
La vendemmia 2025 si conclude in tutta Italia. Anche per le varietà dell’Alto Adige, per il Conegliano Valdobbiadene Prosecco Docg e per le aree del Lambrusco e del Lugana il denominatore comune è la qualità, a cui si abbina in larga parte anche un recupero dei volumi, mentre la raccolta nei vigneti tra Modena e Reggio Emilia registra quantitativi in calo soprattutto a causa dell’andamento climatico irregolare dei mesi estivi.
La denominazione Conegliano Valdobbiadene Prosecco Docg prevede dalla vendemmia 2025 un risultato positivo in termini di qualità e quantità, dopo un'annata che ha messo alla prova la capacità di adattamento e la flessibilità non solo dei viticoltori, ma anche della vite stessa. Il clima, irregolare ma mai estremo, ha favorito un buon sviluppo vegetativo. La fase di invaiatura ha preso l'avvio a fine luglio con temperature più fresche, un fattore cruciale che ha contribuito positivamente sin da subito alla sintesi degli aromi e in particolar modo dei terpeni. La successiva ondata di calore a Ferragosto, seguita da piogge significative il 21 agosto, ha impattato sulla maturazione precoce, rallentandola. La maturazione è proseguita, ma su un tono più basso e ciò ha indotto i viticoltori ad agire con prontezza, spesso optando per una minore concentrazione del grado zuccherino potenziale per preservare l'equilibrio complessivo delle uve.
"La vendemmia 2025 è stata un ulteriore banco di prova per i nostri viticoltori - spiega Diego Tomasi, direttore del Consorzio di Tutela Conegliano Valdobbiadene Docg - In vigneto si sono dovute mettere in gioco l'esperienza, la conoscenza e la sensibilità per scegliere il momento corretto della vendemmia. Quando le annate riservano sorprese climatiche di questo genere, e ormai questa è la realtà, la competenza del viticoltore fa la differenza. Ad oggi siamo soddisfatti di aver portato in cantina partite di uve molto buone e in pochi casi nella norma, a testimonianza della complessità di questa stagione e della prontezza dei viticoltori nell'affrontare l'imprevisto climatico".
La varietà Glera, vitigno che caratterizza la denominazione, si conferma anche quest'anno con un inferiore tenore zuccherino, il che si tradurrà in vini con livelli alcolici contenuti, in linea con la tradizione, ma anche con i trend di consumo più recenti.

È stata un'annata precoce quella del Lambrusco. Tra Modena e Reggio Emilia si è cominciato a vendemmiare con un anticipo di circa due settimane rispetto alla media, per arrivare alla conclusione a metà ottobre, con quantitativi inferiori alla media ma qualità eccellente.
"L'andamento climatico particolare dei primi mesi dell'anno ha determinato una maturazione precoce delle uve - commenta Claudio Biondi, presidente del Consorzio Tutela Lambrusco - Inoltre, le forti escursioni termiche registrate sia nel periodo primaverile che nelle settimane precedenti la vendemmia hanno portato ad una forte concentrazione degli aromi, che risultano quest'anno particolarmente spiccati con uve di qualità ottima. A livello di quantitativi, registriamo un calo medio di circa il 12%, con percentuali diverse a seconda della specifica varietà. Per varietà come il Lambrusco Grasparossa e il Lambrusco di Sorbara la contrazione dei volumi è decisamente più marcata".
I motivi del calo produttivo nelle province di Modena e Reggio Emilia, pari a -17% per le uve nel loro complesso e a -12% per le uve Lambrusco, sono principalmente riconducibili a due fattori. Da un lato la minore allegagione dovuta alla piovosità registrata nei mesi primaverili, dall'altro i picchi di temperatura dei mesi estivi che hanno portato a grappoli dal peso medio inferiore rispetto agli anni precedenti, specialmente nelle aree con difficoltà di irrigazione.

