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Vendemmia 2025, qualità e rese più basse. Morellino Scansano guarda a nuovi mercati, Val di Cornia a promozione. Montecucco annata record.

Vendemmia 2025, qualità e rese più basse a Montecucco, Scansano e Suvereto

di Antonio Tosi | 1 Ottobre 2025

Il Morellino di Scansano guarda a nuovi mercati e al consumo responsabile, in Val di Cornia si investe su promozione integrata. Annata record per il Montecucco. Maretti (Legacoop): “44 milioni di ettolitri in Italia; riduzione rese permette riequilibrio tra domanda e offerta”.

La vendemmia 2025, ormai giunta alla fase conclusiva in quasi tutta Italia, mantiene le aspettative. Sarà una raccolta all’insegna della grande qualità, grazie anche a condizioni climatiche favorevoli nel corso dell’anno che hanno aiutato il lavoro dei viticoltori. La riduzione dei volumi (comune a molte regioni), vista la particolare congiuntura di mercato viene invece considerata da più parti in modo positivo, perché permette un riequilibrio generale tra domanda e offerta facendo da deterrente a pratiche speculative.

MORELLINO DI SCANSANO, TRA QUALITÀ ALTA E RESE MINORI GUARDA A NUOVI MERCATI

È tempo di vendemmia per il Sangiovese della costa toscana. Dopo una stagione caratterizzata da buone condizioni climatiche, il Consorzio Morellino di Scansano conferma che le operazioni di raccolta sono in linea con quanto osservato in vigna nelle scorse settimane: uve sane, maturazioni regolari e equilibrio tra zuccheri e componenti fenoliche, elementi che lasciano prevedere vini di ottima qualità, mentre per quanto riguarda le quantità si stima una riduzione rispetto alla vendemmia dello scorso anno.

"La vendemmia 2025 è caratterizzata da ottimo livello qualitativo e da una riduzione delle rese, due buone notizie tenendo conto della preoccupazione suscitata dal calo dei consumi sia sul mercato interno che quelli internazionali – spiega Bernardo Guicciardini Calamai, presidente del Consorzio Morellino di Scansano – È opportuno essere prudenti, tuttavia a volte vedo un eccessivo allarmismo: sono dinamiche congiunturali, già vissute in passato e auspichiamo che possa risolversi anche questo momento particolarmente complesso, nel quale la situazione economica è condizionata anche da fattori di carattere internazionale. Guardiamo con fiducia al futuro e confidiamo in una stabilizzazione del comparto dopo lo shock determinato dai dazi sulle esportazioni negli Stati Uniti, che rappresenterebbe un importante segnale di ripresa. Nel frattempo continuiamo a lavorare per sfruttare le opportunità di apertura di nuovi mercati esteri."
Il Consorzio continuerà a promuovere il Morellino sui mercati nazionali e internazionali, valorizzando territorio e sostenibilità e incentivando un consumo responsabile e equilibrato contro le derive proibizioniste. L'obiettivo è consolidare la presenza in nuovi mercati, cogliere eventuali opportunità commerciali e rafforzare la fiducia dei consumatori. “È fondamentale che i giovani comprendano il valore culturale e sociale che il vino rappresenta – spiega Guicciardini Calamai - Non soltanto un prodotto, ma un elemento che accompagna da millenni la nostra storia, le nostre tradizioni e l'identità delle comunità locali”.

per il Consorzio Morellino di Scansano la vendemmia 2025 è stata caratterizzata da un ottimo livello qualitativo e da una riduzione delle rese
Bernardo Guicciardini Calamai, presidente Consorzio Morellino di Scansano

VAL DI CORNIA INVESTE SU TERRITORIO E PROMOZIOINE INTEGRATA

Ultimi giorni di vendemmia anche in Val di Cornia, dove il 2025 si sta chiudendo con livelli produttivi nella media e un'elevata qualità delle uve. Approfittando di condizioni climatiche favorevoli i viticoltori hanno infatti portato in cantina grappoli sani, contraddistinti da maturazioni corrette ed equilibrate.
Cabernet sauvignon, merlot, sangiovese, ma anche cabernet franc, syrah e, lato bianchi, vermentino e ansonica. Queste le principali tipologie raccolte nell'eterogeneo vigneto locale (circa 820 ettari), che mischia i vitigni toscani più tipici a quelli internazionali, introdotti da Elisa Bonaparte nei primi dell'Ottocento.
A garantirne il corretto sviluppo un meteo caratterizzato da un inverno mite e una primavera regolare. Le piogge cadute nel corso di un'estate iniziata all'insegna delle temperature elevate hanno scongiurato il rischio di stress idrico, senza che sorgessero particolari problemi fitosanitari.
Conseguenza di questa estate “mediterranea” è stata un leggero ritardo, circa una settimana, nell'inizio inizio della vendemmia, con le prime varietà bianche raccolte a partire dalla seconda metà di agosto.
Il presidente del Consorzio Suvereto e Val di Cornia, Daniele Petricci, soddisfatto per la raccolta, si focalizza sulle strategie associative. "Crediamo che solo vini capaci di interpretare territorio e mercati possano superare l'attuale fase di incertezza, segnata da instabilità geopolitica e calo dei consumi – afferma Petricci - Da qui la scelta di rafforzare le politiche di promozione territoriale, grazie anche alla vocazione della Val di Cornia al turismo, investendo in un'offerta che sappia unire il prodotto al contesto. Per questo nasce Suber, festival che ogni primavera Suvereto dedica al suo legame con il vino, apice di un'attività che si snoda durante tutto l'anno, con tanti eventi in loco dedicati a turisti e enoappassionati".

