei wine bar – più che in ambito domestico. Gli elementi più apprezzati sono l’equilibrio tra corpo e freschezza e la complessità aromatica, ritenuti punti di forza da un consumatore su due.
L’identikit dei “real user” del Collio – cioè coloro che conoscono i vini, ne riconoscono la provenienza e identificano il Collio come territorio vocato per i bianchi di alta qualità – è quello di un consumatore italiano con reddito medio-alto, istruzione elevata, competenza nel mondo del vino e passione per l’enoturismo.
Tra i motivi principali del non consumo dei vini del Collio spiccano invece la mancanza di conoscenza (46%) e la difficoltà di reperirli nei ristoranti o nei negozi abituali (24%). Tuttavia, il dato più incoraggiante è che 9 su 10 tra questi “mancati consumatori” si dichiarano disposti a provarli.

Quasi tutti i consumatori italiani di vino bianco dichiarano di conoscere i vini prodotti nel Collio, Tuttavia solo il 53% è consapevole della loro effettiva provenienza dal territorioL’ENOTURISMO COME CHIAVE DI VALORIZZAZIONE

Il secondo focus della ricerca Nomisma ha riguardato il fenomeno dell’enoturismo, che nell’ultimo anno ha coinvolto un consumatore italiano di vino su due. Le percentuali salgono sensibilmente tra i consumatori più istruiti (68%), quelli con reddito medio-alto (66%), i wine expert (63%) e i millennials (63%). Di questi, il 13% ha già visitato il Collio e, soprattutto, esprime un forte desiderio di tornarci. La probabilità di una visita futura è particolarmente alta tra chi già consuma vini del Collio (43%), ma rimane significativa anche nel totale degli enoturisti (40%). La soddisfazione generale verso l’esperienza enoturistica nel Collio è elevatissima: il 94% valuta positivamente la bellezza del paesaggio, il 90% la qualità dei vini, e l’83% l’organizzazione del sistema ricettivo e del personale in azienda.

COMUNICAZIONE E PROMOZIONE: LE LEVE DEL FUTURO

Per aumentare la conoscenza dei vini del Collio, la leva della comunicazione mirata appare decisiva. Le modalità più efficaci, secondo i consumatori italiani, sono le degustazioni nei ristoranti (21%), gli eventi dedicati (17%) e l’enoturismo (13%). Social network e influencer marketing, sebbene citati “solo” dal 13% dei consumatori totali, assumono maggiore rilevanza tra i giovani fino a 29 anni, dove la percentuale sale al 18%.

Il secondo focus della ricerca Nomisma ha riguardato il fenomeno dell’enoturismo, che nell’ultimo anno ha coinvolto un consumatore italiano di vino su due

 

 

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