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Asolo Montello, 40 anni di bello e buono (con impatto economico sul territorio)

Asolo Montello, 40 anni di bello e buono (con impatto economico sul territorio)

di Gian Omar Bison | 20 Ottobre 2025

Il Consorzio Vini Asolo Montello celebra 40 anni di storia dimostrando come il vino sia un generatore di benessere e valore nonché marcatore di identità per tutto il territorio. E presenta i numeri di un’economia in salute: 32,4 milioni bottiglie di Asolo Prosecco Superiore, 25.400 bottiglie di Montello Docg e 473.500 di Montello Asolo Doc.

Vino ed economia, vino e bellezza. Sono i nodi centrali su cui il Consorzio Tutela Asolo Montello ha voluto tracciare un bilancio in occasione del quarantesimo anniversario.

“La nostra strategia è puntare su tre elementi distintivi – dice Michele Noal, presidente del Consorzio Vini Asolo Montello - Abbiamo un territorio che concentra bellezze che tutto il mondo di invidia, come la Gypsoteca di Antonio Canova, che qui nacque, la Villa di Maser, progettata da Andrea Palladio, il borgo di Asolo e l’Abbazia di Sant’Eustachio, solo per citarne alcune. Abbiamo molte attrattive per il turismo sportivo, come la possibilità di fare parapendio, bike, escursionismo e il turismo culturale, grazie ai Percorsi della Grande Guerra. Un patrimonio che ci consente di avere una grande propensione turistica, elemento sul quale vorremmo puntare anche in futuro. Abbiamo una dimensione limitata, che desideriamo mantenere tale anche attraverso la gestione degli impianti che consente di gestire la crescita, infine parliamo la lingua del mondo, grazie ad aziende che lavorano in Italia e all’Estero. Certo, il messaggio di Nervesa della Battaglia deve essere uguale a quello di Borso del Grappa per questo sarà fondamentale fare ancora più squadra dando il giusto peso alla formazione. I soci ci chiedono quando cresceremo ulteriormente? Calma, dobbiamo capire bene dove siamo e a fare cosa e come nel mercato globale”.

Michele Noal, presidente del Consorzio Vini Asolo Montello
Michele Noal, presidente del Consorzio Vini Asolo Montello

VINO OLTRE IL VINO

“Orizzonte Vino. Asolo Montello: quando un prodotto genera ricchezza e benessere per un intero territorio” è il titolo della tavola rotonda promossa dal Consorzio in occasione delle celebrazioni. E in effetti i dati economici raccontano una realtà in salute, dove si producono il Montello Docg, il Montello Asolo Doc e l’Asolo Prosecco Superiore Docg su una superficie vitata complessiva di 2271 ettari.
L’Asolo Prosecco Superiore Docg, in particolare, è cresciuto in modo importante, passando da una produzione di circa 1,2 milioni di bottiglie nel 2009 a 32.450.000 nel 2024, vendute per il 40% in Italia e per il 60% all’estero. A questa si affiancano il Montello Docg con 25.400 bottiglie e il Montello Asolo Doc con 473.500.

In occasione dell’incontro, il vicedirettore di Radio 24 – Il Sole-24Ore Sebastiano Barisoni ha richiamato l’attenzione dei produttori sul fatto che in economia esistano due tipi di crisi: quando non si vende e per eccesso di crescita, cioè quando le cose vanno così bene che le si lascia andare senza farsi troppe domande e senza gestire i fondamentali. “Guardando al mondo-Prosecco in generale – è l’avvertimento di Barisoni - è importante trovare un nuovo equilibrio tutto considerato, dai dazi americani all’andamento dei consumi a nuovi e possibili mercati nel mondo. Delle due l’una: o si punta alla massa con attenzione ai dazi, cercando di crescere nella qualità media, o si va a rendere più identitario il prodotto. Bisogna che tutti riflettano partendo dal presupposto, così fosse, di guadagnare un po' meno tutti adesso per continuare a guadagnare bene per più tempo. Come produttori siete bravissimi, ma nulla è per sempre e bisogna continuare a investire. La presenza nella grande distribuzione va migliorata, non si può arrivare negli scaffali che contano in maniera disordinata, diversamente a quanto mediamente fanno i francesi. Quando regna il disordine, la scelta unica che resta al consumatore è sulla fascia di prezzo ed è svilente per il prodotto e per la sua narrazione”.

Al riguardo, Eugenio Pomarici dell’Università di Padova evidenzia come “il ruolo dei Consorzi è fondamentale. Le Docg in particolare devono rafforzare il pregio della produzione - per quanto confrontarsi sulla qualità dei prodotti sia complesso, ma necessario per innalzare il livello, valorizzando le differenze territoriali. In questo senso va riletto e migliorato il manuale delle zonazioni. Ha poi un’importanza strategica l’enoturismo fatto bene, per aumentare i ricavi, ma l’offerta deve essere integrata, coordinata ed omogenea. E tutti i trader stanno dando molta importanza al tema della sostenibilità”.

la crescita della Denominazione
la crescita della Denominazione

IL VALORE DEL VINO PER L’ECONOMIA DEL TERRITORIO

La fotografia del distretto della CGIA di Mestre evidenzia come nell’area ci sia un equilibrio tra settori produttivi, non solo vino, quindi, ma anche servizi alle imprese, commercio, costruzioni, solo per citarne alcuni. Il mondo del vino crea benessere in quanto il 32% del valore generato dalle imprese (20% nel resto d’Italia) viene reinvestito anzitutto nel territorio, creando occupazione, acquisti e servizi. Infine, è un territorio che non ha ceduto all’industrializzazione ma si è mantenuto attrattivo anche dal punto di vista turistico, come dimostrato dai 90mila arrivi turistici e 230mila presenze all’anno. Proprio il turismo può essere un modo per aumentare la distintività del prodotto, come emerge dalla ricerca di Metrica, deve lavorare ancora sul rafforzare la propria identità.

L’analisi di Metrica sui canali della ristorazione, della distribuzione moderna e sul consumatore finale - con oltre 1000 interviste - l’analisi ha evidenziato quali siano i punti di forza e le aree di miglioramento. Se da un lato l’Asolo Prosecco Superiore piace e chi lo scopre lo riacquista, dall’altro la conoscenza deve ancora crescere in un panorama complesso.
Rafforzare l’identità è allora l’obiettivo per il futuro, come conferma il presidente del Consorzio Noal, “creando una comunicazione unitaria”.

 

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