Ultimi giorni di vendemmia anche in Val di Cornia, dove il 2025 si sta chiudendo con livelli produttivi nella media e un'elevata qualità delle uve.
il presidente del Consorzio Suvereto e Val di Cornia, Daniele Petricci

PER MONTECUCCO UN’ANNATA DA RICORDARE

La vendemmia nell'areale del Montecucco Doc e Docg si sta concludendo all’insegna della sanità e di un'ottima qualità delle uve, a fronte di una riduzione media dei volumi compresa tra il 20 e il 30%, per un territorio che supera il milione di bottiglie l’anno.
Un'annata che dunque lascia intravedere vini di grande freschezza, strutturati per quanto riguarda il Sangiovese e i rossi in generale, e capaci di affrontare lunghi affinamenti, grazie all'equilibrio climatico dell'annata e a un buon bilanciamento tra acidità, contenuto polifenolico e grado zuccherino.

"Quest'anno abbiamo avuto un andamento climatico più regolare rispetto alle ultime tre vendemmie - spiega Giovan Battista Basile, presidente del Consorzio di Tutela -, con un'estate meno estrema e, in particolare, un luglio e un agosto che possiamo definire 'mediterranei'; inoltre, abbiamo avuto piogge che sono arrivate nei momenti giusti, senza eccessi né eventi dannosi. Tutto questo ci ha permesso di portare in cantina uve sanissime, con acini piccoli e buccia ricca di estratti polifenolici, perfetti per ottenere vini longevi e di struttura”.

La vendemmia ha avuto un anticipo di circa 10/12 giorni su tutto il territorio, condizione diventata ormai normale per effetto del cambiamento climatico. Già dalla prima settimana di settembre sono iniziate le raccolte dei bianchi e delle varietà precoci; al 30 settembre, la stragrande maggioranza delle aziende ha già concluso la raccolta; restano solo pochi ettari con uve tardive – o per scelte stilistiche specifiche di singoli viticoltori – ancora da raccogliere.

"La parola chiave della stagione appena conclusa è regolarità – sottolinea Giuliano Guerrini, agronomo di ColleMassari a Poggi del Sasso - Qualità da buona a ottima e, da un primo giro di assaggi da botte, confermo un 80% di eccellenza e un 20% da buono a eccellente: un risultato fantastico”.
A confermare il trend anche i produttori delle zone più alte, come Montenero e Seggiano. Nell'area di Campagnatico si è osservata qualche difficoltà in più – soprattutto nei vigneti biologici - ma le uve godono di un ottimo stato sanitario. Situazioni simili anche nella parte meno elevata della denominazione, a Civitella Paganico e Roccalbegna. Il Sangiovese si è mostrato in grado di raggiungere ottimi livelli di maturazione fenolica.

La vendemmia nell'areale del Montecucco Doc e Docg si sta concludendo all’insegna della sanità e di una ottima qualità delle uve, a fronte di una riduzione media dei volumi compresa tra il 20 e il 30%,
Giovan Battista Basile, presidente Consorzio di Tutela Montecucco

MARETTI (LEGACOOP): “OTTIMA ANNATA, DA RESE INFERIORI MAGGIORE EQULIBRIO”

Secondo le stime di Legacoop Agroalimentare, la vendemmia 2025 in Italia dovrebbe chiudersi con una raccolta che si aggira sui 44 miliardi di ettolitri, con una riduzione delle rese che in alcune aree tocca anche il 20%. Un aspetto positivo per il presidente di Legacoop Cristian Maretti: “Le regioni che avevano registrato produzioni molto abbondanti nel 2024 – dice il presidente - hanno visto una riduzione tra il 10% e il 20%, contribuendo a un riequilibrio generale tra domanda e offerta e scoraggiando pratiche speculative che puntano a prezzi iniquamente bassi a discapito della valorizzazione della filiera della vite e del vino”. Per Maretti può rivelarsi una misura utile utile anche il blocco temporaneo dei vigneti: “Quello del vino è un settore particolarmente sensibile alle mode e ai cambiamenti dei consumi e per questo c'è bisogno di un approccio mirato – evidenzia Maretti - È sbagliato e dannoso per tutti parlare della necessità di imporre contrazioni produttive generalizzate. Ogni segmento di mercato ha le proprie specificità e deve essere affrontato con analisi dettagliate, senza scaricare le difficoltà su aree che invece godono di un loro posizionamento remunerativo e in equilibrio. Alcune aree viticole italiane, paradossalmente, assorbono e collocano sul mercato vini di altre zone che, evidentemente, in questi anni hanno effettuato minori investimenti sul fronte organizzativo e commerciale. Siamo comunque favorevoli al blocco temporaneo dell'aumento dell'1% annuo del vigneto italiano”.
Per quanto riguarda la situazione attuale del vigneto Italia, Maretti sottolinea che “nonostante le incertezze globali legate a guerre e dazi, il sistema cooperativo ha dimostrato cautela e prudenza. Le principali cantine si sono mosse con l'obiettivo di non perdere le posizioni di mercato acquisite riducendo in maniera significativa i propri margini, accollandosi, almeno in questa prima fase, il costo dei dazi per salvaguardare le proprie quote di mercato. Il vigneto Italia ha dato prova della sua resilienza e permette di pensare a un lavoro di 'fine tuning' per migliorare ulteriormente nel futuro”.

 

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