
Dopo 13 anni di attività e di crescita eccezionale, per un comparto “conservativo” in termini di performance come quello del vino, EFI-Edoardo Freddi International si lancia in una nuova sfida legata alla nicchia di alta qualità. Nasce così EFI Fine Wines, che si presenta come uno spin-off con un direttore dedicato – Martino Bettini, ex manager di Berkmann Wine Cellars, agenzia di importazione leader in Gran Bretagna – e una struttura focalizzata sulle competenze specifiche legate alla gestione di etichette prestigiose.
I primi quattro produttori fanno capire le carte che Efi Fine Wines intende giocare al tavolo dell’eccellenza del vino made in Italy. Con San Leonardo, la prima cantina di vini da collezione che ha creduto nel progetto lanciato da Freddi, troviamo infatti due big della costa toscana come Michele Satta per la Doc Bolgheri e Monteverro per la Maremma, a cui si aggiunge un big dell’Irpinia come Montevetrano. La nuova società sarà attiva in 70 Paesi del mondo con focus su una serie di mercati strategici (Usa, Regno Unito, nord Europa e Vietnam, Giappone e Corea del sud per il continente asiatico) e di canali strategici come ristorazione, travel retail e piattaforme digitali.

La nascita di EFI Fine Wines, come ricorda lo stesso Edoardo Freddi, è la conseguenza di una segmentazione avviata durante l’estate. “Abbiamo riclassificato i marchi presenti nel nostro portfolio e ci siamo resi conto che alcuni di questi appartengono a una categoria diversa, con logiche differenti, e che richiedevano un approccio molto più sartoriale. Con la nascita di Efi Fine Wines facciamo un passo in avanti nella definizione del valore”. E per entrare in una compagine destinata ad allargarsi tra molte accortezze, i “pretendenti” dovranno rispettare quattro criteri ben precisi: heritage, posizionamento ultra premium, riconoscimenti ottenuti dalle guide internazionali e sostenibilità.
Per questo, a occuparsi dello spin off sarà una struttura separata che condivide con Efi International determinate basi commerciali, ma poi si specializzerà sulle specifiche necessità dei vini di prestigio. “Un portfolio come il nostro - afferma il neo-direttore Bettini - deve essere raccontato nella maniera giusta per esprimere le peculiarità di ciascuna cantina oggi presente. I produttori fine wines hanno delle necessità specifiche e noi vogliamo farci portavoce nel mondo delle eccellenze del made in Italy nel vino. Svolgeremo questo compito con visione, strategia, eleganza e sinergia. Questo cluster avrà la propria esplicazione attraverso brand ambassador e uno spazio dedicato nelle principali fiere internazionali. Il numero delle cantine aderenti sarà limitato e chi vorrà entrare a far parte di questo cluster dovrà sottoscrivere accordi precisi”. Si parla comunque di arrivare a quota otto cantine nei prossimi mesi, per poi consolidare l’attività nel corso del 2026.
Tra i produttori, si percepisce l’interesse e a tratti l’entusiasmo verso questa nuova iniziativa. “Con Edoardo – ha affermato Anselmo Guerrieri Gonzaga, proprietario di San Leonardo (Trentino) – l’apprezzamento è stato immediato e l’evoluzione della sua società negli ultimi anni è stato un fatto assai raro. Ci fa particolarmente piacere la svolta di Efi Fine Wines perché il nostro mondo specifico presenta dinamiche sempre più complesse e richiede rapporti solidi con i partner, per seguire la bottiglia anche dopo la vendita e per tutelare il nostro marchio. Quando si è piccoli come lo siamo noi, spesso non si ha la capacità industriale di avere un ufficio dedicato all’export: ora Efi Fine Wines assolve a questo compito”.

Anche Francesco Guazzugli, direttore commerciale Italia di Michele Satta, è sulla stessa linea. “Abbiamo grandi aspettative - dice - e siamo certi che questa struttura sarà in grado di valorizzare i nostri vini in modo più specifico e professionale”.
Intanto continua la crescita di EFI International. La società ha archiviato il 2024 con un giro d’affari di oltre 112 milioni di euro (+8,2% sul 2023) e conta di superare quota 120 milioni alla fine dell’anno corrente. A oggi rappresenta 68 produttori più i 4 entrati nella società spin-off, esportando le loro etichette in 105 Paesi del mondo, con gli Usa (12%), la Germania (11%) e la Svizzera (10%) a comporre il podio dei mercati di destinazione. Il canale Horeca incide per circa il 37-38% delle vendite, il resto è rappresentato dalla distribuzione a scaffale e da una quota marginale (3%) dell’online.
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