L’estrema instabilità meteorologica, soprattutto estiva, non ha inciso in modo particolare sulla vendemmia in Alto Adige, arrivata alle sue fasi conclusive. Dopo un periodo piovoso, le elevate temperature di agosto hanno fatto progredire rapidamente la maturazione. "Quest'anno la vendemmia è arrivata prima del previsto", spiega Jakob Gasser, enologo della Cantina Produttori San Michele Appiano, area in cui la vendemmia è iniziata con circa due settimane d'anticipo rispetto all'anno scorso, così come per il Müller-Thurgau in Valle Isarco, mentre la Schiava in Val Venosta ha precorso i tempi dell'anno passato di addirittura tre settimane.
È stata una vendemmia rapida e intensa, approfittando dei brevi periodi di stabilità atmosferica, con una qualità media elevata e un quantitativo nella norma in tutta la regione e valori leggermente inferiori solo nell'Oltradige e nella Bassa Atesina.
Ora è tempo del lavoro in cantina. "È ancora difficile dire come si svilupperanno i singoli vitigni, ma sono fiducioso che anche quest'anno porteremo buone qualità in bottiglia", afferma Lukas Ploner dell'Abbazia di Novacella.
Jakob Gasser, invece, profetizza per il Pinot Nero vini freschi e succosi. E non solo: "Quest'anno i vigneti meglio esposti possono produrre anche grandi vini – dice - Anche il Merlot è succoso, mentre la Schiava e il Lagrein del 2025 promettono bene”.
Soprattutto per quanto riguarda le varietà bianche, gli esperti sottolineano i livelli di zucchero sono inferiori rispetto agli ultimi anni, cosa che fa sì che i vini bianchi si distinguano per una minore quantità di alcol e un po' più di acidità. Per l'annata 2025 sono, quindi, attesi bianchi altoatesini leggeri, freschi e fruttati.
Guardando le singole varietà, il Pinot Bianco quest'anno è maturato particolarmente presto e i valori dello zucchero sono leggermente superiori a quelli delle altre varietà. Anche il Riesling è arrivato in cantina molto prima, mentre il Pinot Grigio, il Sauvignon e lo Chardonnay hanno raggiunto un grado di maturazione ideale.

Si è conclusa da pochi giorni la vendemmia 2025 anche per il Lugana Doc, confermando l'ottimo stato di salute del vigneto gardesano e l'impegno crescente delle aziende verso una viticoltura sostenibile. Rispetto alle ultime annate, la maturazione delle uve è risultata in anticipo di circa dieci giorni fino a fine agosto, per poi rallentare leggermente a causa delle piogge intense di fine estate. Il mese di giugno particolarmente caldo ha accelerato le fasi fenologiche, mentre un luglio più fresco e un agosto stabile e soleggiato hanno favorito un equilibrio ideale tra zuccheri e acidità. Il pH, in linea con la media delle ultime annate, e l'acidità, leggermente superiore, sono indice di vini freschi, vivaci/sapidi e longevi.
Il quantitativo di uva in pianta è stato moderatamente inferiore alla media per una minore fertilità primaverile, condizione che ha permesso una maturazione uniforme e una qualità omogenea in tutto il territorio. Le intense piogge nella parte finale della stagione hanno richiesto particolare attenzione nella gestione dei vigneti. Le ultime uve per le versioni Superiore e Riserva sono state colte solo pochi giorni fa.
Il risultato è un'annata che si preannuncia di alta qualità.
Parallelamente alla qualità del raccolto, continua a crescere la consapevolezza ambientale nel territorio del Lugana. Nel 2025 le superfici vitate certificate secondo standard di sostenibilità (SQNPI, Equalitas e Biologico) hanno raggiunto l'87% degli ettari totali, pari a 2.313 ettari sui 2.669 complessivi, in aumento rispetto al 2024. Un segnale tangibile dell'impegno delle aziende verso una viticoltura sempre più responsabile e trasparente.
"Il Lugana si conferma un territorio all'avanguardia, capace di unire la qualità enologica all'ecosistema del vigneto - commenta Fabio Zenato, presidente del Consorzio Tutela Lugana Doc - Le aziende hanno dimostrato grande attenzione in vigna durante una stagione non semplice, gestendo con competenza le fasi di raccolta e mantenendo altissimi standard qualitativi. Il forte incremento delle certificazioni di sostenibilità dimostra una maturità collettiva: oggi quasi nove ettari su dieci nel nostro territorio operano secondo criteri riconosciuti e certificate nel rispetto ambientale".

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